Ulivo d’oro a Todorovskij

Valerji Todorovskij trionfa al Festival del cinema europeo di Lecce

Con il suo My stepbrother Frankenstein, il regista e sceneggiatore russo è stato il più premiato alla sesta edizione del Festival del cinema europeo, a Lecce (Cinema Santalucia) dal 5 al 10 aprile. Oltre all’Ulivo d’oro, si è aggiudicato riconoscimenti per la migliore sceneggiatura e il miglior film. E anche gli studenti l’hanno premiato.

Si è conclusa domenica 10 aprile la sesta edizione del Festival del cinema europeo, tenutosi a Lecce, e diretto da Alberto La Monica. La manifestazione è stata valorizzata, anche quest'anno, da numerosi eventi speciali e ospiti internazionali. Tra le personalità della cinematografia europea che hanno contribuito a dare vita alla sesta edizione del festival, Emidio Greco, Citto Maselli, Edgar Reitz, Krzysztof Zanussi, Gianni Volpi, Gianluca Tavarelli, Edoardo Winspeare; gli attori Valentina Carnelutti, Daniela Giordani, Salome Kammer Reitz, Claudio Santamaria, Emilio Solfrizzi, e Virna Lisi, alla quale è stata dedicata un’intera sezione della manifestazione. La settimana è stata caratterizzata da una serie di eventi, tra cui la proiezione, sulle tele del cinema Santalucia, oltre che dei film in concorso e di numerosi cortometraggi italiani ed europei, di diverse pellicole, come i sei episodi di Heimat 3 di Reitz (sezione Protagonisti cinema europeo), La battaglia di Algeri, Ogro, Kapò (retrospettiva Gillo Pontecorvo), La donna del giorno di Maselli, Tenderly di Brusati, tutti interpretati da Virna Lisi (sezione Protagonisti cinema italiano) e Da un Paese Lontano, diretto dal regista polacco Krzysztof Zanussi, inserito fuori programma, in commemorazione del Santo Padre. Virna Lisi All'attrice Virna Lisi il Festival e la Fondazione CSC hanno dedicato la sezione Protagonisti cinema italiano con la monografia Virna Lisi: un'attrice per bene, curata da Sergio Toffetti e Alberto La Monica, con un saggio introduttivo di Morando Morandini, pubblicata da Besa Editrice, insieme ad una retrospettiva e ad una mostra fotografica. Dieci i film in concorso tra i quali la Giuria, presieduta da Gillo Pontecorvo (assente alla serata di premiazione per motivi di salute) e composta da Claudio Santamaria e Irini Stathi ha dovuto scegliere per l'assegnazione dell'Ulivo d'oro e di un premio di 5.000 euro al Miglior Film. Il riconoscimento è andato a My stepbrother Frankenstein di Valerij Todorovskij ( Russia, 2004) “per l'abilità nel cogliere molteplici contraddizioni della società europea in un'idea sintetica che può raggiungere molteplici livelli di pubblico”. Il film di Todorovskij si è aggiudicato anche il premio per la migliore sceneggiatura, assegnato a Leonid Yarmolnik “per la qualità di una scrittura che sa sintetizzare problematiche collettive e individuali con un linguaggio di notevole interesse”. Il premio per la miglior fotografia è invece andato al film Fallen (Krisana) di Fred Kelemen (Germania, 2004), “per la sensibilità del suo sguardo che trasfigurando paesaggi esteriori e interiori crea un vortice in cui ognuno ha la possibilità di gettarsi”. Questa pellicola si è guadagnata anche il Premio Giuria FIPRESCI per “l'eccellente uso degli elementi tradizionali del cinema”. Il premio SNGCI per il miglior attore europeo è stato assegnato ex aequo a Valentina Merizzi, protagonista del film diretto da Vittorio Moroni, Tu devi essere il lupo, per “un'interpretazione fresca e insieme assolutamente intensa. Un debutto che va al di là della prova d'attrice, lasciando intuire una possibilità di dialogo con un cinema d'autore che merita di rompere gli schemi nazionali” e a Eszter Bagaméri, protagonista del film ungherese Guarded secrets, diretto da Zsuzsa Boszormènyi, “per la naturalezza e l'amoralità, paradossalmente innocente, con la quale ha segnato l'interpretazione di Irma, vittima e carnefice di una storia personale che ne segna l'esistenza e, sullo schermo, la qualità interpretativa di una bella prova d'attrice”. Il Premio Reale Mutua Assicurazioni è stato assegnato al film Ruins(Slovenia, 2004), diretto da Janez Burger. Un Premio è stato assegnato anche dagli studenti degli istituti superiori di Lecce, che hanno rivolto la loro preferenza al film di Todorovskij con la motivazione: “il personaggio di Pavel rappresenta l'uomo di oggi che, costretto dalla società a conoscere e vivere la guerra, continua a trascorrere la sua vita e la sua quotidianità immerso in questa condizione angosciosa dalla quale neanche l'affetto della famiglia riesce a liberarlo. Il finale è particolarmente significativo: il mostro buono è eliminato da chi prima l'aveva generato ed esaltato, come per cancellare le tracce che testimoniano a quale ineluttabile pazzia conduce la guerra”.

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