Max Hamlet Sauvage mostra i 65 volti di Gallipoli

Con una mostra Gallipoli ricorda i nomi, e i volti, di chi l’ha resa “bella”

Dal 4 al 21 marzo Gallipoli ospita la mostra dell’artista Sauvage, tornato nella sua terra d’origine dopo anni di assenza. E ammira i ritratti dei suoi cittadini illustri.

La Gallipoli degli ultimi due secoli viene omaggiata attraverso il ricordo delle personalità che si sono distinte negli ambiti dell’arte, della cultura, della politica e della scienza, fotografate e interpretate dall’artista Max Hamlet Sauvage. Esponente tra i più noti del surrealismo-pop italiano, Sauvage ritorna a Gallipoli, dopo 45 anni di assenza, con la mostra, presso il Club Hotel Bellavista, La città, la memoria, i volti, aperta dal 4 al 21 marzo (dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 21.30), dedicata ai suoi conterranei che si sono adoperati per la crescita della città nei più svariati settori. Uno dei ritratti in mostra Accanto a personaggi del XIX secolo, come i patrioti mazziniani Emanuele Barba e Bonaventura Mazzarella, il poeta Nicola Patitari, l’artista Giulio Pagliano, si mostrano, così, anche illustri gallipolini dei secoli XX e XXI: gli artisti Tonino Cavalera ed Ercole Pignatelli; l’imprenditore Vincenzo Barba; i politici Salvatore Ferraro e Corrado Calvi; gli esponenti del mondo della cultura come Augusto Benemeglio, scrittore e critico letterario; Luciano Sebaste, regista televisivo; Luigi Giungato, editore; Toti Carpentieri, critico d’arte; Fernando Cartenì, patrono del Premio Barocco. Un'opera in esposizione Sono i ritratti di chi si è opposto alla mediocrità ed ha contribuito a costruire il volto di tradizioni classiche e sguardo al futuro della Gallipoli di oggi; tutti fermati dallo scatto fotografico e fissati su carta da un tratto pittorico e da un segno grafico spiccatamente pop. La tecnica con cui le opere sono realizzate appare a metà strada tra i modi ieri e di oggi: materiali tradizionali, come carta e pastelli, coesistono assieme alle più innovative tecniche della grafica pubblicitaria. In ogni caso, il punto di partenza è la fotografia, “che – spiega Sauvage – fa vivere l’emozione di un ritratto colto al volo”. Un'opera in mostra

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