Ripartenza

Sono mesi che si parla di ripartenza e, alla fine, eccola qua. E’ arrivata. Ma che significa ripartire?

Io sono tornata a lavorare, sono tornata a vedere i parenti, gli amici, gli spettacoli, sono tornata a fare tante cose che mi mancavano e che rendono la vita degna di essere vissuta.

Ma non sono ripartita.

A un certo punto di questo lungo anno, non so più bene quando, mi sono fermata.

Sono entrata in stand by e ho vissuto le cose in modo passivo. O almeno, ho dato la priorità ad alcuni aspetti mettendone da parte altri. Peccato che tra quelli messi da parte ci fosse il mio benessere. Facciamo tutti così, vero? Finiamo per mettere il nostro benessere in fondo alla lista delle priorità e andiamo avanti, correndo il rischio di dimenticarci cosa sia la vita.

La vita non è lo spazio temporale tra la nascita e la morte di una persona, la vita si nasconde tra le pieghe del tempo.

Sei viva quando senti che puoi fare e disfare il tuo destino. Quando hai il fiato sospeso e non sai cosa accadrà, ma ti alzi per prendere la parola. Sei viva quando ami, quando puoi sognare, quando senti di essere stata utile per qualcuno, quando lotti per vincere una battaglia, quando le lacrime di una sconfitta ti danno forza, quando hai un obbiettivo da raggiungere. Sei viva quando riesci a provare gratitudine. Quando riesci a creare qualcosa.

Troppo spesso andiamo avanti in modo passivo, ci affidiamo al pilota automatico. Troppo spesso lasciamo che le preoccupazioni, la stanchezza, i problemi economici, ci abbattano, mettendo il nostro benessere da parte, come fosse di secondaria importanza, come se avessimo ancora tante vite da poter vivere, dopo. Dopo aver risolto questo problema, dopo aver finito un lavoro, dopo aver fatto il nostro dovere, dopo aver pensato al benessere altrui, dopo questo periodo difficile, dopo aver pensato al nuovo problema da risolvere, dopo questa pausa, dopo l’inverno, dopo l’estate, dopo la scuola, dopo il divorzio, dopo il trasloco, dopo il lock down, dopo il vaccino, dopo la pandemia, dopo. Ma la vita è adesso!

E’ adesso che dobbiamo prenderci cura di noi, che dobbiamo coltivare i nostri sogni e lavorare per realizzarli. E’ adesso che il cuore batte.

Non posso rimandare la vita.

Non ci sarà un momento in cui non avrò problemi da risolvere, non arriverà un periodo privo di scuse per rimandare l’azione più coraggiosa e difficile da intraprendere: amare la bambina che ero, la donna che sono e l’anziana che vorrei diventare, ritagliando ogni giorno del tempo per prendermi cura di loro.

Ripartiamo davvero. Non dalla normalità.

Basta sacrificare la cultura, uccidere i sogni, pensare che il benessere psicofisico sia meno importante delle leggi del mercato.

La normalità resta il problema.

E’ normale morire sul lavoro

E’ normale assistere inermi alle dittature, ai bombardamenti incessanti sui civili.

E’ normale un femminicidio.

E’ normale un sistema che punisce chi denuncia, mette sotto processo le vittime e affida i minori ai padri violenti (si chiama femminicidio in vita la non vita delle donne che perdono i figli in questo modo, sono tantissime in tutto il Paese).

Chi sogna un futuro migliore non dovrebbe pagare con la vita.

Che sia una giovane ragazza che lavora in fabbrica, una famiglia che scappa a bordo di un barcone o una donna che trova il coraggio di denunciare la violenza e sogna di avere la vita che merita.

E’ pensando a questo che obbligo me stessa a non arrendermi, a darmi l’amore che merito, a non spegnermi davanti a una serie TV per dimenticare tutto. E’ pensando a loro, e al futuro delle mie figlie, che oggi mi dico che devo smettere di mettere la vita in pausa.

Niente deve avere il potere di farci vivere passivamente, non le difficoltà, non la pandemia, non lennesimo periodo difficile.

Io sono viva quando riesco ad incazzarmi, quando sono indignata, quando reagisco.

La ripartenza non la decide un decreto o qualsiasi altro agente esterno.

La ripartenza la decido io. Ogni giorno.

Siamo fatti anche noi della materia di cui sono fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo dun sogno è racchiusa la nostra breve vita.

(William Shakespeare)

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One Thought to “Ripartenza”

  1. Roberto

    “C’è un solo modo di essere contenti: esserlo! Se aspetti di realizzare un progetto potresti non esserlo mai.” lo diceva mio nonno.
    “L’aspettativa di vita si misura in progetti da realizzare”: lo diceva una ragazza straordinaria a cui volevo bene,
    Il suo post me li ha ricordati.
    Per qualche giorno ho temuto che fosse ancora ferma al bivio del mese passato: felice di ritrovarla zaino in spalla.

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