Accordo ArcelorMIttal e Invitalia, oggi la firma

Di Daniela Spera
 
Taranto. Il Ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha convocato per oggi alle 12, presso la sala Arazzi del suo Ministero, i sindacati metalmeccanici. Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Usb e Ugl discuteranno sulla vicenda ex Ilva proprio il giorno in cui Invitalia, per conto del governo, e ArcelorMittal firmeranno l’accordo che prevede l’ingresso dello Stato al 50 per cento nel capitale dell’azienda.
 
Secondo, Francesca Viggiano, Assessora con delega all’Ambiente, Patrimonio e Politiche abitative
 
‘il futuro dei cittadini di Taranto e della sua Provincia viene ipotecato nel nome del futuro comunque incerto di un limitato numero di lavoratori, nemmeno tutti residenti in terra ionica.’
 
Rivolgendosi a Patuanelli sottolinea che ‘quel tavolo, non rappresenta la comunità e non è una vertenza solo sindacale.’ 
 
Questa la posizione che l’assessore rende nota e aggiunge che ‘in questo anno il Covid avrebbe dovuto insegnarci che la salute viene prima di qualsiasi profitto. Anche per gli stessi lavoratori e le loro famiglie. E lo sanno bene tutte le attività produttive a cui sono stati richiesti immani sacrifici per la sicurezza della comunità intera. Ma per l’Ilva questo ragionamento non vale.’
 
Il sindaco Rinaldo Melucci accusa il governo di agire senza alcuna trasparenza nei confronti della comunità tarantina: ‘Il Governo dovrebbe spiegarci in fretta che tipo di mandato ha fornito al negoziatore Domenico Arcuri (amministratore delegato di Invitalia ndr) e quali obiettivi il suo accordo si prefigge, soprattutto se questi obiettivi siano orientati realmente alla soddisfazione dei tarantini e alla tutela della vita umana e dell’ecosistema. E chi guiderà, poi, questa nuova fase dell’ex Ilva? Purtroppo, non sono più sufficienti gli annunci sul cosiddetto cantiere Taranto, tutto ha il sapore di un grande palliativo, se il piano è quello di marzo con gli altiforni 4 e 5 ed un solo forno elettrico.’
 
E continua: ‘Nei prossimi giorni coinvolgeremo i lavoratori (i tarantini, visto che i genovesi hanno già parlato e stanno come sempre vincendo la loro piccola partita, che equivale a costringerci a tenere in piedi l’area a caldo), i semplici cittadini, il mondo delle imprese, le associazioni, tutti i rappresentanti politici ed istituzionali del territorio, tutti quelli che sono sempre giustamente rigorosi nell’analizzare le azioni dell’Amministrazione comunale.’
 
Anche Fridays For Future Italia ha preso posizione contro la manovra del governo con un video pubblicato sulla propria pagina Facebook.
 
Giustizia per Taranto ricorda che
 
‘questi impianti sono tuttora sottoposti a sequestro giudiziario, seppur con facoltà d’uso. Il governo italiano, nessuno lo dimentichi, è stato condannato dalla Corte di Strasburgo per non aver tutelato i cittadini di Taranto: e, ad oggi, nulla è stato fatto! C’è, inoltre, ancora un processo in corso per disastro ambientale. Nonostante questo, e ben 13 leggi salva Ilva negli ultimi dieci anni, l’attuale governo Conte sta procedendo con lo stesso identico accanimento terapeutico. Si prepara un accordo che prevede l’ingresso dello Stato (con Invitalia) insieme ad ArcelorMittal, come se non bastassero i troppi miliardi di soldi pubblici gettati in questo fallimento italiano! Ora proveranno ad attingere anche a fondi europei con la scusa dell’acciaio “green”: un ossimoro, un’offesa alle nostre intelligenze, ma soprattutto ai nostri morti e malati.’ 
 
E proprio ieri le mamme di ‘Tamburi combattenti’ hanno dato notizia di un’altra giovane vita spezzata. Quella di Vincenzo, 11 anni, affetto da linfoma: ‘Apprendiamo che il piccolo Vincenzo, purtroppo, non ce l’ha fatta. Ha lottato fino alla fine. Siamo vicini alla famiglia e ci stringiamo al loro dolore e cordoglio. Un altro figlio dei Tamburi che va via prematuramente. Ciao Vincenzo.’
 
Ph: Emanuele Battista.
 

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!