Puglia, Emiliano chiude tutte le scuole: “Troppi contagi fra studenti, docenti e personale”

Il governatore della Regione ha firmato un’ordinanza che sarà in vigore da domani, venerdì 30 ottobre 2020, sino al 24 novembre: “Aumento coinciso con la ripresa delle lezioni. Decisione difficile, ma inevitabile”. I casi sono complessivamente 568. L’assessore Lopalco: “Un alunno positivo genera almeno una ventina di contatti stretti più quelli familiari”. Escluse le scuole per l’infanzia

Di Stefania De Cristofaro

BARI – Scuole chiuse in Puglia. Stop alle lezioni in classe per gli studenti di ogni ordine e grado da domani 30 ottobre, almeno sino al 24 novembre 2020: il governatore della Regione, Michele Emiliano, ha deciso di sospendere la didattica in presenza, dopo aver preso atto dell’aumento esponenziale del numero dei contagi avvenuti nel mondo della scuola pugliese, in appena un mese dalla riapertura degli istituti. Tanti, troppi: ne sono stati accertati 568. Un’ondata impossibile da contenere mantenendo aperte le scuole. Fanno eccezione quelle all’infanzia, non essendo obbligatoria la presenza: sono le sole a restare aperte in Puglia, sino a contrordine di Emiliano.

LA NUOVA ORDINANZA DEL GOVERNATORE DELLA PUGLIA: LE MOTIVAZIONI

L’ordinanza è stata firmata nella serata di ieri ed è stata trasmessa ai ministri dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e della Salute, Roberto Speranza, nonché al Presidente dell’Anci e al Direttore dell’Ufficio Scolastico regionale, spiegando le ragioni alla base della decisione che, di fatto, stacca la regione Puglia dal resto d’Italia e costituisce quindi un precedente che potrebbe essere seguito da altri governatori. In Campania, per esempio, le scuole sono chiuse sino alla fine del mese di ottobre, mentre in Lombardia la decisione riguarda solo le scuole secondarie.

“Abbiamo dovuto prendere una decisione difficile, quella di sospendere la didattica in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado”

Ha detto ieri sera Emiliano, durante la trasmissione “I numeri della Pandemia”, in onda su Sky Tg24. E’ stato ospite, collegato da Bari, a conclusione dell’ennesima riunione per fare il punto della situazione sui contagi nelle scuole della Puglia.
“Nelle scuole primarie abbiamo numeri pesantissimi”, ha sottolineato il governatore. “Restano escluse dal provvedimento le scuole per l’infanzia, dove la frequenza non è obbligatoria. Le attività in presenza  saranno possibili solo per i laboratori e per le esigenze di frequenza degli  alunni con bisogni educativi speciali”, ha spiegato il governatore.

“Abbiamo verificato che l’aumento dei contagi è coinciso con la riapertura delle scuole”, ha detto il governatore. In Puglia la campanella è tornata a suonare il 24 settembre scorso: lezioni in classe, secondo il modello della didattica tradizionale, ossia in presenza, per tutti, dopo i mesi di interruzione stabiliti dal Governo Conte, contestualmente alle misure di blocco generale che hanno portato al lock-down.

Emiliano, quindi, ha ritenuto necessario intervenire per inasprire il contenuto dell’ultimo Decreto del presidente del Consiglio (Dpcm) che, sul fronte della scuola, prevedeva un incremento della didattica a distanza almeno nella misura del 75 per cento per le scuole secondarie di secondo grado.

IL NUMERO DEI CONTAGI E L’APPELLO DEI PEDIATRI PUGLIESI

 “Sono almeno 286 le scuole pugliesi toccate da casi Covid”, ha spiegato Emiliano. “Tutto questo in un solo mese di apertura e nonostante in Puglia la scuola sia iniziata il 24 settembre, ben 17 giorni dopo altre regioni”. I dati snocciolati dal governatore sono questi:

“Almeno 417 studenti risultati positivi e 151 casi positivi tra docenti e personale scolastico. La decisione è stata presa di fronte all’evidenza dei dati rilevati dai Dipartimenti di Prevenzione. L’impegno encomiabile dei bambini, degli studenti e di tutto il personale scolastico non è stato un argine sufficiente a tenere il virus fuori dalle nostre scuole”.

“Questa decisione tiene conto anche dell’appello dei pediatri pugliesi. Ci auguriamo che i dati epidemiologici consentano al più presto il ritorno alla didattica in presenza”. Fin qui le dichiarazioni del presidente della Regione a cui si aggiungono quelle nel neo assessore pugliese alla Sanità, l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco.

“Dai dati rilevati dai dipartimenti di Prevenzione emerge un notevole incremento dell’andamento dei contagi correlati a studenti e personale scolastico degli istituti di ogni ordine e grado. Ciascun evento di positività attiva un ingente carico di lavoro sul servizio sanitario”, rimarca Lopalco.

A preoccupare è l’effetto moltiplicatore dei contagi: “Essendo i soggetti inseriti in una classe, uno studente positivo genera almeno una ventina di contatti stretti più quelli familiari. Se ad essere positivo è un docente che ha in carico più classi, questo numero si moltiplica ulteriormente”, spiega.

“Tradotto significa migliaia di persone in isolamento fiduciario di almeno 10 giorni per contatto stretto, con tutti i disagi a carico delle famiglie specie quando sono i più piccoli a essere messi in quarantena. Ma significa anche migliaia di ore di lavoro per gli operatori dei dipartimenti di prevenzione, perché devono effettuare i tamponi, la sorveglianza sanitaria e le attività di tracciamento”.

IL MONITORAGGIO DELLA CURVA DEI CONTAGI: COMUNICAZIONE DATI OGNI LUNEDI’

Nell’ordinanza si legge che le “le istituzione scolastiche di ogni ordine e grado devono comunicare, ogni lunedì della settimana, all’Ufficio Scolastico Regionale e al Dipartimento della Salute, il numero degli studenti e il numero del personale scolastico positivi o in quarantena, nonché tutti i provvedimenti di sospensione dell’attività didattica adottati a causa dell’emergenza Covid’. Si tratta di una prescrizione necessaria per monitorare con continuità l’andamento della curva dei contagi e verificare, di conseguenza, se ci siano o meno le condizioni per la riapertura delle scuole o, se al contrario, si renda necessaria una proroga dell’ordinanza di sospensione della didattica in presenza.

STUDENTI A CASA E AULE VUOTE: IL PARADOSSO DEI NUOVI BANCHI CON LE ROTELLE

Studenti a casa e lezioni on line, da domani in Puglia. Un dato è certo: il sistema scuola non ha retto di fronte ai contagi. E a nulla sono serviti i banchi monoposto con le rotelle voluti dalla ministra Azzolina per il nuovo anno scolastico in piena pandemia: le aule restano vuote. Un paradosso: banchi nuovi, con costi sostenuti dal Governo, e studenti a casa, alle prese con la didattica a distanza.

Come si ricorderà, il Commissario straordinario per l’Emergenza Covid, Domenico Arcuri, su richiesta della Ministra dell’istruzione, a fine luglio ha indetto una “gara pubblica europea per l’acquisto di un massimo tre milioni di banchi per garantire la riapertura dell’anno scolastico in sicurezza: in particolare, fino a 1,5 milioni di banchi monoposto tradizionali e fino a 1,5 milioni di sedute attrezzate di tipo innovativo”. Costo medio per singolo banco? Quasi 300 euro.  

Perché banchi monoposto? Perché il Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza ha indicato il “banco monoposto come una delle misure utili per consentire il distanziamento tra gli alunni”, è stato spiegato nella sezione Domande e risposte del sito del Miur, nella sezione dedicata intitolata “Rientriamo a scuola”. Evidentemente non sono stati sufficienti.

 

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Stefania De Cristofaro

Giornalista per passione e professione. Nata a Napoli, brindisina d'adozione, laurea in Scienze politiche e relazione internazionali all'Università del Salento

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