Taranto, “l’acqua nella pentola per te sta bollendo”: minacciato attivista

Luciano Manna, impegnato da anni per la tutela dell’ambiente e contro la mitilicoltura illegale, ha denunciato pesanti minacce in stile mafioso

Di Daniela Spera

“Luciano Manna, l’acqua nella pentola per te sta bollendo. Questa è la frase che mi è stata ripetuta più volte nel contesto di una minaccia in puro stile mafioso fatta nei miei confronti ad opera di un noto mitilicoltore tarantino che mi ha riconosciuto in via Garibaldi a Taranto”. Con queste parole l’attivista tarantino Luciano Manna, che da anni si batte per la tutela dell’ambiente, denuncia l’aggressione verbale ricevuta da un mitilicoltore che gli ha rivolto delle chiare accuse: ‘Tu scrivi gli articoli e tu hai affossato la mitilicoltura’.

Al contrario, le sue denunce hanno contribuito alla realizzazione delle operazioni dei militari per contrastare le illegalità diffuse nel comparto ittico tarantino.

A confermare la pratica illecita è stato, tra l’altro, il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Taranto, Michele Conversano, nel corso del convegno organizzato da Uil, il 3 dicembre scorso. Dell’incontro abbiamo riportato i passaggi salienti allegando due contributi audio .
Nel primo è possibile ascoltare le seguenti dichiarazioni di Michele Conversano:

‘Purtroppo paghiamo ancora i ritardi della bonifica del Mar Piccolo. Noi, anche con ordinanze, facciamo spostare le cozze dal primo seno, al secondo seno, e in Mar Grande. Ma il controllo del territorio, nonostante i grossissimi sforzi che facciamo noi, ma soprattutto altri organi di polizia, come la Guardia costiera, la Guardia di Finanza, Carabinieri, è molto difficile. E’ un settore in cui purtroppo, tra poveri disgraziati e delinquenti, la parte sana si sta stringendo e facciamo fatica. Quando tu fai spostare le cozze dal primo al secondo seno (per evitare che i livelli della somma di pcb e diossine, o di altri contaminanti, superino i valori consentiti dalla legge, ndr) con il caldo le cozze muoiono. Chi invece se n’è fregato è rimasto nel primo seno e ha potuto commercializzarle per vie parallele. Questo rende poco credibile l’azione delle Istituzioni’.

 

Va precisato che con ordinanza del presidente della Regione Puglia (n. 188 marzo 2016) , venne disposto il divieto di prelievo e commercializzazione dei mitili presenti nel primo seno del Mar Piccolo. Rimaneva consentito l’allevamento del novellame ed il suo spostamento, previo campionamento ufficiale ed esiti di conformità, entro il 31 marzo di ogni anno. Questo perché, il novellame ha un’inferiore capacità filtrante e, permanendo in situ nel periodo invernale con basse temperature, non ha tendenza al bioaccumulo. L’ordinanza è stata prorogata ma il termine entro il quale si deve attuare la movimentazione del novellame è stato ancipato di un mese (al 28 febbraio), in seguito ai superamenti dei valori di pcb riscontrati nel mese di marzo 2018. In attesa della bonifica ‘si conferma specifica in una relazione il dipartimento di prevenzione  – la necessità di prorogare le misure di prevenzione sanitaria adottate fino a revoca subordinata al completamento dell’intervento di ambientalizzazione e all’evidenza analitica di eliminazione del rischio sanitario’.

Intanto, Luciano Manna, va diritto per la sua strada: ‘Non temo queste minacce. Non le temo non perché sono un eroe, sono un cittadino qualunque; non le temo perché so che posso contare nelle uniche persone che in questi anni mi hanno ascoltato: i militari della Capitaneria di Porto, dei Carabinieri e della Polizia. Anche per questo episodio mi sono rivolto a loro”.

E difende chi invece ha seguito la strada della legalità: ’Ci tengo a ringraziare il presidente di Confcommercio Leonardo Giangrande che sino ad oggi, nel corso del suo mandato in merito al comparto ittico, ha dimostrato di aver lavorato all’insegna della legalità e della serietà professionale. Sono certo che questi episodi, in futuro, saranno solo un brutto ricordo perché Taranto può voltare pagina se le istituzioni tutte denunceranno l’illegalità, e non solo alcuni soggetti isolati e posti inevitabilmente a rischio.’

Tutta la nostra solidarietà va a Luciano Manna e condanniamo ogni attacco violento alla libertà di informazione, soprattutto quando questa è al servizio dei cittadini.

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