Facce guerre mutamenti

di Barbara Toma

Questa settimana scrivo da Specchia, nel sud del Salento, dove sono ospite alla Festa del Cinema del Reale. Mi sento bene in questa kermesse internazionale che offre al pubblico 4 giorni di proiezioni di documentari, mostre, laboratori, concerti e performance.

Sono a pochi chilometri da casa, ma ogni volta venire qui è come fare un viaggio intorno al mondo.

Facce guerre mutamenti:

le 3 parole chiave di questa edizione, parole che mi risuonano dentro in questi giorni e sulle quali si riflette insieme, parole che ispirano le mie performance e il mio contributo al festival.

 

// Facce

La bellezza e la varietà delle fisionomie umane. La storia che si imprime nelle pieghe della pelle, le rughe che segnano i volti. E poi le cicatrici, i nei, i sorrisi, i tratti somatici, le etnie, i colori, le espressioni e quella “finestra sull’anima” chiamata occhi…

 

Le facce protagoniste del mondo del cinema e delle foto. Le facce che raccontano storie, le facce che ci arrivano in casa, e dritto al cuore, tramite i giornali.

 

// Mutamenti

Foto di Nader Ghavami

Le trasformazioni che subiamo nel corso della nostra vita, consapevolmente e non, i momenti di svolta, le prese di coscienza che segnano un passaggio: la chiusura di un ciclo e l’inizio di un nuovo ciclo, che ci vede diversi, mutati dagli insegnamenti delle nostre esperienze. Pronti a farne di nuove e cambiare ancora e ancora.

Che siamo sempre in movimento, viviamo su un pianeta in movimento, ed è sempre il movimento, del cuore, dei polmoni, del sangue che scorre nelle vene, a tenere in vita il nostro organismo. C’è una danza interiore che ognuno di noi cela…il movimento è alla base della nostra stessa esistenza.

Il 75% del nostro corpo è fatto di liquidi e la materia fluida non può fermarsi, ed è anche essa in costante mutamento.

E se prendiamo consapevolezza del continuo movimento e mutamento dei nostri corpi sarà più facile riuscire nell’impresa, ben più ardua, di tenere in movimento il cervello e lo spirito.

Sono le esperienze a trasformaci. Le scelte compiute, i luoghi attraversati , i dolori vissuti, le persone incontrate…

 

L’altro giorno la regista Cecilia Mangini, una donna piccola e minuta, ma fortissima, con tanti anni di vita e tanta esperienza alle spalle, ma con gli occhi di una bambina che vuole ancora scoprire cosa ha in serbo il futuro, una donna estremamente lucida e attenta a ciò che la circonda, ha detto:

“L’amore per la vita in realtà significa scoprire cose nuove, spostarsi di luogo in luogo. E’ analogo alla mobilità di pensiero.”

 

Ecco. Abbiamo necessità di spostarci di luogo in luogo, di faccia in faccia, di mutamento in mutamento.

Dobbiamo mantenere viva la nostra stessa forza vitale, muoverci, viaggiare, fare esperienze, incontrare persone diverse da noi, scoprire storie diverse dalle nostre, riconoscerci in facce sconosciute, sentirci a casa lontano dalla nostra terra, cambiare punto di vista. Sempre.

 

E anche quando non ci è possibile spostarci, dovremmo sempre sforzarci di vivere come in viaggio e di imparare da chi è diverso da noi.

Ogni persona che incrocia il nostro cammino è un nuovo mondo, una potenziale lezione di vita.

Ci sono incontri che ci cambiano la vita.

 

E ci sono facce che resteranno per sempre impresse nella nostra memoria.

Come quella con gli occhi sbarrati e terrorizzati di una donna sopravvissuta per due giorni in mare, accanto ai cadaveri di una donna e un bambino.

Ci sono storie che non dimentichi.

Come quella della donna che ha tenuto stretto a sé il suo bambino morto per giorni e giorni, fingendo fosse vivo, per paura che lo gettassero in quel mare nero, freddo, profondo e pieno di pericoli…

 

// Guerre

Ci sono guerre intime, che ognuno combatte nella propria vita.

Ci sono le guerre tra popoli. Guerre culturali. Guerre preventive. Guerre tra poveri. Guerre mediatiche. Guerre psicologiche. Guerre taciute.

Ogni guerra è fatta di battaglie.

Ed è importante non restare focalizzati solo sulle nostre personali battaglie ma scoprire tante storie e tante battaglie diverse.

Perché la diversità è la nostra ricchezza e dobbiamo, rispettarla, tutelarla e amarla per restare vivi, per restare vigili, per restare umani.

 

Per riuscire a capire in tempo quali battaglie combattere. Per avere il coraggio di prendere posizione. Per metterci la faccia.

 

Al momento io mi sto nutrendo. Sono qui ad assorbire esperienze, parole, movimenti e immagini, tante immagini. Le storie dei documentari, le immagini e le parole delle mostre allestite tutto intorno ai luoghi del festival, i volti e le espressioni del mio pubblico ogni sera, in scena, ma anche dopo, in piazza, o al bar al mattino. E mi sento viva.

 

Questo è l’ultimo pezzo che scrivo prima di prendere una pausa estiva.

Ecco, mentre son via vi auguro proprio questo: di restare in movimento, ovunque voi andiate o restiate, e di nutrire le vostre anime e i vostri cervelli. Vi auguro di restare vigili e combattenti. Vi auguro di far tesoro del passato ma guardando avanti con amore e curiosità per il futuro. E, anche se oramai sembra esser diventato qualcosa di negativo, vi auguro di restare umani.

 

 

 

1 Commento

  1. Alessandra

    Cara barbara grazie dei tuoi spunti . Ti seguo con attenzione ma questo tuo ultimo prima dell’estate mi piace particolarmente e ne condivido appieno lo spirito e la visione .
    Grazie

    Reply

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Info sull'autore

Barbara Toma

Agitatrice, Animale da palco, Coreografa, drammaturga e mamma single salentina-olandese. In equilibrio precario, sul filo della vita, con due figlie e una sola vocazione: la danza. Non per forza sincera, ma dannatamente vera. Fuori luogo ovunque, tranne sul palco, l’unico posto dove il suo modo di agire non è controproducente.

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