Perrone sfratta il Centro Antiviolenza Renata Fonte

LETTERA APERTA della responsabile  Maria Luisa Toto

AL SINDACO DEL COMUNE DI LECCE PAOLO PERRONE

 

Egr. Sig. Sindaco,

Le scrivo in qualità di responsabile del Centro Antiviolenza Renata Fonte, Associazione Donne Insieme onlus, sorta il 23 Novembre 1998 e che dal Maggio  2004 opera in Lecce, presso i locali dell’ex Conservatorio Sant’Anna, per gentile concessione dell’ Amministrazione Comunale.

Infatti, a seguito di domanda protocollata al n. 111988, del 03 Dicembre 2003, l’allora Amministrazione Comunale (guidata dalla Sindaca Adriana Poli Bortone), sottoscriveva una idonea Convenzione n. 346 del 20.04.2004, attraverso la quale la Città di Lecce, in virtù degli scopi (allora prefissi e oggi realizzati) che si poneva l’associazione Donne Insieme- Centro Antiviolenza Renata Fonte (e, cioè, analiticamente “……fornire assistenza sociale e socio sanitaria alle donne ed ai minori…. favorire il miglioramento delle condizioni di emarginazione e di disagio economico e sanitario delle donne sole….”), assegnava all’Associazione de qua n. 2 vani, con uso servizi, ben indicati nelle delibere e successive planimetrie all’epoca sottoscritte.

Il continuo monitoraggio dell’attività svolta dalla scrivente Associazione, nonché, evidentemente, la positiva valutazione, ebbe a portare le successive Amministrazioni a rinnovare, senza soluzione di continuità, tale Convenzione, nonché la susseguente conferma dell’assegnazione dei locali, all’interno dei quali veniva espletata l’attività di sostegno alle donne richiedenti aiuto.

E ciò è proseguito, con merito, sino alla presente Amministrazione Comunale ed, infatti, con Convenzione del 15.01.2016, fra l’Ambito Territoriale Sociale di Lecce (Lecce Comune Capofila ed il Dott. Paolo Perrone Presidente) e l’Associazione Donne Insieme – Centro Antiviolenza Renata Fonte, si sottoscriveva l’ultimo, in ordine di tempo, degli accordi, attuanti, fra l’altro: le delibere di Giunta Regionale n. 2227/08, tendente a “promuovere e sostenere l’attività di prevenzione, tutela e solidarietà alle vittime di violenza….nonchè informazione e sensibilizzazione su fenomeno sulla violenza contro donne e minori”, nonché ulteriore delibera Regionale n. 1890 del 06 Agosto 2010, avente ad oggetto “linee guida regionali per la rete dei servizi di prevenzione e contrasto alla violenza”, nonché, infine, i DGR n. 1534 del 02.08.2013 e n. 728 del 09.04.2015, aventi ad oggetto l’adozione ed approvazione del relativo piano regionale sulle politiche sociali e sulla prevenzione e contrasto della violenza di genere.

In detta Convenzione, con orgoglio, la scrivente rileva come, anche da parte dell’Illustre Amministrazione Comunale di Lecce venivano riconosciuti i meriti, che negli anni il Centro da me rappresentato, aveva maturato, laddove si legge testualmente “il Centro opera da oltre 15 anni…rientra nella rete antiviolenza Nazionale del “1522”….. accoglie donne e minori vittime di violenza….realizza interventi di formazione, tutela, prevenzione e trattamento in relazione alle diverse forme di abuso, maltrattamento, violenza, fornendo aiuto, consulenza ecc…”.

Stante i regolari e reciproci rapporti, sorti e proseguiti, tra il Comune di Lecce e l’Associazione Donne Insieme, sin dal lontano 2004 la Giunta Comunale emetteva le relative delibere, con le quali conferiva dapprima e confermava di poi l’utilizzo dei n. 2 locali, più servizi, presso l’ex Conservatorio Sant’Anna.

A titolo esemplificativo, fra le altre, si riporta letteralmente il testo della Delibera n. 331 del 09.05.2011, esecutiva per legge, con la quale la G.C. di Lecce reiterava  l’assegnazione alla Associazione Donne Insieme, che gestisce il Centro Antiviolenza Renata Fonte, con sede operativa in Lecce alla via Santa Maria del Paradiso n. 12 ( ex Conservatorio Sant’Anna ) di n. 02 locali…. Costituiti da n. 02 camere con accesso diretto dall’esterno, dalla parte del cortile retrostante ed accesso nel giardino di pertinenza e con l’utilizzo dei relativi servizi igienici.

Tale delibera, veniva comunicata,  in a/r del 13.07.2011, prot n. 0094889/11, a firma del dott. Pasquale Gorgoni Coordinatore al Patrimonio, alla Associazione Donne Insieme nonché, in pari data, veniva redatto idoneo verbale fra la Signora Maria Luisa Toto e lo stesso Pasquale Gorgoni nella sua indicata qualità.

A tal proposito, occorre evidenziare come le varie delibere di Giunta avevano tenuto conto del particolare servizio offerto alla cittadinanza e della estrema delicatezza dello stesso.

Infatti, le problematiche che diuturnamente venivano poste all’attenzione ed alla cura delle volontarie del Centro, e che riguardavano gravissimi atti di violenza consumati nei confronti di donne e/o di bambini e che innestavano un gravissimo stato di vergogna, di disagio, imbarazzo e perdita dell’autostima nelle stesse vittime, imponevano, anche logisticamente, una disposizione dei luoghi che consentisse il necessario ed espressamente richiesto rispetto dell’anonimato, oltre che della privacy.

Per tal motivo, giustamente, la G.C. aveva, sin dagli inizi, assegnato due vani con accesso autonomo, perché ogni singola utente potesse usufruire dell’aiuto suindicato senza rischio di sentirsi osservata, riconosciuta e lesa nel proprio diritto alla riservatezza.

Tale collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e la scrivente Associazione aveva confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’altissimo grado di civiltà, di partecipazione, sensibilità e disponibilità del Popolo Salentino e Leccese in particolare, dimostrato in ogni occasione nella quale si rendeva necessaria la solidarietà di fronte al dolore e al dramma causato dalla violenza di genere.

Era, infatti, motivo di orgoglio rappresentare detta collaborazione sulla scena nazionale rendendo il giusto merito, nei vari consessi, alla grande disponibilità e collaborazione del Comune di Lecce, a prescindere dal colore del governo del singolo momento.

Come detto, le Amministrazioni succedutesi nel corso degli anni hanno fornito alla nostra, come a tutte le associazioni no profit presenti sul proprio territorio, il sostegno materiale e morale di cui avevano ed hanno necessità e tale virtuoso connubio ha trovato plauso da parte  delle massime Autorità dello Stato, fra le quali annoveriamo  il Ministero delle Pari Opportunità, il Procuratore Nazionale antimafia, dott. Piero Luigi Vigna, e ciò senza dimenticare l’apporto insostituibile ed il sostegno nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce.

Ecco perché, alla luce di quanto sopra illustrato, è apparsa come un fulmine a ciel sereno l’improvvisa ed immotivata richiesta formulata in data 17.02.2016, dal Dott. Paolo Rollo, dirigente del settore sviluppo economico ed attività produttive ed ufficio patrimonio del Comune di Lecce, nella quale, citando la delibera di Giunta n. 274 del 03.04.2015, mai notificata alla scrivente, “invitava l’Associazione a sospendere le attività all’interno dei soprarichiamati spazi ed a provvedere alla restituzione delle chiavi di accesso del locale…”, nonché il susseguente telegramma del 28.09.2016, nel quale “in esecuzione dell’ordinanza dirigenziale n. 01 (sic!) del 05.07.2016, si comunica che in data 04.10.2016, ore 11:00, si procederà allo sgombero coatto del locale presso l’ex Conservatorio di Sant’Anna, occupato sine titulo da codesta Associazione. Firmato Paolo Rollo ecc”.

Si ribadisce, caro Sig. Sindaco, “un fulmine a ciel sereno….” e ciò perché la dirigenza, le volontarie e le utenti del Centro Antiviolenza Renata Fonte non sono solite frequentare i corridoi degli uffici comunali e, quindi, essere aggiornate su orientamenti, su delibere di giunta non notificate o quant’altro.

Ben altri sono gli incombenti che le volontarie componenti del Centro si sono prefissate come “missione”: la vicinanza ed il sostegno alle donne vittime di violenza ed ai loro figli, l’accoglienza e l’aiuto psicologico, legale e sociale.

E’ vero, Sig. Sindaco, non le siamo state abbastanza vicine dall’intuire eventuali diverse necessità, ma tutto ciò, però, non può ritorcersi a nostra condanna, né tutto ciò le può consentire di accusarci di aver “arbitrariamente deciso di aver occupato abusivamente”…… “il centro antiviolenza non rispetta le regole”… “ aver sottratto locali ad associazioni che nel frattempo non avrebbero potuto operare”, sino a subire, in data 04.10.2016, l’onta dell’intervento dei pubblici ufficiali (persone tra l’altro degnissime) per l’esecuzione dello sgombero coatto.

Non siamo delle abusive!

Né può costituire, alle gravi offese subite, per quanto sopra, valido alibi le pur gradite affermazioni dell’Assessore Attilio Monosi, il quale, in data 13.11.2016 sul Quotidiano di Lecce, ribadisce “l’importanza dell’attività svolta dal centro e dalle volontarie” o quanto pubblicato sulla pagina facebook del Comune di Lecce, in data 14.11.2016 alle ore 13:15, laddove testualmente si legge “il Centro che lei (Maria Luisa Toto) dirige, svolge un’attività importantissima alla quale il Comune riserva la massima attenzione”.

Ci si rende conto, caro Sig. Sindaco, di aver approfittato della sua disponibilità e pazienza nell’averla obbligata a leggere la presente “lettera aperta” e, mi creda, non è volontà, né della scrivente né di tutte le altre volontarie e donne utenti del Centro, continuare ad alimentare una sterile polemica, che nessun beneficio può portare ad alcuna delle parti.

Una sola preghiera: valuti e tenga nella giusta considerazione il grido di aiuto che da più parti viene, in difesa della quotidiana lotta alla violenza maschile subita da tante donne.

Si affianchi, caro Sig. Sindaco, alla battaglia che organi dello Stato, con dignità equiparabile, quanto meno, alla sua, quali il Ministero delle Pari Opportunità, la Magistratura nel suo insieme, la Procura della Repubblica, le Autorità amministrative regionali e locali, gli Uffici di Prefettura e di Questura, conducono quotidianamente supportando l’azione del Centro Antiviolenza  “Renata Fonte”.

Infine, Ill.mo Sig. Sindaco, un invito ed un auspicio: ormai il suo mandato si avvia verso la conclusione. Esso è stato caratterizzato da una costante attività politico-amministrativa sulla quale la sottoscritta non è in grado di esprimere un parere, non essendone tecnicamente qualificata.

Ma un invito sì, posso avanzarlo.

Caratterizzi la sua Amministrazione, nella fase conclusiva del suo mandato, con un gesto altamente positivo: “vicinanza e sostegno” a quello che risulta essere negli anni che viviamo uno dei drammi quotidiani più importanti, la violenza maschile sulle donne.

Deferenti ossequi

Lecce, 05.12.2016

                                                                                                          Maria Luisa Toto

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!