Al-Fitto è tornato. A godersi la vittoria dei 31 minuti

 

#totoFITTO. Riunione tra gli europarlamentari di FI. A fine pranzo un caffè sulle note di ““A che bell’o cafè pure in carcere ‘o sanno fa”….

Dopo aver assaporato, per “ben” 31 minuti, la gloria in quel di Strasburgo, “Al-Fitto” è tornato in Italia con il cuore pieno di speranze e la consapevolezza di poter dettare, seppure in piccole dosi, la linea del partito. Per l’ex Governatore pugliese durante una nostalgica passeggiata nei pressi di Montecitorio, una piacevole sorpresa: il banchetto di raccolta firme per le primarie di coalizione nel centrodestra, organizzato da Fratelli d’Italia. Abbracci e baci tra lui, Crosetto, la Meloni e La Russa e la convinzione, almeno per pochi istanti, di aver nelle ultime settimane con la sua “battaglia” dato una scossa al centrodestra. “Al- Fitto” avrebbe voluto che deputati e senatori azzurri proseguissero l’assemblea congiunta iniziata la scorsa settimana per parlare della versione 3.0 di Forza Italia. Berlusconi è stato però costretto a disdire l’incontro, si dice per non lasciar solo dudù. Alcune indiscrezioni parlano di una riunione fissata per martedì prossimo, dopo aver finalmente ottenuto la disponibilità della dog sitter. “Al Fitto” però sapeva di avere un’altra occasione per incontrare Silvio: il pranzo di giovedì scorso a Palazzo Grazioli. Appena saputo dell’invito (per la verità rivolto a tutti gli europarlamentari azzurri) ha iniziato a saltellare di gioia e a prepararsi emotivamente per l’incontro. Messosi alla disperata ricerca del suo I-pod ha iniziato, sulle note di “Uno su mille ce la fa” di Gianni Morandi e di “Going the Distance” di Bill Conti ( una delle colonne sonore utilizzate da Rocky Balboa prima di combattere con Drago), un allenamento mirato per arrivare carico alla resa dei conti. “E’ stato un incontro molto cordiale” – ha dichiarato l’ex senatrice Alessandra Mussolini, ora europarlamentare a Strasburgo, una delle poche a diffondere notizie sulla riunione. Premesso che non vi sono motivi per non credere alla Mussolini appare, pertanto, molto difficile pensare ad una riunione cordiale e pacata se fossero stati trattati i temi delle riforme costituzionali e delle primarie. Ma allora di cos’altro hanno parlato? Forse se la carbonara si fa col guanciale o con la pancetta? Se la lasagna si fa con la carne macinata o le polpette? Se è preferibile utilizzare l’aglio o la cipolla in cucina? Oppure come si fa un buon caffè? Speriamo di no perché in tal caso “Al Fitto”, per ritornare al centro della scena avrebbe potuto intonare Don Raffaé di Fabrizio De André. “A che bell’o cafè pure in carcere ‘o sanno fa”…., ma il contesto………….

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