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MAPEC. Gli obiettivi del progetto

//SPECIALE MAPEC// Lo studio, approvato nel 2013 dalla Commissione Europea durerà tre anni e monitorerà gli effetti dell’inquinamento sui bambini a supporto delle politiche di sanità pubblica

di Salvatore Ventruto Quali sono gli effetti dell’inquinamento atmosferico sui bambini? Alla domanda, di questi tempi coraggiosa e doverosa, cerca di fornire una risposta lo studio MAPEC, approvato nel 2013 dalla Commissione Europea e cofinanziato per il 50% dal Programma Life+, il Fondo per l’Ambiente dell’Unione Europea. L’intero studio costerà 2,2 milioni di euro. Si tratta di un progetto di ricerca di durata triennale, coordinato dall’ Unità di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica dell’Università di Brescia, che ha l’obiettivo di “monitorare gli effetti dell’inquinamento atmosferico sui bambini a supporto delle politiche di sanità pubblica” e che vede impegnata in prima linea anche l’Università di Lecce, assieme agli atenei di Perugia, Pisa e Torino. A fare da apripista è un altro studio, RESPIRA, finanziato dalla Regione Lombardia e dal Q-Tech Research and Study Centre dell’Università di Brescia, terminato nel dicembre 2013, con il quale si è cercato di valutare nei bambini di sei scuole dell’infanzia di Brescia le possibili alterazioni del DNA, provocate dall’esposizione agli inquinanti atmosferici, dalle quali possono poi scaturire malattie dell’apparato respiratorio. Nel progetto RESPIRA è stato esaminato un gruppo di 222 bambini di età compresa tra 3 e 6 anni e la loro esposizione all’inquinamento atmosferico è stata misurata raccogliendo campioni di polveri fini in prossimità delle scuole coinvolte, analizzandone le concentrazioni di metalli e idrocarburi policiclici aromatici (IPA) ed è stato analizzato in laboratorio il loro possibile effetto sul DNA. Dallo studio è emerso che la frequenza di micronuclei nelle cellule della mucosa orale dei bambini, parametro usato per quantificare il danno sul dna della cellula, era simile in tutti i bambini delle diverse scuole, ma soprattutto aveva un valore medio molto superiore a quello riportato in letteratura. Inoltre si è osservata un’associazione tra l’effetto prodotto sul dna della mucosa e le concentrazioni di ossido nitrico e di polveri Pm 10 e Pm 2,5, associazione non riscontrata invece con latri parametri quali esposizioni presenti nelle abitazioni o fumo dei genitori. L’obiettivo dello studio MAPEC è proprio quello di approfondire questi risultati e di darne un seguito al fine di definire i fattori di rischio e mettere in atto specifici programmi di prevenzione.

Info sull'autore

Salvatore Ventruto

Giornalista pubblicista. Ossessionato dal dubbio, prigioniero della curiosità.

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