Tanti auguri Coni. Firmato, Sandro Turco

 

Bari. Il CONI festeggia i suoi primi 100 anni ma la Puglia piange sull’aumento dei costi dei certificati medici per i minori e i tanti impianti inutilizzati

Tanti auguri Coni, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano festeggia lo storico traguardo dei 100 anni di attività. Ovviamente si tratta di una festa che coinvolge inevitabilmente tutte le Federazioni e soprattutto tutti gli atleti e i rispettivi tecnici e dirigenti. Peccato che il 2014, oltre a rappresentare il conseguimento del centenario coincida anche con le costati rimostranze da parte dei tesserati della Federazione Pugilistica Italiana, presenti in Puglia. Proprio in questi giorni, continuo a ricevere telefonate e incontri ravvicinati con dirigenti, tecnici ma anche con molti genitori, i quali non si capacitano del recente ingiustificato aumento del costo – per i minorenni – per ricevere il certificato sportivo necessario, per le attività agonistiche. La convenzione utilizzata negli anni passati difatti, non è stata rinnovata. Senza entrare troppo nel dettaglio tecnico (non è certamente mia competenza) significa che in Puglia, nonostante gli slogan e gli inviti a praticare lo sport, ad abituarsi ad uno stile di vita sano, la “politica” – in senso lato – allontana invece le famiglie dalle palestre, perché non sempre possono farsi carico di un ulteriore fardello economico, da scaricare sul menage famigliare. C’è chi prima inneggia alla promozione dell’attività sportiva, anche perché propedeutica per abbattere le spese sanitarie (le statistiche hanno confermato che chi è aduso ad una vita all’insegna dello sport, grava molto meno sulla spesa sanitaria, rispetto ad un soggetto sedentario) e poi da contraltare decide di non sostenere o comunque di non calmierare i costi per i certificati medici: bisognerà pur cominciare ad investire in qualcosa di davvero costruttivo. Tanti auguri Coni, soprattutto da parte di chi passeggiando anche nei piccoli centri di Provincia, ammira inerme allo stato di abbandono di tante strutture costruite in passato, in alcuni casi più volte rifinanziate con soldi pubblici e puntualmente lasciate nel più totale abbandono: cosa più assurda, se cerchi spiegazioni o ancor peggio, se chiedi la gestione di questi impianti, stranamente a volte, si scatena il putiferio: fantomatiche associazioni che escono fuori dal a per richiedere l’assegnazione, politici che si ripassano la palla per temporeggiare, fino a far spegnere gli entusiasmi di un’associazione davvero interessata e le speranze che qualcosa possa davvero cambiare. Impianti che potrebbero rappresentare una spinta propulsiva per molte associazioni, molte delle quali si impongono in ambito nazionale ed internazionale, non solo dal punto di vista agonistico ma anche organizzativo. Sì, perché organizzare un evento di un certo spessore, rappresenta anche incentivare l’economia e il turismo locale, in alcuni casi perfino destagionalizzandolo. Tanti auguri Coni, per tutto ciò che è stato realizzato ma nel mio piccolo, spero che la vera festa possa cominciare molto presto. Immagino un futuro in cui lo sport sia davvero praticato nelle scuole con un’offerta finalmente variegata (non c’è solo calcio e pallavolo); con dirigenti scolastici felici per la notizia che un alunno prenderà parte ad una competizione internazionale (mentre oggi, in molti casi uno studente deve anche sentire i rimproveri dei prof per le assenze, a loro dire “ingiustificate”), sarebbe bello vedere i palazzetti sempre pieni di atleti e in rappresentanza di varie discipline sportive e non come in alcuni casi, “ammirare” alla costruzione di strutture sportive ad uso esclusivo di una sola disciplina (per poi assistere magari al fallimento societario in pochi anni) senza pensare anche alle altre realtà presenti in un territorio. Tanti auguri Coni, soprattutto ai tuoi veri rappresentanti, ovvero a quei dirigenti e tecnici che da anni operano sul territorio, con spirito di abnegazione da Premio Nobel per il sociale, in situazioni, logistiche ed igieniche ai limiti della sopportazione e della decenza; a loro deve essere riservato il plauso maggiore, perché da qualche parte, sarà pur festa ma negli angoli periferici di tante città c’è solo il tempo per pulire gli spogliatoi. Concludo con una fotografia che non proviene dal pugilato (a dimostrazione che voglio rappresentare la famiglia degli sportivi in generale); voglio concludere con l’immagine del triplista salentino pluricampione Daniele Greco: un atleta che ha effettuato la preparazione per le Olimpiadi di Londra, utilizzando un impianto “mai” ultimato e costretto a scavalcare il cancello come un perfetto intruso non gradito! Tanti auguri a tutti gli sportivi. *Vice-presidente Comitato Regionale F.P.I. Puglia e Basilicata

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