L’incantatore di serpenti di Squinzano

La poesia di San Paolo, quella vera, e la vipera diventa mansueta. E l’incontro, sul treno per Novoli, con l’ultimo dei carmati

Anni fa ebbi la fortuna di conoscere un personaggio molto interessante per lo studio dei rituali di San Paolo: un incantatore di serpenti velenosi. Purtroppo non riuscii a fargli un’intervista accurata, ma, per offrirvi comunque un piccolo filo per ricostruire il nostro tessuto sociale, vi tramando l’accaduto sotto forma di ricordo personale, una pagina di diario di una donna salentina. Erano i primi anni ’90. Quella mattina mi ero alzata di buon’ora per prendere il treno e recarmi al tribunale di Lecce, dove pretendevo di avere una documentazione di tutti gli atti sovversivi del mio zio papà, un prozio con il quale sono cresciuta. Non ricordo più il numero di cancellieri con i quali ebbi furiose liti. Quando salii sul treno di ritorno mi sentivo il corpo scosso da scariche elettriche, tanta era l’ira. Per riprendere la calma detti uno sguardo ai miei compagni di viaggio. Avevo di fronte un signore ed una signora sui sessanta anni. Sotto il mio sguardo l’uomo scoppiò in lacrime. -Hai gli occhi della mia Ada, la mia cara Ada, mi è morta, un mese fa. Mi disse piangendo, io cercai di consolarlo, immaginando che Ada fosse la sua defunta moglie. -Mi dispiace moltissimo, le mie condoglianze, cerchi di superare il dolore… -Quegli occhi, si, proprio a te somigliava la mia Ada, non supererò mai il dolore, è la prima volta che esco dopo il giorno della sua morte. -Dai, poi te ne prenderai un’altra. Replicò la sua amica. -Signora, è troppo presto per lui pensare ad un nuovo matrimonio, doveva essere un grande amore. A queste mie parole la donna scoppiò in una risata fragorosa, non la smetteva di ridere. -Non hai capito, non hai capito… Diceva mentre rideva a crepapelle. -Non c’è niente da ridere, sì, per me è stato un grande amore, Ada era unica e dopo lei non voglio nessun’altra. Disse l’uomo che aveva smesso di piangere. -Doveva essere molto bella. Gli risposi. La donna continuava a ridere. -Che schifo, ma i gusti son gusti, non hai capito cos’era Ada. Chiediglielo. -Ma insomma! Chi era Ada? -La sacara mia (la mia vipera). ) Mi arrabbiai come una bestia. -Come ti permetti a dire che ho gli occhi di vipera! Sei un rozzo, un maleducato. -No, no signora, rozzo sì, ma maleducato no, posso garantire per lui. E’ un incantatore di serpenti e a volte si porta i cuccioli di vipera per crescerli come figli, ma è sano di mente, un po’ chiuso. Io sono una sua vicina di casa e lo accompagno nelle commissioni, oggi l’ho dovuto portare in ospedale per un esame, scenderemo a Novoli dove ho dei parenti. Siamo di Squinzano, il mio amico vive solo, preferisce la compagnia dei serpenti. La mia curiosità prese il sopravvento sull’orgoglio femminile ferito. -Come fai ad incantare i serpenti ed addomesticarli? -E’ facile, me lo insegnò mio nonno. Vado al nido dove c’è la mamma vipera, la guardo negli occhi e le recito la preghiera di San Paolo che tengo scritta. Lei si imbambola e poi se ne va, lasciando i cuccioli. I serpenti sono come le persone, se li cresci, ti vogliono bene come alla loro mamma. La preghiera di San Paolo me la lasciò mio nonno, è quella vera. Proprio quando stavo per chiedergli la preghiera, unica tramandata nel nord Salento, il treno si fermò a Novoli ed i nostri amici scesero di corsa. Ho cercato per anni l’incantatore di serpenti , ma non sono più riuscita a ritrovarlo. In passato gli incantatori di serpenti devoti a San Paolo erano numerosi e costituivano un vero e proprio ordine, i famosi ‘carmati’. In agro di Squinzano, nei pressi della masseria Petrelli, in direzione della Madonna Dell’alto, esiste l’eremo di San Paolo, una piccola chiesetta fatta costruire dalla popolazione di Squinzano per tramandare che in quel punto sostò San Paolo delle tarantole.

masseria petrelli

Masseria Petrelli

eremo san paolo

L'eremo di San Paolo

eremo san paolo

L’arte carmica doveva essere molto sentita anche nel Nord Salento, è stata una fortuna per me conoscere l’ultimo dei carmati.

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