Borse di studio studentesche, i fondi non bastano

Lecce. Con i nuovi finanziamenti del Miur la Regione riesce a coprire solo il 77,17% del bisogno. Ovvero: saranno erogate 11.660 borse su 15.896 studenti idonei

LECCE – I fondi destinati alle borse di studio studentesche non riescono a coprire l’effettivo bisogno. Cioè: molti studenti, seppur meritevoli, si ritrovano senza aiuto. Se ne è riparlato nell’ultimo consiglio di amministrazione dell’Adisu Puglia, durante il quale è stata approvata la delibera con cui si assegnano i fondi derivanti dal Fondo Integrativo Nazionale per l’ulteriore scorrimento delle graduatorie per l’anno accademico 2013/2014. La Regione Puglia ha ottenuto dal fondo Miur 10 milioni 208.328 euro che, sommati agli investimenti regionali e alla tassa regionale pagata dagli studenti, concorrono alla copertura del 77,17 % su tutto il territorio regionale. Ovvero: saranno erogate 11.660 borse su 15.896 studenti idonei (primo anno 47,70% anni successivi 97,87%). Nonostante il movimento studentesco pugliese abbia portato la Regione ad aumentare i finanziamenti sulle borse di studio, gli esigui investimenti da parte del Governo Centrale determinano una copertura delle borse di studio inferiore rispetto a quella dell'anno scorso. A questo si aggiunge anche l’aumento del numero degli idonei rispetto all’anno scorso, il quale registra un + 16,29% (idonei a.a. 2012/13 13.306, idonei a.a. 2013/14 15.896), derivante dalla diminuzione della capacità reddituale delle famiglie. “Non ci stanchiamo di ripetere – ha dichiarato Antonio Caputo, cda Adisu di Link Lecce – che ormai necessaria una programmazione dei fondi che sia almeno triennale per ottenere l’abolizione formale dell’idoneo non beneficiario. Infatti è un politica miope quella del Governo che finanzia sporadicamente il Fondo Nazionale senza considerare quale sia la reale esigenza finanziaria per ottenere la copertura totale”. Intanto sabato mattina tantissimi studenti erano davanti al Miur per consegnare le “10 proposte per il Diritto allo Studio” elaborate da Link Coordinamento Universitario attraverso le quali si può migliorare il sistema del Diritti allo studio universitario e del welfare studentesco in Italia. La protesta intende anche lanciare un messaggio chiaro alla neo ministra all’istruzione Stefania Giannini che nella sua prima intervista ha proposto l’istituzione di un fondo nazionale per le borse di studio, erogato nelle forme del prestito d’onore, non accennando minimamente all’esigenza di un finanziamento robusto sulle borse di studio. “Usare il meccanismo dell'indebitamento degli studenti e delle proprie famiglie per risolvere il problema della diseguaglianze reddituali, è un'idea folle che combatteremo senza retrocedere di un passo – ha dichiarato Antonio Zita, esecutivo della Rete della Conoscenza Puglia -. In Puglia, in questi anni, abbiamo disegnato l'orizzonte di senso che ci deve vedere impegnati all'estensione del welfare, liberando gli studenti dagli ostacoli economici e sociali”.

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