Conflitto a fuoco con i carabinieri: si consegna il quarto uomo

San Cesario di Lecce. Fabrizio Maniglia ha deciso di presentarsi spontaneamente ai militari attorno alle 13 di ieri

SAN CESARIO DI LECCE – Anche il quarto responsabile del conflitto a fuoco con i carabinieri del 6 febbraio scorso a Lequile è strato catturato. Si tratta di Fabrizio Maniglia, 46enne di San Cesario, tratto in arresto dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce attorno alle ore 13 di ieri. Il fermo di indiziato di delitto è stato emesso, con decreto, dalla pm Carmen Ruggiero della Procura della Repubblica di Lecce. L’uomo, accusato in concorso con altri, di rapina aggravata, duplice tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi e ricettazione, si è consegnato spontaneamente ai carabinieri. Dopo la cattura di Antonio Ape, il cerchio si è stretto anche attorno al quarto rapinatore. E forse, proprio le dichiarazioni di Ape nel corso dell’interrogatorio – ha ammesso di essersi allontanato con Maniglia – hanno indotto quest’ultimo a consegnarsi ai militari per offrire la sua versione dei fatti, nel corso del successivo interrogatorio reso alla pm, sempre alla presenza degli avvocati Luigi e Roberto Rella. Non sono mancati momenti delicati, nel corso della permanenza dell’uomo a Palazzo di Giustizia. Infatti nello stesso frangente si trovavano negli uffici della Procura proprio i due militari rimasti coinvolti nel conflitto a fuoco. Maniglia è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lecce a disposizione del giudice. 17 febbraio 2014 Conflitto a fuoco con i carabinieri, preso il terzo SAN CESARIO DI LECCE – In manette anche il terzo. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce hanno catturato Antonio Ape, 45enne di San Cesario di Lecce, sottoponendolo al fermo di indiziato di delitto emesso, con decreto, dalla pm Carmen Ruggiero della Procura della Repubblica di Lecce. L’uomo è accusato, in concorso con altri, di rapina aggravata, duplice tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi e ricettazione.

Antonio Ape

Antonio Ape La sera del 6 febbraio scorso, una pattuglia di carabinieri della Stazione di San Pietro in Lama, è intervenuta nella flagranza del reato di rapina all’agenzia assicurativa “Vittoria” di Lequile, proprio mentre i quattro banditi, armati e con il volto coperto da passamontagna, saliti velocemente a bordo di una Fiat Uno, si stavano dando alla fuga. A quel punto, è scattato l’inseguimento, durante il quale, i rapinatori hanno esploso, in centro abitato, alcuni colpi d’arma da fuoco contro l’autovettura dei militari. Una volta fuori dal centro abitato i carabinieri hanno iniziato a rispondere al fuoco, indirizzando le loro armi verso le ruote posteriori, riuscendo a mettere in difficoltà i fuggitivi che, nonostante tutto, hanno continuato la loro corsa per circa 7 chilometri, prima di fermarsi in zona di campagna, sulla San Donato – Copertino dove, tre di loro hanno continuato a sparare mentre uno, il 32enne di San Cesario di Lecce, Alessandro Aprile, ferito, è stato arrestato, trasportato all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce e sottoposto ad intervento chirurgico. Il secondo rapinatore, Vincenzo De Benedittis, anche lui di San Cesario di Lecce, è stato catturato la stessa sera, mentre si aggirava per le campagne, in un’operazione congiunta realizzata con la collaborazione della Squadra Mobile di Lecce. Dai ieri mattina, il cerchio ha iniziato a chiudersi attorno al terzo dei quattro rapinatori, Antonio Ape. L’uomo, che sin dalla sera dei fatti, si era reso irreperibile, è stato localizzato a Veglie, presso l’abitazione di suoi conoscenti. Lì i carabinieri sono intervenuti individuando e catturando il ricercato. Nel corso della serata, la pm Ruggiero l’ha interrogato, alla presenza degli avvocati Luigi e Roberto Rella. Alle prime ore di oggi, Ape è stato accompagnato presso la casa circondariale di Lecce. 7 febbraio 2014 Prima la rapina, poi la sparatoria. Fuggono in due SAN PIETRO IN LAMA – Sono proseguite senza sosta e ancora continuano le ricerche dei banditi fuggitivi che ieri sera hanno impegnato in un conflitto a fuoco una pattuglia di carabinieri della stazione di San Pietro in Lama, dopo aver consumato una rapina a Lequile ai danni di un’agenzia di assicurazioni. Nel corso della notte, oltre ad uno dei banditi feriti, Alessandro Aprile, 35enne di San Cesario di Lecce, è stato individuato e catturato un altro dei componenti della banda che con feroce determinazione ha dato il via ad un conflitto a fuoco che solo per un caso fortunato non ha prodotto vittime. Si tratta di Vincenzo De Benedittis, 33enne da San Pietro in Lama, incensurato. Le immediate ricerche nella zona dell’inseguimento, cui hanno partecipato anche gli agenti della Questura di Lecce, hanno consentito alla Squadra Mobile, di individuare il fuggitivo, mentre si aggirava tra le campagne. Le giustificazioni addotte e le condizioni oggettive in cui si presentava, sporco di terra, bagnato e a soli 500 metri dal luogo della rapina hanno portato al suo fermo e quindi all’arresto. I militari hanno infatti riconosciuto il suo abbigliamento e le scarpe. Le indagini condotte con la presenza della pm Carmen Ruggiero hanno consentito poco dopo di ottenere una confessione da parte di De Benedittis, ora recluso nel carcere di Lecce.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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