Gdf Lecce: un 2013 di lotta a truffe ed evasioni

Lecce. Strettamente connessa al contrasto dell’evasione è stata l’azione della Guardia di finanza a tutela della spesa pubblica

LECCE – Non solo lotta all’evasione fiscale nel consuntivo del Comando Provinciale di Lecce della Guardia di finanza relativo allo scorso anno. Strettamente connessa al contrasto di tale forma di illegalità è l’azione svolta a presidio della tutela della spesa pubblica nell’ambito della provincia. Pertanto, le capacità operative dei reparti dipendenti sono state orientate anche sul versante delle uscite nell’ottica di contribuire a tutelare il bilancio dello Stato. Anche a tale proposito, il controllo economico del territorio e la preliminare attività informativa hanno rappresentato la necessaria premessa per pervenire a risultati degni di rilievo: sono state accertate 112 truffe in materia di finanziamenti pubblici (di cui 76 per frodi all’UE e 36 ai bilanci dello Stato e/o locali), 242 sono stati i soggetti denunciati per aver percepito o richiesto, illecitamente, provvidenze pubbliche per circa 12 milioni di euro (7 milioni comunitari e 5 milioni nazionali e/o locali). D’iniziativa e su delega della Procura Regionale della Corte dei Conti, sono stati conclusi 44 interventi, con la individuazione di danni erariali per oltre 9 milioni di euro e la denuncia di 279 soggetti, tra funzionari pubblici e privati percettori. Nel comparto degli aiuti economici e delle prestazioni sociali agevolate, (contributi dei Comuni per gli affitti, per le mense scolastiche, per gli asili nido, servizi socio-sanitari domiciliari, agevolazioni per servizi di pubblica utilità, ecc.) sono stati effettuati 88 controlli, con la costatazione di 26 irregolarità. Infine, sempre nell’ambito della spesa pubblica, grazie allo scambio di informazioni con la Regione Puglia e all’incrocio con le banche dati in uso al Corpo, sono stati conseguiti significativi risultati in materia di “frodi all’agricoltura” e “spesa sanitaria”. In particolare, con riferimento al primo di tali settori, si richiama l’attività di servizio conclusa verso la fine dello scorso anno e condotta nei confronti di due fratelli che, nell’ambito del “Programma di Sviluppo Rurale Puglia 2007/2013”, avevano presentato un “piano” per l’insediamento di giovani agricoltori e per l’ammodernamento aziendale della loro impresa agricola, richiedendo un finanziamento del valore complessivo di circa 500.000 euro. In relazione all’importo complessivo richiesto era stato concesso un contributo pubblico per oltre 300.000 euro, di cui oltre 200.000 euro già percepiti. Al fine di documentare all’AGEA – Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (erogatrice dei finanziamenti) le spese sostenute, i due amministratori avevano falsamente attestato il pagamento di spese documentate da fatture fiscali. Per la condotta tenuta, i due giovani imprenditori agricoli sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato previsto e punito dagli artt. 110 e 640 bis del codice penale (“concorso nel reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”). Nel settore della spesa sanitaria l’attività ispettiva ha portato, nella decorsa annualità, alla denuncia di quattro soggetti all’Autorità Giudiziaria, con l’accertamento di truffe al Servizio Sanitario Nazionale per circa 38 mila euro. Nello specifico comparto, è stata avviata un'articolata attività d'indagine finalizzata alla verifica della sussistenza delle condizioni reddituali che danno diritto ad usufruire delle prestazioni odontoiatriche ricomprese nei LEA (livelli essenziali di assistenza) della Regione Puglia. L’attività di indagine ha permesso, attraverso lo screening di circa 1.500 prestazioni sanitarie eseguite da strutture private della provincia, di individuare 40 soggetti che, ricorrendo alle false dichiarazioni sulle effettive condizioni economiche, hanno omesso il pagamento dei ticket sanitari.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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