Reddito di cittadinanza, ecco la proposta di legge

Roma. Il reddito di cittadinanza è uno dei punti nodali del M5S, ma di cosa si tratta? Lo spiega il deputato Marco Baldassare.

Di Salvatore Ventruto Roma. Nella scorsa campagna elettorale il Reddito di Cittadinanza ha rappresentato il cavallo di battaglia del M5S. In questi primi sette mesi di legislatura deputati e senatori del movimento di Beppe Grillo durante i loro interventi nelle aule parlamentari non hanno mai smesso di evidenziare la necessità di introdurre il Reddito di Cittadinanza anche nel nostro paese, arrivando a presentare una Proposta di Legge a Montecitorio, la n. 1750, inizialmente calendarizzata per questo mese ma rinviata a febbraio a causa dell’esame della Legge di Stabilità. Abbiamo cercato di capirne di più ascoltando Marco Baldassarre, di origini ugentine ma eletto in Toscana alla Camera dei Deputati per il movimento di Grillo. “Il Reddito di Cittadinanza si basa su un diritto cardine – afferma Baldassarre – e cioè quello che nessun individuo deve vivere al di sotto della soglia di povertà relativa, stimata in 596 euro dall’Istat per l’anno 2012 e arrotondata a 600 euro per il 2013 in questa proposta di legge. Questo vale per chiunque: lavoratori precari, percettori di pensione minima, disoccupati, inoccupati. E sulle affermazioni di Grillo qualche settimana fa, durante la chiusura della campagna elettorale in Basilicata, secondo le quali il reddito di cittadinanza è una misura che spetterebbe di diritto a tutti i cittadini indipendentemente dalla voglia di lavorare o meno precisa: “Beppe Grillo in Basilicata ha detto che il Reddito di Cittadinanza deve essere un reddito di base per tutti, non si è riferito alla voglia di lavorare o meno, ma alla volontà di lavorare o meno, è diverso. E’ chiaro che questo passaggio sarà possibile tra molti anni, senza questa classe politica totalmente distaccata dalla realtà di tutti i giorni. Quello di cui ha parlato Beppe Grillo in Basilicata è già realtà ad esempio in Alaska”. Il reddito di cittadinanza è stato in campagna elettorale il vostro cavallo di battaglia. La vostra proposta di Legge ha suscitato molte reazioni da parte di addetti ai lavori, stampa e partiti. Oltre a prevedere 600 euro al mese per disoccupati quali sono le novità che volete introdurre con questa proposta di Legge? Come procede il dibattito tra gli attivisti sul portale del M5S? Il Reddito di Cittadinanza non prevede 600 euro per i disoccupati ma si basa su un diritto cardine, quello che nessun individuo deve vivere al di sotto della soglia di povertà relativa, stimata in 596 euro dall’Istat per l’anno 2012 e arrotondata a 600 euro per il 2013 in questa proposta di legge. Questo vale per chiunque: lavoratori precari, percettori di pensione minima, disoccupati, inoccupati. L’erogazione del beneficio potrà avvenire anche come integrazione al reddito già percepito. Ad esempio se una persona anziana che vive da sola percepisce una pensiona minima di 495 euro si vedrà integrare il proprio reddito mensile fino a 600 euro. Per chi non è in età pensionabile, il sostegno al reddito è legato all’attuazione di politiche attive del lavoro. Per questo motivo la regia sarà gestita dai Centri per l’impiego, che verranno riformati e resi più efficienti, non avranno il solo scopo di essere il punto di incontro tra domanda e offerta ma proporranno percorsi formativi e di qualificazione professionale, promuoveranno la creazione di lavoro e di imprenditoria. Relativamente a quest’ultimo aspetto abbiamo riservato un comma alla creazione di start up innovative. Non essendo una misura meramente assistenzialistica ma che, al contrario, vuole garantire anche un lavoro congruo, abbiamo aggiunto alcuni paletti. Tra questi il fatto che il percettore del Reddito di Cittadinanza dovrà fornire al Centro per l’impiego il proprio bilancio di competenze (formazione scolastica, competenze lavorative, attitudini); il centro per l’impiego proporrà fino a tre offerte di lavoro congrue, se il beneficiario rifiuterà tutte e tre le offerte congrue, dando prova di non essere interessato al lavoro, perderà l’erogazione del beneficio. Questa proposta vuole anche combattere, dove possibile, il lavoro nero tenendo presente che le leggi da sole, almeno in Italia, non sono sufficienti. C’è bisogno di una rivoluzione culturale per combattere l’evasione fiscale ed il lavoro irregolare, sopratutto nel Meridione, dal quale provengo, dove il lavoro si trova per passaparola o per conoscenza piuttosto che attraverso i centri per l’impiego. Ci saranno degli incentivi del 5% per chi denuncia una situazione lavorativa pregressa e irregolare (dopo che verrà verificata) e delle sanzioni, come la perdita definitiva del Reddito di Cittadinanza per chi verrà scoperto a lavorare a nero mentre percepisce il beneficio. Per la prima volta viene anche introdotto il Salario Minimo Garantito nella misura di 9€ lorde ad ora per i lavoratori non coperti da contratto nazionale del lavoro. Queste sono solo alcune delle novità introdotte in questa proposta di legge che può essere ancora migliorata. Infatti in questo momento e fino al 31 gennaio 2014, la proposta può essere migliorata sul portale del m5s. Attualmente ci sono più di 7200 commenti con integrazioni, modifiche, obiezioni o altro che valuteremo al termine del confronto online. Nonostante la proposta abbia generato molte critiche soprattutto sulla notevole copertura che sarebbe necessaria (circa 19 miliardi di euro) per la sua effettiva realizzazione, Gianroberto Casaleggio ha addirittura auspicato un innalzamento del reddito di cittadinanza a mille euro mensili. Non ritiene questa posizione fortemente demagogica? E’ chiaro che non è semplice riuscire a trovare una copertura così elevata in questo momento. In questa proposta di legge siamo riusciti a trovare circa 20 miliardi di euro, trovarne ancora di più dipende solo dalla volontà politica. Non dimentichiamoci quanti miliardi ogni anno sprechiamo in missioni all’estero per delle “missioni di pace” che non ci riguardano, quanti ne sprechiamo in enti inutili, in società partecipate, non dimentichiamoci quanto ci costa il Fiscal Compact, un trattato europeo imposto dall’Europa ed accettato da Monti lo scorso anno, grazie al quale dobbiamo trovare 40/50 miliardi di euro l’anno per i prossimi 20 anni. La nostra proposta eroga un reddito diretto, come ho già detto prima ed un reddito indiretto, cioè tutte quelle misure come l’aiuto all’affitto di locazione, alle tasse scolastiche ed universitarie, al trasporto pubblico, al pagamento delle utenze principali. Con queste misure aggiuntive ci avviciniamo comunque alla soglia dei mille euro. Non è demagogia, ma pura volontà politica per garantire il diritto a tutti di vivere dignitosamente. Beppe Grillo, durante un comizio in Basilicata la scorsa settimana, ha fatto riferimento al reddito di cittadinanza come ad una misura che spetterebbe di diritto a tutti i cittadini indipendentemente dalla voglia di lavorare o meno. Non crede che un simile ragionamento possa contribuire a svalutare enormemente il lavoro fin qui svolto da voi parlamentari, contribuendo a far identificare dall'opinione pubblica il reddito di cittadinanza come una misura meramente assistenzialista? Beppe Grillo in Basilicata ha detto che il Reddito di Cittadinanza deve essere un reddito di base per tutti, non si è riferito alla voglia di lavorare o meno, ma alla volontà di lavorare o meno, è diverso. E’ chiaro che questo passaggio sarà possibile tra molti anni, senza questa classe politica totalmente distaccata dalla realtà di tutti i giorni. Quello di cui ha parlato Beppe Grillo in Basilicata è già realtà ad esempio in Alaska. Lo sarà anche in Italia? Non ora, lo sappiamo, ma è quello a cui puntiamo tra 10, 20, 30 anni magari. Cominciamo a pensare al futuro, e non solo fino a fine legislatura In quanto tempo prevedete possa essere calendarizzata la proposta di legge? La proposta è già calendarizzata alla Camera dei Deputati come A.C 1750 a firma Pesco, la discussione doveva partire a dicembre, ma essendo in discussione la Legge di Stabilità (la finanziaria per il 2014) la nostra proposta è slittata a febbraio, quindi anche dopo il termine della discussione sul portale di partecipazione del m5s. Solo allora vedremo chi voterà a favore e chi contro, dato che nelle ultime settimane dal PD, a Scelta Civica, a Sel ne parlano tutti positivamente. Vedremo se le loro azioni saranno a favore dei cittadini o della propria campagna elettorale.

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Info sull'autore

Salvatore Ventruto

Giornalista pubblicista. Ossessionato dal dubbio, prigioniero della curiosità.

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