E’ Allarme di furti di pannelli fotovoltaici nel Salento

Lecce. L’allarme è stato lanciato dal delegato per l’energia Antonio Mengoli, i furti stanno segnando un grave danno per il sistema imprenditoriale

Lecce. Negli ultimi mesi si è acuita sul territorio Salentino e nelle province vicine la problematica dei furti di pannelli fotovoltaici, con gravi danni economici e produttivi sul sistema imprenditoriale. A lanciare l’allarme ed a sollecitare maggiore attenzione è Confindustria Lecce, per mezzo del delegato all’Energia, Antonio Mengoli, e del presidente della Sezione Impianti ed Energia, Salvo Picciurro. “E’ un problema molto grave – afferma il presidente Picciurro – che richiede massima sorveglianza ed allerta da parte delle Forze dell’ordine e degli organismi di vigilanza che già stanno lavorando per arginare un fenomeno crescente, che rischia di colpire duro quelle aziende che hanno investito in un settore strategico della nostra economica. La Puglia, infatti, grazie agli incentivi del Conto Energia, è riuscita ad imporsi come una delle realtà italiane maggiormente rappresentative del settore”. “L’aumento dei furti – aggiunge Antonio Mengoli – può essere ascritto alla mancata obbligatorietà della comunicazione delle matricole identificative dei pannelli fotovoltaici al GSE (Gestore Servizi Energetici). Venuto meno tale obbligo, infatti, il rischio è che si apra un ‘mercato’ illegale per l’acquisizione dei pannelli”. Confindustria Lecce, pertanto, invitando a perseverare nelle azioni di controllo, poiché solo in un contesto caratterizzato da alti livelli di sicurezza è possibile che l’impresa prosperi ed il territorio cresca, auspica che gli Organi competenti possano predisporre misure necessarie per arginare il fenomeno dei furti, ma, soprattutto, intervengano con iniziative atte a tutelare le aziende che operano nel settore fotovoltaico, ripristinando l’obbligo di comunicazione delle matricole al GSE.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!