Il teatro che fa spuntare le ali

Brindisi. Fresco di stampa il nuovo libro di Daniela Marazita ‘Hai appena applaudito un criminale’ sarà presentato alla fiera del libro di Roma a dicembre

Di Flavia Musciacco Brindisi. Il regime carcerario è disumano e degradante, è la vergogna dell’Italia, un grande Paese misura il grado di sviluppo della propria democrazia anche dalle carceri. I detenuti presenti nei 205 istituti di detenzione italiani sono 64.758, contro una capienza di 47.615 posti (le cifre, aggiornate al 30 settembre 2013, sono quelle disponibili sul sito internet del ministero della Giustizia), istituti che, nonostante i correttivi individuati dal legislatore per ridurre le presenze attraverso misure alternative, sono ancora troppo sovraffollate con tutti i disagi che ne derivano. Suicidi compresi. In questo contesto ecco, fresco di stampa, il libro di Daniela Marazita, brindisina di nascita, romana di adozione professionale : “Hai appena applaudito un criminale” (Robin Edizioni, 12 euro). L’autrice, che è anche un’attrice di successo avendo lavorato, tra gli altri, con Luca De Filippo, Giorgio Albertazzi, Maurizio Scaparro, Flavio Bucci, Luca Zingaretti, ce ne fa un ritratto doloroso attraverso una specie di cortocircuito narrativo. Daniela, infatti, anima da molti anni un laboratorio teatrale, il primo in Italia, nel carcere romano di Rebibbia. Così il libro è un racconto, una specie di cronaca in cui il vissuto altrui intreccia il proprio come un diario personale di un’esperienza straordinaria che solo lei, attrice di teatro appunto, ha fatto. A dar maggiore spessore ai risvolti umani di questo libro, basti annotare un elemento tutt’affatto di dettaglio: le persone con cui l’attrice-autrice lavora sono detenuti in regime di alta sicurezza, i cosiddetti “precauzionali”, che hanno commesso crimini che fanno orrore (ma come si fa a stabilire quale reato è peggiore di un altro?). In questo contesto umano avverti tutto il pathos con cui Daniela ha portato avanti quest’avventura. Lei, abituata a calcare i palcoscenici d’Italia e i set di fiction di successo, come il Commissario Montalbano, ha deciso di spendersi in un’attività teatrale partecipando con Fabio Cavalli all’interno di un progetto nella casa circondariale di Rebibbia per sperimentare l’attività come mezzo di recupero: spettacoli che trattano la miseria o la follia umana, o il crimine e la giustizia, con una scrittura efficace che soprattutto fa bene all’anima. Questa attività didattica ha dato luogo ai fratelli Taviani di realizzare il film “Cesare deve morire” nel quale alcuni dei detenuti che hanno partecipato al progetto hanno meravigliato pubblico e critica per la loro bravura di attori. Non ultimo, tra i riconoscimenti ricevuti dal film, oltre alla candidatura al premio Oscar 2013 come miglior film straniero, l’Orso d’Oro di Berlino, il David di Donatello, il Nastro d’Argento. Nel suo racconto, Daniela Marazita inserisce sensazioni marginali ma forti, come la stanza dove si fanno le prove: la cappella fredda ed umida dove anche i muri sono ostili, o come le restrizioni disciplinari cui Daniela deve sottoporsi, detenuta fra i detenuti: non sostare nel corridoio, deporre la propria roba in una cassetta, non parlare mai della condizione giudiziaria dei suoi allievi. Ci riuscirà con determinazione e profonda umanità a tirare fuori da loro il meglio, a far emergere un germoglio di umanità e di amicizia che forse avevano dimenticato di avere. Inoltre, quel farsi domande anche sul suo essere donna, femmina avvenente, in questo ambiente maschile così estremo, offre la netta percezione di una connotazione di altissimo livello fra i detenuti: il rispetto. Il racconto si dipana dalla descrizione di una iniziale diffidenza dei detenuti a calarsi nei panni dei personaggi di un testo teatrale, alla reciproca presa di coscienza di un fatto straordinario, fino alla consacrazione del battesimo dello spettacolo davanti al pubblico di spettatori, liberi e detenuti. Daniela alla fine dello spettacolo nella grande commozione generale dice, rivolta ai suoi allievi: “Questa dolcezza è per voi”, compiendo un gesto di grande amicizia e solidarietà, oltre che di generosità nel condividere il merito di un successo tutto suo. Ovviamente, per tutelare il privato di ognuno dei protagonisti la l’autrice non rivela alcuna identità ricorrendo a nomi di fantasia. E non ha mai voluto sapere per quali reati la sua “troupe” si trovasse a Rebibbia, sezione G9. Nell'ambito della Fiera del libro di Roma il 6 dicembre prossimo il libro “Hai appena applaudito un criminale” edito da Robin sarà presentato dall'autrice Daniela Marazita. Daniela Marazita Hai appena applaudito un criminale Robin Edizioni, 12 euro

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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