Tap, i motivi del no

Melendugno. Presentato il documento dell’associazione Tramontana, comitato No Tap e comune contro il gasdotto.

Melendugno. E’ stato presentato ieri a Melendugno il documento che rileva le criticità di Tap secondo il comitato che lo avversa e il comune. L’associazione Tramontana e il comitato No Tap hanno evidenziato numerose criticità, ad esempio: “Nel primo progetto presentato da TAP – si legge – la lunghezza del tratto onshore del gasdotto era stimata di 22 Km, dal punto di approdo in località Punta Cassano fino all'allora previsto punto di raccordo con la Rete Regionale, sito in San Donato. Nell'ultimo progetto presentato, la lunghezza del tratto onshore è stata ridotta a 8 Km, essendo nel frattempo stato stabilito di situare il PRT nel territorio di Melendugno, in un’area compresa tra i territori di Calimera, Vernole, Castri di Lecce. A partire dal PRT, il responsabile del trasporto del gas diviene Snam Rete Gas, la società che possiede la Rete Nazionale di distribuzione. Per immettere questo gas nella Rete Nazionale, è necessario raggiungere il più vicino punto di raccordo, sito a Mesagne, in provincia di Brindisi. Sarà quindi necessario depositare lungo il territorio salentino ulteriori condutture per una lunghezza pari almeno alla distanza in linea d'aria fra Melendugno e Mesagne, di 58 Km. Ad oggi, nessuna documentazione circa questi interventi è stata prodotta, nonostante lo stesso Ministero dell'ambiente, nelle osservazioni presentate in merito al progetto, abbia sollecitato la massima trasparenza circa tutte le fasi di approvvigionamento del gas”. Ed ancora: “Il gasdotto TAP durante tutto il suo tracciato, attraversa aree sensibili dal punto di vista paesaggistico naturalistico come confermato dal recente PPTR adottato dalla Regione Puglia, che evidenzia l’area come “corridoio verde”, di importanza strategica per il sistema naturale del tavoliere salentino; inoltre, pur passando in aree periurbane, lambisce aree private residenziali e produttive facenti parte dello sprawl suburbano (abitazioni, masserie, strutture turistiche, attività della produzione agroalimentare)”. Tra le preoccupazioni più stringenti ci sono: la salvaguardia dell'ecosistema marino e palustre, salvaguardare la nidificazione delle caretta caretta sulla spiaggia di San Basilio. Ma soprattutto l’approdo del gasdotto su localita' turistico-balneare, “considerato – si legge – la localizzazione dei gasdotti esistenti in aree industriali di interesse energetico, San Foca rappresenterebbe il primo caso in Italia di approdo di un gasdotto transnazionale in località prettamente turistica, con una valenza dimostrata anche quest'anno dai più importanti riconoscimenti nel medesimo ambito turistico-balneare, quali la Bandiera Blu e le cinque vele di Legambiente. In particolare, relativamente all'impatto sulla oramai vitale economia turistico- balneare che interessa il territorio intorno al gasdotto, il progetto si limita a menzionare dati statistici senza però approfondire e quantificare le possibili ripercussioni che comporterebbero al settore la costruzione e l'esercizio di questa infrastruttura energetica”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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