Wwf, Tap non deve essere autorizzata

Bari. In una nota l’associazione ambientalista esprime le proprie perplessità sul progetto Tap

Bari. Ci sono delle criticità, “il progetto di Tap non va autorizzato per carenza di studi ed incompleta valutazione dei reali impatti ambientali”. A dirlo è Wwf Puglia sul progetto “Il quadro che emerge è caratterizzato da diverse criticità, carenze di studi ed incognite progettuali – afferma Guido Greco, Consigliere Regionale del WWF Puglia – che dovrebbero spingere il Ministero a rilasciare un parere negativo per incompatibilità con i sistemi ambientali”. “Nonostante il Ministero dell’Ambiente – continua – abbia richiesto la redazione di specifica Valutazione di Incidenza rispetto ai Siti Natura 2000 presenti entro un raggio di 5 Km dall’opera, il proponente ha presentato un semplice “screening”, ritenendo assenti delle incidenze significative. L’esempio più eclatante è relativo al Sito di Importanza Comunitaria Le Cesine per il quale si richiede che “dovrà essere analizzata l’incidenza delle correnti marine sul trasporto dei sedimenti durante le attività di cantiere, anche attraverso modelli di simulazione ai fini della valutazione di eventuali effetti sulla prateria di Posidonia oceanica”. Ebbene di tali studi nella Valutazione di Incidenza (alias Screening) non vi è traccia, ma si riscontra solo la rassicurazione che le distanze sono tali da non incidere sulla Posidonia”. “A fronte – si legge ancora nella nota- di un’immissione di 10 miliardi di mc di gas/anno, con la possibilità di raddoppio della portata, non si è attualmente a conoscenza né della capacità di accesso della Rete Snam né di eventuali accordi in corso e dei relativi termini. Nonostante il terminale di ricezione alla rete nazionale, situato nella provincia di Brindisi, sia distante circa 55 Km, a viene detto sul raccordo che pure avrebbe un impatto sull’ambiente, sulla popolazione e sulla sicurezza pubblica, e per il quale sarebbe fondamentale una valutazione degli impatti congiuntamente a quelli previsti della TAP. Altra criticità riguarda il raddoppio della capacità del gasdotto TAP da 10 a 20 miliardi di mc di gas/anno con studi sulle emissioni sulla portata più bassa. A ciò si aggiungerebbe, inoltre, un’ulteriore incertezza legata all’eventuale necessità di Snam di adeguare il terminale di ricezione nazionale ad una capienza maggiore rispetto a quella attuale, che comporterebbe una revisione di tutte le attuali analisi eseguite”. “Questi particolari spingono ancora di più il WWF – conclude Matteo Orsino, Presidente del WWF Puglia – a considerare sottostimati gli impatti riconosciuti nella Valutazione di Impatto Ambientale e Sociale e lacunose le risposte che la documentazione correlata alla VIA avrebbe dovuto dare alle numerose domande delegate all’esterno del percorso di analisi. L’incompleta valutazione dei reali impatti negativi, possibili o certi, sui sistemi ambientali, già in crisi ecosistemica, rischierebbe di provocare ulteriori danni irreversibili”.

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