Rifiuti tossici, la politica si mobilita

Lecce. Il sindaco di Casarano chiede un incontro con la magistratura e prepara una mappatura del territorio

Lecce. Rifiuti tossici, la politica si mobilita. Dopo le rivelazioni di Carmine Schiavone, secondo cui la camorra avrebbe interrato dei rifiuti tossici nel Salento, il mondo politico chiede i primi chiarimenti, come il sindaco di Casarano, Gianni Stefano, che ha scritto alla Procura della Repubblica di Lecce e ai carabinieri del Noe per chiedere un incontro chiarificatore. “Quale sindaco, e quindi primo responsabile della salute pubblica della Comunità di Casarano, avverto la necessità di ricevere chiarezza dagli organi competenti circa la fondatezza e la portata di queste notizie e di fornire la massima collaborazione”, scrive il primo cittadino a magistratura e investigatori dell’Arma. E a tale proposito, annuncia anche che “gli uffici comunali stanno già lavorando per produrre una mappatura del territorio utile a qualunque finalità”. Il circolo cittadino di Sel Peppino Impastato ritiene che: “ SEL casaranese ha sempre cercato nel tempo (ed in particolar modo con atti concreti tra il 2009 ed il 2010 con l’istituzione di un comitato in difesa dell’ambiente) di sensibilizzare sia i cittadini che le autorità competenti, oggi nella tragedia che potrebbe palesarsi, ancora con più forza e determinazione metteremo in atto qualunque azione che possa celermente chiarire: Se effettivamente i collaboratori di giustizia hanno potuto individuare siti specifici; e se tali siti dovessero essere individuati coinvolgere tutte le istituzioni affinchè si avviino con urgenza tutte le analisi per quei terreni. Questo terra per anni, ed ancora oggi, ha vissuto e vive delle vere e proprie contraddizioni culturali, facciamo ogni cosa convinti che l’ambiente un giorno si autorigenererà, e diciamoci la verità, molti cittadini hanno sistematicamente CHIUSO GLI OCCHI dinnanzi agli scempi perpepetrati. Ed invece i pellami che le industrie hanno bruciato per anni nelle campagne, i rifiuti tossici interrati, i cementifici, l’ILVA, Cerano e lasciatecelo dire anche gli effetti ancora tutti da scoprire della tragedia di Chernobyl, hanno reso questa terra una bomba potenziale! Sta a noi tutti disinnescare questo potenziale pericolo, non per i cittadini di oggi ma per quelli di domani”. “Abbiamo il dovere come istituzioni – ha commentato invece il consigliere regionale Fabiano Amati – di cercare un riscontro alle dichiarazioni del pentito e di bonificare i territori eventualmente interessati”. “Ben vengano attività istituzionali di ascolto anche all'interno degli organi consiliari della Regione Puglia – interviene anche l'assessore regionale all'Ambiente, Lorenzo Nicastro – ma, proprio in ragione di quanto detto, credo che sia necessario allargare le audizioni oltre che ai componenti delle commissioni parlamentari dell'epoca anche ai Procuratori della Repubblica, ai Prefetti ed ai vertici delle Forze di Polizia in servizio in quel periodo”

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