Ecco come Tap distruggerà S.Foca

Melendugno. Il comitato NoTap rende pubbliche le ultime varianti del progetto che riverserà cemento e bitume sui fondali marini protetti

Melendugno. Il 10 settembre scorso la Tap ha protocollato al Ministero le ultime varianti al progetto del gasdotto che sbarcherà a San Foca. Il comitato che si oppone a questa mega struttura sotto marina con un escamotage retorico – ossia rispondendo ad una domanda posta a Tap da parte del consigliere regionale Fabiano Amati sulla reale incidenza dell’infrastruttura sui fondali marini – ha fatto le pulci alle varianti, sottolineandone il violento impatto sull’ambiente. Scrivono gli attivisti: “Ci risulta senza paura di smentita, che TAP utilizzerà calcestruzzo e bitume per stabilizzare la condotta sottomarina in una quantità che neanche il progetto è in grado di definire perché variabile a seconda delle condizioni del fondale, l'imboccatura del tunnel prevede per il recupero della testa fresante uno scavo in mare di 110 metri per 4 metri profonda 8 metri”. Manovra che secondo i No Tap sarà sicuramente invasiva per il fondale. Inoltre, fanno sapere, l’imboccatura del tunnel prevederà un gradino in cemento di circa 9 metri d’altezza con uno scivolo che servirà d’ingresso di circa 350 metri a questo si aggiungerà un ulteriore scavo di un metro di profondità per il passaggio di un cavo di fibra ottica a 50 metri parallelo a quello principale”. Lavori che secondo i No Tap sconvolgeranno l’eco sistema nel suo intero. Ma la domanda è: “Perché tutto ciò è stato messo (finora) sotto silenzio”? Articoli correlati Il sindaco Potì: Sempre più contrari a Tap Tutti gli uomini di Tap Tap, 200 firme contro il gasdotto Comitato No Tap: ‘La partita a scacchi sulla testa dei salentini'

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