Tap. Fasiello: ‘Si faccia chiarezza’

Vernole. Il portavoce del Comitato No Tap Salento chiama tutte le istituzioni alla verifica del progetto di gasdotto

VERNOLE – L’autorizzazione da parte della Prefettura nei confronti di Tap ad effettuare sopralluoghi nei siti interessati dal passaggio del gasdotto ha destabilizzato, e non poco, i cittadini, gli ambientalisti, ed anche gli amministratori locali. Il sindaco di Melendugno Marco Potì al Tacco aveva ha dichiarato di sentirsi infastidito e preoccupato dalla novità (leggete sotto). Anche perché, nella domanda di permesso inviata da Tap in Prefettura, era stato presentato un nuovo tracciato per l’infrastruttura. Una richiesta di chiarimenti in merito arriva da Alfredo Fasiello, portavoce del comitato No Tap Salento, ed è rivolta alla Procura di Lecce, alla Sovraintendenza di Lecce, al Comune di Melendugno, alla Prefettura di Lecce, alla Sovraintendenza regionale pugliese, a quella di Taranto e all'Arpa Puglia. Ai destinatari della lettera, Fasiello chiede di verificare, ognuno per le proprie competenze, “l’esistenza degli assensi necessari all’effettuazione delle indagini in questione e comunque che sia assicurato il rispetto e la tutela dei beni presenti”. 13 giugno 2013 Tap, ok dalla prefetta per nuovi sopralluoghi di Marilù Mastrogiovanni Nella guerra di carte bollate tra cittadini, pubbliche amministrazioni e Trans adriatic pipeline per la realizzazione del gasdotto che dovrebbe portare il gas dal mar Caspio in Puglia c’è un colpo di scena. La Tap ha chiesto direttamente alla prefetta Giuliana Perrotta di essere autorizzata ad accedere ai siti interessati dal passaggio del gasdotto, per poter eseguire rilievi e monitoraggi. Quest’aggiramento delle competenze delle amministrazioni locali è reso possibile dal fatto che, per legge, se l’attraversamento di un’infrastruttura definita ‘prioritaria’ per l’interesse nazionale e sovranazionale, e questa lo è, da quando lo è diventata per decreto del governo Monti, interessa più di 20 proprietari, può essere direttamente il prefettoad autorizzare gli accessi nelle proprietà. Il dato singolare è che Tap, nella richiesta, ha presentano un nuovo progetto, completamente diverso da quelli sottoposti finora al vaglio delle comunità locali e del Ministero. Ecco le nuove planimetrie Planimateria linea A Planimetria linea B Spiega il sindaco Marco Potì, non poco infastidito e preoccupato dalla novità, che dalle cartografie si evince che Tap ha spostato l’approdo di 200-300 metri più a sud, vicino il lido S. Basilio, per evitare le zone in cui la falesia, a rischio crollo, impone il vincolo idrogeologico. Lì, al lido S. Basilio, non c’è il rischio che crolli la falesia, semplicemente perché la falesia non c’è. C’è la spiaggia, frequentata dalle famiglie, però, e c’è il posto in cui nidifica la tartaruga Caretta Caretta. Solo questo basterebbe per fare di quella zona, una zona sic (sito d’importanza comunitaria). La centrale di depressurizzazione, che era prevista vicino ad Acquarica di Lecce, nel nuovo progetto spunta nei pressi della masseria Capitano. Il vincolo paesaggistico lì non c’è. Ma c’è un’emergenza archeologica tra le più importanti del Salento: il dolmen Placa, monumento preistorico di grande rilevanza internazionale. “In Norvegia non sanno che c’è un dolmen lì’ chiosa il sindaco di Melendugno mentre si dirige in gran fretta verso la casa comunale per leggere il decreto di autorizzazione della prefetta, pubblicato ieri sera sull’albo pretorio del Comune. “Diranno che è a distanza di sicurezza dal dolmen, aggiunge. Fa capire quanto questi imprenditori siano lontani dal territorio. Presenteremo le nostre osservazioni entro i termini di legge”., conclude. Per poi aggiungere: “Mi sembra strano che cambino il progetto proprio ora: il 25 giugno prossimo il consorzio Azzero si esprimerà per Nabucco o Tap. Non capisco il perché di questo cambiamento di rotta”. Intanto il 19 giugno prossimo la Tap ha invitato tutti gli opinion leaders e i politici del territorio ad un summit presso il l’Acaya golf club. Non è ben chiaro a far che.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!