Riforma delle Province illegittima. Si democrazia: ‘L’avevamo detto’

Brindisi. Il commento del movimento brindisino al pronunciamento della Consulta sul taglio delle Province previsto nel decreto “Salva Italia”

BRINDISI – “Il decreto-legge, un atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è uno strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema”. Con queste motivazioni la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di diversi articoli del decreto “Salva Italia”, tra i quali anche quello relativo alla riforma delle Province. Il riordino previsto dal decreto ne stabiliva la riduzione del numero sulla base dei criteri di estensione geografica e popolazione. Grande la soddisfazione del movimento brindisino “Si Democrazia” – la Provincia di Brindisi era infatti una delle Province destinate a sparire se la riforma fosse stata approvata – che da subito ha sostenuto l’incostituzionalità della legge e la necessità che non si dovesse adottare alcun atto di sottomissione di Brindisi né a Taranto né a Lecce. “Se le province sono enti inutili non si comprende perché se ne debbano sopprimere solo alcune e non tutte – commentano adesso dal movimento -. In realtà era stata attuata una gravissima discriminazione in danno dei territori e delle popolazioni aventi minor peso nella politica nazionale. Adesso la Corte Costituzionale ha anato tutto”. L’appello di “Sì Democrazia” è a ripartire, eliminando “ogni spreco di spesa e di poltrone”, ma “senza mortificare la storia e la cultura delle popolazioni, e senza eliminare i servizi ai cittadini”. “Accorpiamo e razionalizziamo i servizi – suggeriscono -, ed eliminiamo ogni spreco, e non creiamo territori di serie A con i servizi ed altri di serie B senza servizi”. La difesa della provincia di Brindisi di “Si Democrazia” rimase inascoltata nell’assise comunale del 20 novembre 2012, quando si preferì dare per scontato la morte della provincia di Brindisi. Subito dopo è seguita la rinuncia a Brindisi come Capitale della Cultura, con adesione alla candidature di Lecce. “Ci auguriamo che in futuro non si arretri più sulla difesa del territorio e della collettività di Brindisi – continua il Movimento -, a partire dalle prossime decisioni che il Comune dovrà adottare in merito alla Centrale di Brindisi Nord Edipower, che va dismessa e bonificata, e non può diventare l’ennesimo inceneritore ed impianto ad alto impatto inquinante da realizzarsi nel territorio di Brindisi, già affetto da un alto tasso di malattie tumorali”. Articolo correlato: Riordino Province. Fusco: ‘Noi vittime di un atto di violenza'

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