Banco di Napoli. La Corte d’appello conferma l’usura

Lecce. L'appello proposto dall'istituto bancario è stato giudicato improcedibile. Resta in piedi la sentenza di primo grado

LECCE – Fu usura. La Corte d’Appello di Lecce ha dichiarato improcedibile l’appello proposto dal Banco di Napoli contro la sentenza di primo grado, emessa dal Tribunale di Lecce qualche mese fa, con la quale il giudice di primo grado aveva accertato la applicazione di interessi usurari su un mutuo erogato in favore di due coniugi di Otranto nei primi anni ‘90. All’esito del giudizio di primo grado il Tribunale aveva emesso la sentenza positiva con la quale, accertata l’usura, disponeva la ricalibrazione degli interessi del mutuo livellandoli al tasso legale. Nel frattempo, uno dei due coniugi è deceduto e dunque nel giudizio di appello si sono costituiti il coniuge superstite e gli eredi, difesi dall’avvocato Massimo Todisco del Codacons di Lecce, il quale ha chiesto ed ottenuto la dichiarazione di improcedibilità dell’appello. Gli effetti della sentenza di primo grado sono stati quindi confermati a seguito della pronuncia della Corte d’Appello. 8 gennaio 2013 'Tassi usurari'. Banco di Napoli condannato LECCE – Ha applicato tassi usurari ed ora deve restituire i soldi incassati illecitamente. E’ la sentenza del Tribunale civile di Lecce (giudice Dinoi) nei confronti non di un’organizzazione malavitosa ma di una banca, il Banco di Napoli. Lo scorso ottobre, il tribunale ha dato ragione a due coniugi di Otranto difesi dagli avvocati Massimo Todisco e Piero Mongelli del Codacons di Lecce. I due, nel 1991, avevano acceso un mutuo a tasso variabile per 100 milioni di lire, da restituire in 15 anni. Ma, dopo aver pagato già 180 milioni, sono venuti a sapere che il Banco di Napoli ne pretendeva altri 80 circa, per un totale di 260 milioni di lire. Più di due volte e mezzo la somma iniziale. Una cifra che marito e moglie non potevano sostenere; pertanto si sono rivolti al Codacons chiedendo che venisse fatta chiarezza su quanto ancora restasse effettivamente da versare. Nel corso delle verifiche, un consulente di parte ha rilevato, dal terzo trimestre del 1998 ad oggi, il costante superamento da parte della banca dei “tassi soglia” previsti dalla legge anti-usura, oltre che la presenza, nel contratto di mutuo, di una formula di determinazione del tasso variabile che, in sostanza, lasciava la banca libera di determinare il tasso a suo piacimento. Il problema sollevato in corso di giudizio risiedeva nel fatto che il mutuo è stato stipulato cinque anni prima dell'entrata in vigore della legge sull'usura (la n. 108/96), che ha introdotto i cosiddetti “tassi soglia”, ai quali rapportare il tasso effettivamente applicato dalla banca. E proprio su questo elemento si è basata la tesi sostenuta davanti al giudice dal Banco di Napoli, rafforzata anche da una legge interpretativa della 108/96 (detta “salva-banche”), introdotta frettolosamente nel 2000 dal Governo D'Alema, che disponeva l'applicabilità della legge sull'usura solo ai contratti stipulati, o ai pagamenti convenuti, dopo l'entrata in vigore della stessa. Il Codacons ha sottolineato come la tesi della banca potesse essere fondata in caso di mutuo a “tasso fisso”, perché il tasso, sempre uguale negli anni, sarebbe stato, in quel caso, determinato, al momento stesso dell’accensione del mutuo, nel 1991 e dunque prima dell’entrata in vigore della legge 108. Ma nel caso di mutuo a “tasso variabile”, ha sostenuto il Codacons, il pagamento di ogni rata costituisce una nuova convenzione tra le parti, dal momento che l’importo da versare non è sempre uguale, ma varia di semestre in semestre. Di conseguenza, poiché è alla scadenza di ogni rata che si determina l'ammontare del pagamento (come ha disposto la legge interpretativa del 2000), la 108/96 va applicata anche al mutuo dei coniugi di Otranto, nonostante sia del 1991. Una volta stabilita l'applicabilità della 108/96, il giudice ha accertato che i tassi applicati dalla banca hanno sempre superato (dal terzo trimestre del 1998) i “tassi soglia” stabiliti dalla legge ed ha disposto che i coniugi non sono tenuti a versare altri soldi al Banco di Napoli, ma che, anzi, devono riceverne indietro circa 3.000 euro. “Non è la prima sentenza su questa questione – ha commentato l’avvocato Todisco, che ha rappresentato i due clienti della banca in tribunale –, tuttavia è molto importante perché riconosce che i ‘tassi’ previsti dalla legge anti-usura vanno applicati anche ai mutui a tasso variabile accesi prima dell’entrata in vigore della legge. Oggi le banche sono molto più attente nella determinazione dei tassi di interesse ed il problema non dovrebbe ripresentarsi. L’invito è, però, a chi ha un mutuo in corso da prima del ’96: verificate i tassi imposti dalla banca, rivolgendovi ad un legale o ad un consulente o al Codacons, chiedendo di verificare il rispetto dei tassi soglia. Potreste scoprire di aver pagato cifre che non avreste dovuto pagare”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!