Indagini lampo. Scoperti gli autori del rogo all'auto

Galatone. Alla base dell’episodio, il desiderio di “vendetta” di un commerciante, infastidito dai controlli dell’Asl

GALATONE – Indagini lampo ed i cinque ritenuti responsabili dell’episodio accaduto nella notte tra l’11 ed il 12 giugno sono stati già individuati e denunciati. Rispondono di danneggiamento seguito da incendio. Le fiamme hanno riguardato una Fiat Punto posteggiata in via De Ferraris, a Galatone. Nel rogo l’auto è andata praticamente distrutta, ma i carabinieri sono giunti in tempo per evitare che l’incendi si propagasse coinvolgendo altre vetture o le vicine abitazioni. Sulle tracce degli autori del gesto si sono messi da subito i carabinieri di Galatone e quelli di Neviano, che al termine delle indagini sono risaliti alle loro identità ricostruendo anche i ruoli assunti da ognuno: due avrebbero agito come mandanti e gli altri tre come esecutori materiali. I fatti da cui la vicenda si origina si riferiscono a qualche mese fa quando, durante un controllo di routine, il personale della Asl di Nardò ha eseguito una serie di accertamenti a carico di P.P., classe 1980, nato a Galatina ma residente a Galatone, venditore ambulante di pollame. La cosa avrà infastidito P.P che, una ventina di giorni fa, ha dato mandato ad un suo dipendente, F.C., classe 1993, nato a Nardò, ma residente a Galatone, di reperire qualcuno disposto a dare fuoco all’autovettura di uno dei presunti responsabili dei controlli, minacciandolo che, se non l’avesse fatto, avrebbe perso il posto di lavoro. Così F.C, all’inizio di questa settimana, e dietro il pagamento di qualche centinaia di euro ha “ingaggiato” tre giovani disposti ad eseguire gli ordini: L.R., classe 1990, nato a Casarano ma residente a Neviano; P.A., classe 1989, nato a Nardò, ma residente a Neviano; G.P., classe 1994, nato a Nardò, ma residente ad Aradeo. Peccato che i tre sul posto abbiano dimenticato residui di plastica ed un pezzo di stoffa riconducibile ad una tuta mimetica militare, che sono stati poi di fondamentale importanza per le indagini. Inoltre, poco dopo l’accaduto, attorno alle ore 2.30 della stessa notte, alla Centrale Operativa della Compagna Carabinieri di Gallipoli è giunta la comunicazione telefonica con richiesta di intervento di ambulanza a Neviano per il soccorso ad un giovane che si era gravemente ustionato. Si trattava di L.R., tuttora ricoverato al Centro grandi ustionati di Brindisi. Da lui i militari sono facilmente risaliti agli altri membri della banda.

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