Caso Cogea. Il Tar sotto indagine

Lecce. Avvisi di conclusione indagini recapitati ad avvocato, presidente e direttore di segreteria del Tribunale amministrativo

LECCE – Il reato ipotizzato dagli inquirenti è abuso d’ufficio “per aver provocato un ingiusto vantaggio patrimoniale alla Cogea Srl”. Tre avvisi di conclusione indagini sono stati notificati ieri dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce nelle aule del Tribunale amministrativo salentino. Riguardano il presidente Antonio Cavallari, l’avvocato Luigi Quinto, di Lecce, ed Enzo Giannuzzi, di Nardò, direttore della segreteria della prima sezione giurisdizionale. L’inchiesta è relativa ad un provvedimento risalente al 3 marzo 2012 – era un sabato – con il quale il Tar salentino accolse il ricorso d’urgenza presentato il giorno prima dalla società “Cogea” (assistita dall’avvocato Quinto), contro la revoca dell'aggiudicazione provvisoria del servizio di raccolta di rifiuti a Casarano in seguito ad un’interdittiva antimafia, in attesa che il caso fosse discusso in Camera di consiglio. Il ricorso venne accettato in appena 24 ore, ma, sostiene l’accusa, senza che vi fossero i requisiti d’urgenza. Nello stesso giorno (3 marzo 2012), tuttavia, il Comune di Casarano ricevette dalla Prefettura di Lecce un'ulteriore informativa interdittiva (resa ai sensi dell'art. 10, comma 7, lettera c), del D.P.R. n. 252/1998) relativa alla società Cogea. L'Amministrazione comunale, pertanto, sulla base della nuova informativa prefettizia a carico della Cogea, revocò nuovamente l'aggiudicazione provvisoria in favore della Cogea riaffidando il servizio alla Igeco spa con decorrenza immediata. La Cogea presentò quindi nuovo ricorso al Tar contro la nuova revoca e l'aggiudicazione definitiva a favore di Igeco e contro l'informativa antimafia della Prefettura. Il ricorso, stavolta, fu rigettato dal Tar (nel marzo 2013; presidente Rosaria Trizzino; Ettore Manca, consigliere estensore; Luca De Gennaro, referendario), dopo che l'appello contro l'ordinanza cautelare del Tar era stato già rigettato dal Consiglio di Stato (2 giugno 2012). A questo punto, la Cogea ha proposto appello al Consiglio di Stato per anare la decisione negativa di primo grado. Le indagini attorno al caso di presunto abuso d’ufficio sono state disposte del procuratore Cataldo Motta che nei mesi scorsi ha anche ordinato l’acquisizione di varia documentazione dagli scaffali del tribunale amministrativo e di un computer. Articoli correlati: Cogea, infiltrazioni mafiose. ‘Emergenza' confermata dal Consiglio di Stato Appalto rifiuti a Casarano. Ricorso Cogea Chi c'è dietro la Geotec e la Cogea Rifiuti e mafia: ecco le scatole cinesi dei Rosafio Geotec e Cogea: ‘Infiltrazioni mafiose' Traffico illecito di rifiuti. ‘Rosafio, condotta mafiosa' Bando rifiuti a Casarano: tre offerte in gara Rifiuti, vince la Cogea Raccolta rifiuti, alla Igeco

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