Cogea, infiltrazioni mafiose. ‘Emergenza’ confermata dal Consiglio di Stato

Casarano. Rigettata l’istanza cautelare della Cogea. Il consiglio di Stato dà ragione al Comune e alla Prefettura

CASARANO – Gli elementi furono sufficienti per valutare l’emergenza del tentativo d’infiltrazione mafiosa nel bando per il servizio di igiene urbana affidato dal Comune di Casarano, in prima battuta, alla Cogea srl e poi revocato per assegnarlo alla Igeco spa. E’ quanto ha stabilito il Consiglio di Stato nell’ordinanza del 31 maggio scorso, confermando la sentenza del Tar di Lecce del 29 marzo scorso, a cui si era opposta la Cogea. Il Tar chiariva che “per le informative interdittive di cui all’art. 10, comma 7, lettera c), del D.P.R. 3 Giugno 1998 n° 252, basate su valutazioni discrezionali spettanti al Prefetto non ancorate a presupposti tipizzati, i tentativi di infiltrazione possono essere desunti anche da parametri non predeterminati normativamente, con la precisazione che (…) si può ravvisare l’emergenza di tentativi di infiltrazione in fatti in sé e per sé privi dell’assoluta certezza – quali una condanna non irrevocabile, l’irrogazione di misure cautelari, collegamenti parentali, cointeressenze societarie e/o frequentazioni con soggetti malavitosi, dichiarazioni di pentiti – ma che, nel loro insieme, siano tali da fondare un giudizio di possibilità che l’attività d’impresa possa, anche in maniera indiretta, agevolare le attività criminali o esserne in qualche modo condizionata”. I giudici del Tribunale amministrativo cioè spiegano il senso dell’interdittiva prefettizia: ci sono elementi che provano la vicinanza dell’azienda agli ambienti mafiosi; in via cautelativa dunque la pubblica amministrazione esclude tali aziende dagli appalti pubblici per evitare ogni tentativo di infiltrazione. Su questo il Tacco pubblicò ampia inchiesta investigativa, scoperchiando e provando i collegamenti tra la Cogea e la famiglia Rosafio-Scarlino, del boss Pippi Calamita, all’ergastolo (Per capire quali siano le contiguità della Cogea con gli ambienti della Sacra Corona Unita, leggere qui). I giudici di Palazzo Spada, presidente Cirillo, relatore Dell'Utri, ora hanno confermato la piena validità ed efficacia agli atti della Prefettura e del Comune di Casarano.

Giuseppe Mormandi

Giuseppe Mormandi, il legale che ha difeso il Comune di Casarano Scrive l’avvocato Giuseppe Mormandi, che ha difeso il Comune di Casarano: “Corretta quindi la sentenza del Tar di Lecce che ha riconosciuto, il 29 marzo scorso, la legittimità della informativa interdittiva emessa dalla Prefettura di Lecce a carico di Cogea srl e dei conseguenti atti del Comune di Casarano che hanno portato alla revoca dell’aggiudicazione provvisoria e all’aggiudicazione definitiva dell’appalto a favore dell’Igeco spa”. I giudici romani hanno recepito le argomentazioni difensive poste dal legale del Comune di Casarano, l’avvocato Giuseppe Mormandi, e hanno rigettato la richiesta di sospensione della sentenza avanzata dalla Cogea srl con l’avvocato Pietro Quinto. // La ricostruzione temporale L’appalto del Comune di Casarano per l'affidamento del servizio di gestione dei servizi integrati di raccolta e spazzamento dei rifiuti solidi ed assimilati era stato provvisoriamente aggiudicato alla Cogea srl il 10 febbraio 2012. L’aggiudicazione provvisoria, tuttavia, è stata successivamente revocata il 2 marzo 2012, all’arrivo in Comune dell’informativa interdittiva della Prefettura nei confronti della Geotec. Contestualmente il servizio è stato aggiudicato definitivamente alla ditta Igeco spa, seconda in graduatoria. Nella tarda mattinata del 3 marzo, in Comune arrivò il ricorso urgente della Cogea. Nello stesso giorno (3 marzo 2012), tuttavia, il Comune di Casarano riceveva dalla Prefettura di Lecce un’ulteriore informativa interdittiva (resa ai sensi dell'art. 10, comma 7, lettera c), del D.P.R. n. 252/1998) relativa alla società Cogea. L'Amministrazione comunale, pertanto, sulla base della nuova informativa prefettizia a carico della Cogea, provvedeva a revocare nuovamente l'aggiudicazione provvisoria in favore della Cogea e a ri-affidare il servizio alla Igeco spa con decorrenza immediata, data l'urgenza e l'inderogabilità della situazione e per evitare il blocco di un servizio primario e essenziale come quello della raccolta rifiuti. La Cogea presentò quindi ricorso al Tar avverso la nuova revoca dell’aggiudicazione provvisoria e all’aggiudicazione definitiva a favore di Igeco ed avverso l'informativa interdittiva antimafia della Prefettura di Lecce. Tale ricorso fu definitivamente rigettato dal Tar nel marzo scorso, dopo che l'appello avverso l'ordinanza cautelare del Tar era stato già rigettato dal Consiglio di Stato il 2 giugno 2012. A questo punto, la Cogea ha proposto appello al Consiglio di Stato per anare la decisione negativa di primo grado. E nella camera di consiglio del 31 maggio scorso, i giudici romani hanno rigettato la richiesta di sospensione dell'efficacia della sentenza, avendo peraltro considerato che il Comune aveva proceduto alla proroga del servizio alla Igeco sino al 2014, peraltro secondo la legge Salva Italia. La decisione del Consiglio di Stato, III Sezione, giunta dopo l'ampia discussione fatta dai legali, in continuità e a conferma di quanto già affermato dal Tribunale Amministrativo salentino, recepisce la posizione espressa dal legale dell’amministrazione comunale, l’avvocato Giuseppe Mormandi, e dall'Avvocatura di Stato sull'obbligatorietà della revoca dell'aggiudicazione da parte del Comune nell'ipotesi in cui, come in questo caso, la Prefettura abbia emesso l'informazione interdittiva tipica “tenuto conto della documentazione in atti e della situazione esistente al momento dell'adozione dell'interdittiva”. “A questo punto – precisa l’avvocato Giuseppe Mormandi – la legittimità della procedura di gara posta in essere dal Comune di Casarano è ormai avvalorata da una serie continua di pronunce favorevoli sia del Tar Lecce che del Consiglio di Stato e residuano pochi spazi per eventuali capovolgimenti di fronte, considerato che lo stesso Consiglio di Stato nell'ordinanza del 31 maggio scorso ha affermato che ‘l'appello non appare dotato del prescritto fumus boni iuris’: vale a dire che il Consiglio di Stato ha già ritenuto in sede cautelare l'infondatezza dell'appello, anticipando, sostanzialmente, l'esito finale della controversia”. Articoli correlati: Appalto rifiuti a Casarano. Ricorso Cogea Chi c'è dietro la Geotec e la Cogea Rifiuti e mafia: ecco le scatole cinesi dei Rosafio Geotec e Cogea: ‘Infiltrazioni mafiose' Traffico illecito di rifiuti. ‘Rosafio, condotta mafiosa' Bando rifiuti a Casarano: tre offerte in gara Rifiuti, vince la Cogea Raccolta rifiuti, alla Igeco

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