Ristorazione, scoperti cinque lavoratori in nero

Casarano. Dopo l’intervento della Guardia di finanza i titolari hanno regolarizzato le posizioni dei dipendenti e versato il dovuto, ma rischiano multe salatissime

CASARANO – Cinque lavoratori in nero in quattro aziende del Sud Salenti operanti nel ramo della ristorazione. Il copione sembra sempre lo stesso. E dopo i controlli di alcuni giorni fa eseguiti dai carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro che hanno portato alla luce la presenza di 19 lavoratori in nero in camping estivi, stavolta sono stati i militari della Guardia di finanza di Casarano ad individuare i rapporti di lavoro on regolare. Si tratta della constatazione di irregolarità scaturite da precedenti controlli ispettivi eseguiti recentemente dagli stessi militari. Dopo prolungate attività di osservazione, una volta individuati i dipendenti, i finanzieri sono passati alla seconda fase dell’operazione, il riscontro “ad personam”, effettuato attraverso l’ascolto/intervista di tutti i lavoratori, per appurare l’effettiva data di assunzione, le reali mansioni svolte nonché l’orario di lavoro giornaliero prestato. Successivamente all’intervento delle Fiamme Gialle, gli imprenditori inadempienti hanno provveduto a regolarizzare fiscalmente la posizione lavorativa dei dipendenti “in nero” e a versare nelle casse dello Stato le relative ritenute non versate a partire dalla data in cui i lavoratori hanno dichiarato di avere iniziato la loro attività. Le violazioni constatate saranno comunque segnalate agli Uffici competenti per l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative. La normativa, in questi casi, prevede, per ogni singolo lavoratore non regolarmente assunto, una sanzione che può variare da 1.500 euro a 12.000 euro; 150 euro per ogni giornata lavorativa prestata più un eventuale provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!