Ex Bat, l’azienda rinvia l’incontro a Roma

Lecce. L’amministratore della ex Bat si dice impossibilitato a prendere parte alla riunione del 28 marzo al Ministero. I sindacati chiedono di mantenere fede agli impegni

LECCE – Non accenna a trovare conclusione la storia senza fine della riconversione dell’ex Bat. L’amministratore delegato dell’azienda, Giovanni Carucci, ha infatti fatto sapere di non poter essere prensete all’incontro previsto presso il Ministero dello Sviluppo economico il prossimo 28 marzo ed ha chiesto un rinvio della seduta. E’ l’ennesimo episodio del genere. Alla richiesta di Carucci, i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil della Provincia di Lecce, Daniela Campobasso, Antonio Nicolì e Pietro Fioretti hanno espresso forte preoccupazione per i lavoratori della Hds, che si trovano alle prese con una grave precarietà lavorativa da oltre due anni e della Ip, ancora in cassa integrazione ordinaria. Nella nota, i segretari hanno chiesto all’ad di mantenere fede all’impegno preso e di essere presente all’incontro fissato a Roma. Ecco la lettera inviata a Carucci: Egregio dott. Carucci, è con relativa sorpresa che riceviamo la sua ennesima richiesta di rinvio dell’incontro, previsto per il 28 marzo pv. presso il Ministero dello Sviluppo Economico, attinente all’intero percorso di riconversione della BAT – sito di Lecce. Manifestiamo altresì una forte preoccupazione rispetto all’evidenza di una situazione drammatica in cui versano i lavoratori della società HDS, i quali, da oltre due anni, vivono una condizione di costante precarietà lavorativa, a seguito di tre piani industriali presentati e mai attivati. Le ricordiamo che l’incontro programmato per il 28 p.v. presso il MISE – incontro che noi auspichiamo venga mantenuto – ha una rilevanza non trascurabile, atteso che mira a ricomporre gli interessi intorno al tavolo ministeriale, richiamando ciascuno alle proprie specifiche responsabilità in merito ai risultati di una riconversione che, da più parti è stata, a suo tempo, conclamata come esempio di buona prassi industriale, ma che, di fatto, ad oggi, procede zoppicando per un terzo di essa. Questo, considerate anche le problematiche legate al mancato avvio dell’attività della IP, i cui lavoratori sono tuttora in Cassa integrazione ordinaria. Pertanto confidiamo vivamente nella presenza dell’Azienda da lei rappresentata, azienda che sicuramente si avvale di personalità di alto rilievo, come si addice ad una grande multinazionale. Tale presenza sarebbe il segno della responsabile attenzione dell’Azienda BAT verso gli impegni assunti, presso la sede ministeriale, con lo stesso Ministero, le parti sociali, le istituzioni locali e soprattutto con i lavoratori e il territorio da voi abbandonato. Distinti saluti I Segretari confederali Daniela Campobasso CGIL – Antonio Nicolì CISL – Piero Fioretti UIL –Lecce 14 novembre 2012 Ex Bat. Korus: ‘In attività entro due settimane’ ROMA – Ancora nessuna garanzia per i lavoratori ex Bat. E l’incontro di ieri presso il ministero dello Sviluppo economico non ha portato ad alcuna soluzione concreta del problema legato alla vertenza, ma ancora una volta a promesse e dichiarazione di buone intenzioni. “Ancora una volta si è trattato soltanto di incontri interlocutori con i responsabili di Ip Korus e Hds”, hanno commentato il segretario generale Uil Lecce, Salvatore Giannetto ed il segretario responsabile Uilm (metalmeccanici) Lecce, Piero Fioretti. Come ha riferito Giannetto, Ip Korus, presente all’incontro con il suo amministratore delegato, il senatore Piccone, e con l’avvocato Matteo Cavalli, del consorzio Inser Salento, cui è stata affidata la gestione dell’azienda, ha garantito che entro due settimane darà avvio alla produzione di infissi in alluminio, così come previsto dal piano industriale. Entro oggi inoltre l’azienda dovrebbe effettuare il pagamento della mensilità arretrata di agosto per i 67 lavoratori. Agli inizi della prossima settimana, l’avvocato Cavalli incontrerà le segreterie provinciali di categoria per illustrare il piano di produzione e definire i pagamenti delle mensilità di ottobre e novembre. Non ci sono novità invece riguardo alla situazione della Hds. “L’azienda ha candidamente ammesso di non aver trovato ancora alcuna soluzione”, hanno sottolineato Giannetto e Fioretti. L’azienda ed il ministero hanno riferito di aver avviato alcuni contatti, i cui esiti dovrebbero essere confermati nelle prossime settimane. “Come organizzazioni sindacali – hanno aggiunto Giannetto e Fioretti – abbiamo preso con le pinze quanto appreso nel corso degli incontri, perché ormai la Ip Korus ci ha abituato a dichiarazioni e impegni che poi non ha mai rispettato. Speriamo almeno che questa volta, avendo affidato la gestione aziendale all’avvocato Cavalli, qualcosa si possa davvero muovere in positivo, anche se manteniamo tutte le perplessità del caso e continueremo a vigilare sui movimenti dell’azienda e a verificare la veridicità degli impegni presi. È chiaro – hanno concluso – che ci aspettavamo molto di più da questi tavoli. Purtroppo, per i 22 lavoratori di Hds, oggi in mobilità, non c’è ancora alcuna soluzione, anche se azienda e Ministero continuano la ricerca, con la supervisione di Bat Italia che dovrebbe garantire in ogni caso gli impegni presi con l’accordo del 2010”. La vicepresidente della Regione Puglia e assessora allo Sviluppo economico Loredana Capone ha preso parte all’incontro insieme con i rappresentanti della task-force regionale per l’occupazione. “Apprezzo il passo avanti – ha detto – in una situazione fino ad oggi in stallo. Tuttavia, dopo aver valutato la realizzabilità dello start-up, occorre procedere con la redazione un vero e proprio piano industriale che evidenzi quale programmazione si intende realizzare, con quanti dipendenti, in quali tempi e con quale impegno economico-finanziario. Solo allora la Regione potrà esprimersi”. “Nel frattempo – ha continuato Loredana Capone – la Korus deve impegnarsi a corrispondere ai dipendenti tutti gli stipendi arretrati”. Il ministero da parte sua ha richiesto celerità nella realizzazione di questi impegni. Dalla prossima settimana la Inser terrà una serie di incontri a Confindustria Lecce. 20 settembre 2012 Vertenza ex Bat. La Korus diserta il vertice di Roma ROMA – Nessuna novità sul fronte della vertenza della British American Tabacco Italia. I 70 lavoratori ex Bat assunti da Korus (quelli interessati dalla riconversione sono 270 in tutto) sono ancora inattivi ed attendono, per di più, il pagamento di due mensilità arretrate (luglio ed agosto). All’incontro di ieri a Roma presso la sede del Ministero, durante il quale si sarebbe dovuto fare il punto della situazione, la proprietà non si è presentata, evitando ancora una volta di proporre un piano industriale. L’incontro si era reso necessario, in seguito alla prima riunione del 26 luglio scorso, per verificare la messa a regime delle attività previste dal piano industriale della Korus. Molte le inadempienze di Korus, emerse nel corso della riunione: ritardi nell'avvio delle attività e nel pagamento delle mensilità di luglio e agosto ai dipendenti; incertezza rispetto alle attività da svolgere in uno stabilimento di fatto ancora fermo; addirittura la mancata richiesta dell'agibilità dell'impianto di Lecce agli organi competenti. La task force regionale, che ha preso parte al vertice, ha ottenuto che la British American Tabacco si impegnasse a garantire il buon esito dell’accordo del 2 dicembre 2010 e infatti l’azienda ha assicurato la disponibilità ad incontrare nei prossimi giorni la Korus e a ricercare una soluzione adeguata alla vertenza. Da parte sua, il ministero ha assunto l'impegno di rendere noti entro le prossime 24 ore i tempi di corresponsione delle mensilità arretrate. “Korus si è rivelata poco credibile e inadempiente rispetto agli impegni già assunti nel dicembre 2010 – ha commentato la vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone, presente al vertice –. I proprietari, infatti, si guardano bene dal presentare un documentato piano industriale, che dovrebbe illustrare al ministero, alle amministrazioni territoriali e ai sindacati, che cosa fare e come recuperare il tempo inutilmente trascorso. Sono molto preoccupata – ha detto – per la situazione dei 70 lavoratori: situazione talmente più grave se si considera che la loro assunzione ha permesso alla Korus di godere di cospicui benefici economici senza che sia stato garantito agli stessi un futuro occupazionale”. 22 maggio 2012 Ex Bat. L’azienda: ‘Il piano industriale è pronto’ LECCE – I disagi dei lavoratori ex Bat, ricollocati presso la società IP, dovrebbero essere in via di risoluzione. Tanto è emerso, almeno, dall’incontro che si è tenuto stamattina, in Prefettura. All’incontro, richiesto da Cgil, Cisl, Uil e Cisal, preoccupate per le incertezze circa i tempi dell’effettivo avvio dell’attività lavorativa presso lo stabilimento di Lecce, sono intervenuti, oltre alle stesse organizzazioni sindacali, i rappresentanti delle Istituzioni locali, il direttore di Confindustria Lecce e l’amministratore unico dell’azienda. Nel corso della riunione, proprio l’amministratore ha assicurato il massimo impegno nell’attuazione di quanto convenuto nell’accordo sottoscritto nel 2010, presso il Ministero per lo Sviluppo Economico e ha manifestato la piena disponibilità ad incontrare sin da subito le parti sindacali presso la sede di Confindustria Lecce, per ridefinire lo start up dell’azienda e presentare il piano industriale. L’incontro è stato fissato per lunedì 28 maggio in Confindustria. Intanto prosegue l’allestimento dei macchinari nello stabilimento; gli uffici, da ciò che emerso oggi,dovrebbero essere pienamente operativi entro il mese prossimo. Infine, per quanto riguarda il pagamento delle retribuzioni, di cui è stato lamentato il ritardo, l’azienda ha assicurato che la mensilità arretrata è in corso di erogazione e che con l’apertura degli uffici amministrativi in sede, tale inconveniente, di carattere “meramente burocratico”, non dovrebbe riproporsi. 23 aprile 2012 Ex Bat. I lavoratori tornano a protestare LECCE – Si sono ritrovati attorno alle ore 9 sotto la sede della Prefettura per protestare contro “l'assenza delle Istituzioni”. I lavoratori della ex Bat sono ritornati in piazza. Nel corso della protesta, durata circa quattro ore, hanno anche cercato di occupare viale 25 Luglio ed i vigili urbani sono stati costretti a bloccare il traffico nella zona. I motivi della protesta sono sempre gli stessi: i lavoratori non producono. Le attività delle quali si sarebbero dovuti occupare non sono ancora iniziate. Il piano di ricollocazione dei lavoratori prevedeva infatti la realizzazione di opere in alluminio. Che tuttavia non è mai partita. Mancherebbero addirittura i macchinari per avviare la produzione. Che ha già accumulato un ritardo di tre mesi. Ed in ritardo sono anche i pagamenti dei dipendenti. La sensazione è che questa inattività si possa presto tramutare in un licenziamento per mancanza di commesse. In questa situazione si trovano in tutto 70 persone; sono gli ex dipendenti Bat, poi ricollocati nella Ip (ex Korus), una delle società subentrate per rilevare la British American Tobacco. Dopo la “tappa” in Prefettura, i lavoratori si sono spostati davanti a Palazzo Carafa. Il sindaco Paolo Perrone ha garantito che li incontrerà alle ore 16. 2 aprile 2012 Ex Bat, riconversione ferma al palo. Bellanova interroga LECCE – Il piano di riconversione della ex Bat non decolla. L’effetto del mancato rispetto delle condizioni da parte delle aziende è che i lavoratori coinvolti non hanno alcuna certezza sul proprio futuro. Oggi la deputata del Pd Teresa Bellanova ha presentato un’interrogazione con risposta in Commissione al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali ed al ministro dello Sviluppo economico per chiedere quali interventi abbiano in mente per garantire il rispetto dell’accordo ministeriale e per tutelare tutti i lavoratori coinvolti dal processo di riconversione ancora non avviato. Ecco l’interrogazione della Bellanova: INTERROGAZIONE a risposta in commissione BELLANOVA – Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Al Ministro dello Sviluppo Economico. Per sapere, premesso che: – sin dal 15 settembre 2010 l’interrogante ha posto all’attenzione del Governo la situazione dei circa 500 lavoratori operanti presso il sito leccese della multinazionale British American Tobacco Italia che decidendo di chiudere l’ultimo dei 22 siti italiani, per delocalizzare la produzione in Paesi dove il costo del lavoro è minore, ha determinato un impatto economico-occupazionale devastante per il territorio salentino, già gravemente compromesso a causa della crisi economica; – l’interrogante vuole ricordare che nel caso della BAT Italia si parla di una multinazionale che non versava in una condizione di crisi aziendale, a dimostrarlo vi sono anche i dati inerenti la produzione di sigarette dello stabilimento leccese negli ultimi due anni antecedenti il 2010 che hanno segnato un incremento da 9 a 13 milioni di chili, con una chiusura in evidente attivo degli utili, nonché lo stesso premio di produzione, conferito dalla multinazionale nel giugno 2010, solo pochi mesi prima della chiusura del sito, ai lavoratori; – nonostante ciò la multinazionale ha deciso di chiudere il sito leccese ed in data 2 dicembre 2010 presso il Ministero dello Sviluppo Economico ha siglato un verbale di accordo alla presenza delle OO.SS.; – nel sopra citato accordo a pag. 7 si legge che “BATI ha manifestato la volontà di favorire nuove iniziative imprenditoriali in loco per offrire al personale dello stabilimento di Lecce la possibilità di essere ricollocato nelle stesse che si svilupperanno nel sito o comunque nel territorio salentino, e , in apposito incontro tenutosi il 12 novembre presso il Ministero dello Sviluppo Economico, le Società coinvolte hanno presentato i rispettivi piani industriali”. Ed ancora “ le parti concordano che le attività di smantellamento del sito saranno ultimate prevedibilmente entro la fine del primo semestre 2011 in considerazione delle necessità aziendali e delle attività propedeutiche alla riconversione industriale del sito stesso. In tale periodo, per il personale dipendente da BATI con contratto a tempo indeterminato e non direttamente coinvolto nelle attività di smantellamento, si farà ricorso agli ammortizzatori concordati ed in particolare alla C.I.G.S. per cessazione attività e per la necessità di riconvertire le professionalità per assunzioni presso soggetti imprenditoriali terzi […] al personale da ricollocare presso altro imprenditore sarà somministrata – se necessaria – un’attività formativa ad hoc tendente alla riqualificazione professionale, utilizzando gli opportuni strumenti gestionali di sostegno al reddito”; – a pag. 8 dell’Accordo si legge “Completate le attività di riconversione del sito e di riqualificazione del personale e comunque prevedibilmente entro il 31 dicembre 2011 saranno avviate le ricollocazioni del personale presso i nuovi soggetti imprenditoriali individuati da BATI”; – inoltre si esplicita che “il piano di riconversione del sito prevede l’insediamento di due iniziative industriali facenti capo a Iacobucci HF – per non meno di 200 addetti e Korus – per non meno di 70 addetti. In tali iniziative saranno coinvolti prioritariamente il personale dipendente da BATI – stabilimento di Lecce con contratto a tempo indeterminato e con contratto a tempo determinato, il personale impiegato presso la BATI stabilimento di Lecce con rapporto di lavoro interinale e inoltre il personale appartenente a ditte terze ed operante in maniera continuativa presso lo stabilimento di Lecce. Al restante personale appartenente a ditte terze ed operante in maniera continuativa presso lo stabilimento di Lecce sarà offerta ricollocazione in attività di servizio e più precisamente: per circa 25 addetti nelle attività di facility management interno al sito di Lecce, con impegno di BATI ad individuare le società che gestiranno le relative attività e la ricollocazione dei menzionati addetti; per circa 26 addetti in attività di servizio sul territorio da parte della società HDS, tenuto conto delle professionalità richieste dalla società e dalla residenza degli addetti; per circa 31 addetti in attività di call center gestite dalla società Call Gest. BATI richiederà alle ditte interessate ed in particolare alla Società HDS l’assunzione a tempo indeterminato”; all’ultimo capoverso, pag. 9, dell’Accordo Ministeriale si legge “Le parti convengono che il presente piano industriale (ricollocazione e attività industriali e di servizio) sarà oggetto di monitoraggio ministeriale semestrale, o comunque a richiesta di una delle parti, da parte dei firmatari del presente accordo”; – le aziende individuate per il processo di riconversione sono Iacobucci Hf, Korus, HDS Group e Call Gest che si occupano rispettivamente di produzione di componenti per l'aeronautica, edilizia, multiservizi per la gestione di strutture ricettive turistico-alberghiere e call center; – a più di un anno dall'accordo siglato al Ministero per la riconversione dello stabilimento dismesso da BAT Italia e dopo numerosi incontri territoriali si attesta che ad oggi, delle quattro aziende interessate, la Call Gest si è quasi immediatamente ritirata e l’avvio della produzione per le restanti tre aziende non ha avuto ancora inizio. la Hds Group sembrerebbe per mancanza di commesse abbia ceduto un ramo d'azienda trasformandosi in Hds Green Energy, specializzandosi così nel settore della pulizia dei pannelli fotovoltaici. Mentre per Iacobucci e Hds le linee produttive sembrerebbero essersi avviate, seppur con estrema lentezza, per l’azienda Korus, come peraltro è emerso anche sugli organi di stampa, si registra ancora un enorme ritardo in tal senso; – dalla società Korus, di proprietà del senatore Filippo Piccone, con atto del 1.10.2010 rep. 16336 a firma notar Martirani Luigi è stata costituita la società IP s.r.l. A tale società sembrerebbe siano confluite circa 10 unità nel mese di aprile 2011, comandandone il distacco per tre mesi presso lo stabilimento Korus in Sabaudia per un momento formativo propedeutico l’inizio delle attività in Lecce; – il ritardo dell’inizio dell’attività nel sito leccese è stato comunicato dallo stesso senatore Piccone agli inizi di agosto 2011 ed in tale occasione la proprietà esternava la certezza che nel mese di ottobre/novembre avrebbero completato le opere necessarie all’avvio delle attività produttive, mettendo anche in conto che nella peggiore delle ipotesi il 2.01.2012 l’azienda avrebbe iniziato ad operare a pieno regime produttivo. Iniziata la formazione on the job da parte dell’azienda, nel mese di gennaio 2012 si è tenuta una riunione nella quale è stato presentato un crono programma che prevedeva l’installazione di una macchina “Quadra” per fine gennaio, ed il resto delle ulteriori macchine a seguire, dando per completato quanto propedeutico alla produzione per la data del 15 marzo 2012. Ad oggi sembrerebbe essere stato portato in loco un macchinario obsoleto e privo di parti fondamentali per un proficuo utilizzo, ancora a si sa circa i tempi di allocazione degli altri impianti previsti nel sopra citato crono programma; – inoltre lo spazio nel plesso dell’ex manifattura tabacchi destinato alla produzione dell’azienda IP s.r.l risulta ancora inadeguato. Il locale, difatti, nelle aree di posizionamento dell’unica macchina presente sembrerebbe presentare sconnessioni nella pavimentazione, numerosi infissi risultano essere obsoleti e con vetri mancanti, mancano gli impianti propedeutici alla produzione quale quello di aria compressa, le dorsali elettriche, le linee di rete dati, sembrerebbe siano stati iniziati, sospesi ed al momento pertanto non ancora completati. Oltre a questo c’è da evidenziare che per l’area uffici è stata eseguita la sola delimitazione muraria e manca ancora di infissi, copertura, impianto elettrico, rete dati e condizionamento; – va detto che le aziende Iacobucci e Korus sono entrate a far parte del Consorzio IN.SER. Salento srl. Tale Consorzio si è costituito in data antecedente alla chiusura dello stabilimento BAT e precisamente il 10.06.2010, ha sede amministrativa in Avezzano (AQ) ed un amministratore unico, il Dr. Matteo Cavalli. Questa srl è costituita da un unico socio: Unione Fiduciaria S.p.A. Società Fiduciaria e di Servizi delle Banche Popolari Italiane con sede in Milano; sin dall’inizio della vertenza notizie ufficiose hanno sempre riportato che l’intero stabile presso il quale operava BATI sarebbe stato concesso, dalla stessa, in comodato d’uso alle società facenti capo a Iacobucci e Korus con diritto di prelazione alla scadenza per l’eventuale compravendita, la cui amministrazione delle parti ed impianti comuni doveva fare capo al suddetto consorzio. Di fatto però con atto rep. 21922 del 16.12.2011 a firma del notaio Dr. Fenoaltea Paolo è stata trasferita tutta la proprietà da BATI a IN.SER. Salento srl; – le preoccupazioni circa l’attività di riconversione nascono oltre che dall’evidente ritardo nell’avvio della produzione anche dall’aver appreso che la BATI ha venduto l’intero stabile ad IN.SER. Salento srl ed ovviamente se non vi sono segnali proficui per l’inizio della produzione ci si chiede cosa ne sarà dei lavoratori ricollocati e dell’intero sito; – a conferma di quanto sopra esposto va detto che in data 19 marzo 2012 presso Confindustria Lecce si è tenuto un incontro richiesto dalle OO.SS. per una verifica complessiva sullo stato di avanzamento dell’iniziativa industriale della società IP s.r.l al quale erano presenti anche il Dr. Alessandro Tomazzoli delegato per la stessa e l’avvocato Matteo Cavalli per il Consorzio IN.SER. Salento srl dal quale è emerso che “l’azienda ha comunicato che i lavori di impiantistica e messa a norma dello stabilimento dovrebbero terminare entro la fine del corrente mese di marzo […] pertanto la produzione verrà avviata a partire dal 16 aprile 2012”. Ma allo stato attuale, all’interrogante risulta che ben pochi lavori siano stati compiuti e siamo già a fine marzo. Inoltre nel verbale di riunione si legge “l’azienda si impegna a rispettare i termini previsti contrattualmente per il pagamento degli stipendi mensili” visto che pur essendo previsto l’accredito degli stessi per il giorno 10 di ogni mese, per il mese di gennaio è stato liquidato il giorno 27 febbraio e per il mese successivo i lavoratori hanno dovuto attendere fino al giorno 26 marzo; se, come prescritto dall’accordo sopra citato, il monitoraggio semestrale circa il piano industriale sia stato effettuato e quali sono ad oggi le risultanze; che cosa i Ministri intendano fare per accelerare i tempi, affinché gli impegni sottoscritti nell’accordo ministeriale vengano ottemperati; in che modo i Ministri in oggetto, visto i ritardi acclarati nell’avvio della produzione, ritengano di dover intervenire per tutelare tutti i lavoratori coinvolti dal processo di riconversione che ad oggi, purtroppo, non trova ancora alcuna strada per un effettivo avvio. Bellanova, 9 marzo 2012 Vertenza Bat-Hds. Vertice a Palazzo Adorno per fare il punto LECCE – Non lavorano da luglio. Pur avendo frequentato i corsi di formazione organizzati dalla azienda Hds, che li ha assunti, sono fermi. E dal dicembre scorso non ricevono la retribuzione prevista. Non sono settimane facili per i 22 lavoratori ex Bat riconvertiti ed acquisiti nel circuito dalla Hds, azienda impegnata nel settore turistico-alberghiero. Si tratta in particolare dei lavoratori addetti alle pulizie che la Hds ha formato presso Aligros e poi tenuto lì, senza mansioni. E senza risposte. Ma non c’è più tempo per il silenzio ed ora le categorie sindacali del commercio hanno chiesto un vertice in Provincia per fare il punto sulla situazione. Che è tutt’altro che semplice. Il vertice si terrà oggi alle 13 nella Sala Giunta di palazzo Adorno. Vi prenderanno parte il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone ed il sindaco Paolo Perrone, oltre ai rappresentanti sindacali aziendali e a quelli confederali provinciali. Le cose sono andate così: nell’accordo sottoscritto con il ministero a dicembre 2010 per la riconversione della ex Bat, oltre alle due aziende Iacobucci e Corus, che effettivamente hanno portato avanti gli impegni presi, formando ed assumendo i lavoratori, vi era anche una terza azienda, la Hds, del settore alberghiero, che si era impegnata a ricollocare i 22 lavoratori addetti alle pulizia. Ma alla fine dell’anno scorso, la Hds ha ceduto un ramo d’azienda trasformandosi nella Hds Green Energy e specializzandosi nel settore della pulizia dei pannelli fotovoltaici. Con il risultato che i lavoratori, formati e riconvertiti per fare le pulizie, si sono trovati impreparati per le nuove mansioni da svolgere. Non solo. Le lungaggini da parte della Hds erano dall’azienda motivate con la mancata disponibilità di una sede nella quale operare; l’azienda accusava il consorzio In.ser – una delle aziende coinvolte nel Piano di riconversione – di non mettere a disposizione dei locali in affitto. Dopo circa due mesi di diatriba tra azienda e consorzio, la Inser ha ceduto in affitto una sede. Ma questo non è servito a far ripartire il lavoro. Altra motivazione addotta dalla Hds era la mancanza di commesse, essendo la Hds Green Energy nuova del settore. Nel frattempo, però, si sono bloccati anche i pagamenti e da dicembre i lavoratori non percepiscono lo stipendio. Anzi, lo stipendio di dicembre è stato pagato, a febbraio, con assegni poi risultati scoperti. E l’azienda si è anche impegnata a corrispondere le mensilità di gennaio e febbraio: la prima il 10 marzo, cioè domani; la seconda il 20 marzo. Una promessa difficile da rispettare. Nel frattempo, nonostante la disponibilità della sede, la Hds non ha mai versato l’affitto mensile al consorzio Inser, continuando ad accumulare debiti su tutti i fronti. I sindacati ora chiedono una presa di responsabilità da parte della Hds ma della Bat, che ha garantito sulla Hds presso il ministero e che presso il ministero ha preso impegni precisi. In ballo c’è il futuro di 22 lavoratori e delle loro famiglie. “Faremo formale richiesta alla Bat di intervenire nella faccenda – ci ha anticipato Daniela Campobasso, della Cgil -. E se anche la Bat non dovesse darci le risposte che ci aspettiamo, invieremo una richiesta di incontro urgente al ministero riferendo che una delle tre aziende dell’accordo, la Hds, è venuta meno agli impegni presi”. 1 novembre 2011 Ex Bat. Si aggrava la situazione per 20 lavoratori LECCE – Il processo di riconversione industriale dei lavoratori ex Aams, Azienda autonoma dei monopoli di Stato, non starebbe avvenendo in maniera regolare. E’ la denuncia della Cgil Lecce che nelle scorse ore ha evidenziato delle situazioni di discriminazioni nei confronti di 20 lavoratori. Quando la ex Manifattura Tabacchi BAT Italia SpA, nel mese di settembre 2010, ha annunciato la dismissione della produzione delle sigarette nello Stabilimento di Lecce, contestualmente ha proposto un Piano Sociale con l’obiettivo di evitare che si determinassero ulteriori effetti negativi nella vita delle famiglie dei lavoratori interessati dal processo di chiusura e sul territorio della provincia, già provato dagli effetti della crisi economica e finanziaria. A quell’annuncio, si sono susseguite proteste e prese di posizioni ufficiali che hanno stigmatizzato tale decisione, anche perché assunta in una situazione di evidente profitto economico. “Ad oggi – ha dichiarato Antonio Gagliardi, segretario generale Flai Cgil Lecce – a fronte dell’avvio di taluni aspetti propedeutici contenuti nel Piano Sociale per la riconversione industriale, si stanno determinando situazioni di discriminazione, come appare evidenziarsi nelle problematiche relative ai 20 lavoratori ex Aams. Infatti, per costoro, anch’essi oggetto del Piano Sociale sottoscritto in data 2 dicembre 2010, BAT Italia SpA, con il concorso del Ministero dello Sviluppo Economico, si era impegnata esplicitamente, presso lo stesso dicastero, a ricercare la possibilità della ricollocazione negli enti pubblici, così come è stato possibile fare, nel recente passato, per altri lavoratori ex Aams, ovvero assicurare loro l’inquadramento previdenziale del settore pubblico (Inpdap). Ciò, oramai, non è neppure ipotizzabile – ha aggiunto Gagliardi – in quanto il processo industriale in corso li vedrebbe in carico alla previdenza del settore privato (Inps). In tale contesto, anche se vi è la garanzia della riassunzione presso nuovi soggetti imprenditoriali, viene meno uno dei punti fondamentali sottoscritti da BAT Italia SpA”. Ma anche un altro punto del Piano Sociale non risulterebbe, ancora oggi, rispettato nei confronti di questi lavoratori, e cioè il mancato avvio alla prevista formazione professionale (benché per tutti gli altri ex dipendenti BAT sia già avviata), in grado di garantire che all’atto dell’assunzione gli stessi non accusino l’handicap della mancata professionalizzazione e,quindi, una evidente difficoltà sul piano lavorativo. “Al danno si aggiunge la beffa – ha continuato il segretario Flai Cgil –. I lavoratori ex Aams sarebbero costretti a sostenere i costi della ricongiunzione contributiva; com’è noto, per effetto delle novità introdotte dall’attuale Governo attraverso la legge n. 122/2010, a partire dal 1° luglio 2010, la ricongiunzione dei contributi previdenziali/assistenziali negli enti di previdenza ai fini pensionistici è onerosa. Da una nostra prima ricognizione il costo di tale operazione, per singolo lavoratore, si aggirerebbe tra i 90mila e i 120mila euro a loro totale carico. E’ una situazione davvero critica, di fronte alla quale sono necessarie risposte adeguate da parte della dirigenza BAT Italia SpA e che attendiamo nel prossimo incontro fissato per venerdì 4 novembre a Roma, nella sede della multinazionale”. Intanto i lavoratori ex AAMS non stanno con le mani in mano: è stato organizzato per la vigilia dell’incontro, il 3 novembre, un sit-in presso la Prefettura di Lecce, con il quale chiedere al prefetto Giuliana Perrotta di esporre i punti del Piano Sociale non onorati. Il tempo stringe, perché vi è il vincolo del 31 dicembre prossimo, data in cui BAT Italia SpA sarà definitivamente fuori dall’accompagnare il processo di reinsediamento imprenditoriale. 15 giugno 2011 Riconversione Bat. Tutto nei tempi LECCE – Si è tenuto nella tarda mattinata di ieri presso la sede di Confindustria Lecce, l’incontro di verifica del piano di riconversione di Bat Italia Spa, alla presenza dei rappresentanti dell’Associazione, delle aziende coinvolte (Bat Italia Spa, Jacobucci Spa, Korus srl e In.ser.Salento) e dei sindacati territoriali interessati. L’incontro è stato organizzato da Confindustria Lecce e dalle imprese per fare il punto sullo stato di attuazione del piano di riconversione del sito Bat di Lecce. Nel corso della riunione, infatti, sono stati ribaditi i punti salienti del processo di riconversione che si sta attuando nel pieno rispetto delle modalità e in anticipo rispetto ai tempi previsti dall’accordo sindacale siglato a Roma lo scorso 2 dicembre. Bat Italia ha confermato che lo smantellamento del sito è stato portato a compimento nello scorso mese di aprile e che lo stabilimento sarà consegnato, come da accordi tra le parti, a Jacobucci Spa e Korus srl entro il 31 luglio 2011. Inoltre, sulla base delle richieste delle Organizzazioni Sindacali, sono stati illustrati alcuni aspetti del ricollocamento delle maestranze: 33 sono i dipendenti già assunti con contratti a tempo indeterminato presso le aziende Iacobucci e Korus; entro il 31 dicembre 2011 saranno effettuate le assunzioni dei lavoratori ex Bat Italia e dei lavoratori interinali, i quali saranno preventivamente formati per la riqualificazione professionale mediante un piano, predisposto in collaborazione con Confindustria Lecce, che sarà condiviso con i sindacati; entro il 28 febbraio 2012 si procederà all’assunzione dei lavoratori provenienti dalle aziende terze dell’indotto. In.ser.Salento srl ha precisato che, con la consegna del sito, a partire dal mese di agosto, si procederà all’installazione delle linee di produzione e dei macchinari per avviare i processi produttivi. “Non avevamo alcun dubbio circa l’andamento del processo di riconversione che, come da nostre informazioni, procedeva nei tempi previsti dal piano e secondo gli accordi sottoscritti presso il Ministero dello Sviluppo Economico – ha dichiarato il vice presidente vicario di Confindustria Lecce, con delega alle Relazioni Industriali, Vincenzo Benisi -. Tuttavia, è stato necessario fare chiarezza a beneficio di chi, in questi giorni, aveva paventato ritardi nell’attuazione del piano di riconversione”. 01/03/2011 Riconversione Bat? ‘In regola’ LECCE – “La riconversione della Bat, British American Tobacco Italia SpA, e il trasferimento dei lavoratori sta avvenendo secondo i criteri concordati con le organizzazioni sindacali”. Sgombra il campo da polemiche la società, intervenendo in riferimento alle dichiarazioni di un esponente della Fim Cisl, secondo cui ci sarebbero state presunte violazioni degli accordi relativi al trasferimento dei lavoratori presso i nuovi soggetti industriali che si insedieranno nello Stabilimento di Lecce. “Tali dichiarazioni sono del tutto prive di fondamento”, dichiarano i vertici della Bat che precisano come l’esponente della Fim Cisl non sia nè firmatario degli accordi né abbia partecipato alle negoziazioni sindacali sulla riconversione del sito leccese. In merito alle modalità di trasferimento dei lavoratori presso i soggetti industriali protagonisti del piano di riconversione, la società rende noto che Bat Italia, in linea con quanto sottoscritto con le organizzazioni sindacali Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil nazionali e territoriali e la rsu dello stabilimento lo scorso 1 dicembre, ha adottato quali criteri per la ricollocazione del personale le esigenze tecnico-professionali ed organizzative di tali soggetti imprenditoriali. Tali modalità sono state ulteriormente condivise con le organizzazioni sindacali nazionali. Relativamente al presunto obbligo di scelta tra la ricollocazione e l’uscita incentivata, Bat Italia precisa che il piano sociale sottoscritto con le organizzazioni sindacali lo scorso 1 dicembre indica nel 31 marzo 2011 la data ultima per la scelta da parte dei lavoratori. Al fine di minimizzare i possibili disagi degli stessi, Bat Italia, in linea con quanto chiesto dalle organizzazioni sindacali nel corso dell’incontro tenutosi lo scorso 8 febbraio, ha avviato le consultazioni con i lavoratori già dal mese di febbraio, senza costringere nessuno a prendere una decisione prima della data ultima indicata. In ultimo, Bat Italia ribadisce come nessun impegno previsto dall’accordo sindacale sia stato disatteso e che l’esecuzione del piano sociale e di riconversione sta procedendo esattamente nelle modalità e nei tempi previsti dall’accordo stesso. Articolo correlato: Quattro aziende per la Bat 29 gennaio 2011 Riconversione Bat: le aziende presentano i piani industriali Tre delle quattro aziende (assente Hds) protagoniste del Piano di riconversione dello stabilimento leccese di British American Tobacco Italia, che ha chiuso i battenti, hanno presentato i rispettivi business plan presso la sede di Confindustria, il 28 gennaio, nella sede del capoluogo salentino. Si tratta di Iacobucci Hf, Korus e Call Gest che si occupano rispettivamente di produzione di componenti per l’aeronautica, edilizia e call center. Sono realtà italiane che intendono “consolidare e sviluppare il proprio business generando opportunità di sviluppo per le persone e per il territorio leccese”. Insomma, la loro presenza – dicono – non sarà classificata come “toccata e fuga”. Al contrario, l’obiettivo è innescare un percorso virtuoso che contribuirà al rinnovamento e allo sviluppo in senso innovativo del sistema produttivo locale. Al punto da riuscire a creare nuovi posti di lavoro? E’ ciò che si spera. Per ora, la priorità riguarda il futuro del lavoratori della Bat e il loro “riassorbimento” ovvero la loro ricollocazione all’interno delle nuove attività. A dirlo sono Antonio Corvino, Direttore Generale Confindustria Lecce; Sergio Corbello, Presidente Cda CallGest; Lucio Iacobucci, Presidente Gruppo Iacobucci HF e Filippo Piccone, Presidente Cda Korus; “Le società – afferma Corvino – consentiranno al nostro sistema economico di continuare sulla strada degli investimenti con importanti prospettive di crescita, anche in settori ad alto valore aggiunto. In tal senso, occorre rimarcare l’impegno ed il senso di responsabilità di Bat Italia che, dovendo procedere alla chiusura del sito di Lecce, si è preoccupata di avviare un processo efficace di riconversione che assicurasse un futuro alla manodopera impiegata e sviluppo per l’economia locale”. Per Corbello, la presenza della società all’iniziativa leccese si inserisce coerentemente nelle strategie aziendali di sviluppo e mira a costituire, nel medio periodo, un polo pugliese, specializzato in servizi a primaria clientela nazionale. “Gli obiettivi di crescita e di incremento delle attività di business del Gruppo Iacobucci HF per i prossimi anni prevedono un aumento della capacità produttiva per lo sviluppo di nuovi prodotti e l’ingresso in nuovi mercati” afferma Lucio Iacobucci. “Ciò trova riscontro nel piano industriale a supporto dell’operazione che ha interessato il sito produttivo di Lecce. Crediamo infatti che tale operazione possa rappresentare una importante opportunità di crescita comune per un progetto industriale strutturato che possa assicurare continuità di impiego e valore professionale alle risorse coinvolte nel progetto di riconversione del sito, per le quali prevediamo un processo di formazione adeguato alla produzione di componenti per prodotti utilizzati in ambito aeronautico, core business dell’azienda in cui siamo vantiamo una consolidata esperienza”. La Korus, dal canto suo, intende cogliere l’opportunità di un insediamento produttivo nell’area industriale dell’ex Bat Italia per la produzione di infissi, porte e affini. “Le ragioni che hanno indotto l’azienda a prendere questa decisione – dichiara Filippo Piccone – possono essere riassunte in tre punti strategici: (i) la possibilità di riconvertire rapidamente una forza lavoro qualificata potendo anche usufruire di qualche vantaggio economico (mobilità); (ii) il fatto che il suo programma di espansione nei prossimi anni sarà concentrato soprattutto al Sud, area nella quale la Puglia recita un ruolo di primo piano; (iii) tra le regione del Sud riteniamo la Puglia la più ‘tranquilla’ e ricadente nell’Obiettivo 1, con la possibilità di utilizzare sostegni per lo sviluppo dello stabilimento. Il programma di espansione aziendale Korus già conta significative presenze in altre regioni meridionali quali l’Abruzzo ed il Lazio; riteniamo l’area di Lecce la più bassa in termini di criminalità organizzata”. Articoli correlati La crisi della Bat di Lecce (10 dicembre 2010) Manifattura Tabacchi chiude (2 settembre 2010) Di seguito le schede dettagliate sui singoli piani industriali delle tre aziende coinvolte KORUS L’azienda è una realtà leader nella produzione di infissi in alluminio, allumino – legno e PVC. Attrattiva dell’investimento a Lecce e nuove produzioni – Espansione nel Sud Italia alla ricerca di nuovi mercati – Aumento della capacità produttiva per lo sviluppo di nuovi prodotti (persiane blindate, infissi in legno, zanzariere e portoncini blindati) L’azienda prevede una solida crescita per il fatturato (dagli attuali 20 milioni di euro fino ai 44 entro il 2013) , grazie anche alla produzione di Lecce Le risorse I profili ricercati delle risorse per la produzione leccese sono – Operai per l’utilizzo delle macchine a elevata automazione – Operai per l’assemblaggio di componenti – Capi reparto – Responsabili qualità – Manutentori – Operatori logistici – Impiegati e amministrativi Assorbiti 70 lavoratori Bat Una mirata azione formativa dovrà consentire di trasferire ai dipendenti nuove conoscenze e competenze necessarie all’inserimento processo produttivo e lavorativo. Investimenti – Ristrutturazione e adeguamento dei locali (circa 10.000 mila mq) – Acquisto e installazione di macchinari (circa 10 milioni di euro cumulati nei prossini 4 anni) Tempi attività: ad aprile inizierà la formazione CALL GEST E’ una società di call canter, leader nei servizi alle aziende operanti nel settore energia Attrattiva degli investimenti a Lecce – Necessità di espandere la propria capacità di garantire copertura di tutte le ore di lavoro richieste dai principali clienti – Sviluppo di nuovi clienti – Creazione di un mini – distretto in un nuovo contesto industriale Lo stabilimento di Lecce si concentrerà sulla commessa chiave per l’azienda: l’energia. E’ prevista una crescita elevata del fatturato, grazie al sito di Lecce, già nel 2011 (+ 2,7 milioni di euro) Investimenti previsti – Ristrutturazione e adeguamento dei locali (500mila euro) – Realizzazione di sale dedicate alla formazione – Installazione di 100 postazioni per l’attività di call center (35mila euro) – Acquisto di computer (50mila euro) – Installazione di centrale telefonica (100mila euro) – Installazione di un server – Connessioni e cabalggi L’investimento complessivo in tecnologia e ristrutturazione pari a circa 1 milione di euro Formazione Per tutti i dipendenti si prevede un’attività di formazione composta da tre principali aree tematiche: generale (2 settimane), tecnica (1 settimana) e commerciale (2 settimane). Elemento cardine della strategia aziendale è rappresentato dai continui investimenti previsti in questo settore. Assorbiti 31 lavoratori Bat Tempi inizio attività: entro 60 giorni dalla resa operativa dello stabilimento IACOBUCCI Azienda leader mondiale nella progettazione, certificazione, produzione, commercializzazione e manutenzione di apparecchiature e accessori per il servizio a bordo di aeromobili, a elevato contenuto tecnologico. Attrattiva degli investimenti a Lecce – Sviluppo di nuovi prodotti – Ingresso in nuovi mercati – Presenza di un distretto aeronautico nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto – Presenza di un polo specializzato sulle nanotecnologie presso l’Università di Lecce Produzioni previste a Lecce – Settore aeronautico (85%) – Componenti per yacht (15%) Fasi produttive nel sito di Lecce – Nei primi 3 – 4 anni, nel sito di Lecce, si produrranno componenti da assemblare presso il sito di Ferentino (Frosinone), in attesa di certificazione da parte dell’Enac – Con la certificazione, le produzioni potranno “allargarsi” fino alla fase di consegna al cliente – Nel lungo periodo, Lecce potrebbe diventare un magazzino per il mercato dell’after market I risultati attesi riguardano un forte incremento del fatturato (+ 20 milioni di euro entro il 2013) nel prossimo triennio fino a 45 milioni di euro complessivi Risorse umane necessarie – Operai – Manutentori – Operatori logistici – Impiegati e amministrativi – Capi reparto – Responsabili qualità La formazione per la prime 4 categorie durerà un mese; dai 6 ai 12 mesi per le ultime due, al fine di ottenere le certificazioni richieste dall’Enac. Lavoratori Bat assorbiti: 200 Tempo delle attività: dopo la fase di formazione, inizierà quella produttiva ed entro 3 anni, Lecce sarà il polmone produttivo di tutte le aziende del gruppo Investimenti previsti – Ristrutturazione e adeguamento dei locali, con impiantistica e opere murarie – Acquisto e installazione di macchinari per la lavorazione dell’alluminio – Acquisto e installazione dei macchinari per l’anodizzazione dell’alluminio – Acquisto e installazione dei macchinari per l’imballaggio – Creazione di magazzini per i ricambi L’azienda conta di investire complessivamente dai 5 ai 10 milioni di euro. Per le tre aziende, la partenza delle attività produttive dipende dal tempo necessario per rendere operative le strutture.

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