Migranti bambini. 426 in Puglia nel 2012

IL DOSSIER. Bari. Presentato il rapporto di Save the children sui “minori non accompagnati”. Ospitati soprattutto nel Salento. Ma l’accoglienza è ancora carente

BARI – “Eravamo in mare da otto giorni. Vedevamo l’Italia da lontano, ma la barca era ferma perché stavano aspettando che qualcuno venisse a prenderci per guidarci verso la terra. L’appuntamento era previsto per quel giorno, sabato, ma non so per quale motivo non è arrivato nessuno. Siamo rimasti altri due giorni in mare senza cibo né acqua. Poi è arrivata una barca della polizia italiana e così abbiamo potuto bere”. (S. 16 anni, egiziano) Hanno raggiunto le coste pugliesi da soli. Senza la famiglia, senza la protezione di un adulto. Hanno sopportato condizioni indicibili, subendo violenze e maltrattamenti di ogni tipo. Erano, e sono, bambini. Ma hanno rinunciato alla propria età, per ripartire da zero, in un posto che conoscono, tra persone che non conoscono. Nei primi nove mesi del 2012, da gennaio a settembre, 426 minori sono arrivati in Puglia dall’Afghanistan, dal Pakistan, dall’Egitto e da molte altre nazioni in difficoltà. Erano maschi, soprattutto: 424; solo due le femmine. Li chiamano “minori non accompagnati”. Una definizione che in appena tre parole racconta una condizione di disperazione tra le più gravi in assoluto: sono migranti bambini e sono soli. Lo scorso giovedì, nell’aula del Consiglio regionale a Bari, la garante pugliese dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza Rosy Paparella, ha presentato l’esperienza condotta in Puglia dall’associazione umanitaria internazionale “Save the Children” nell’ambito del progetto “Presidium”. Coordinato dal Ministero dell’Interno (Dipartimento Libertà civili e Immigrazione), il progetto ha riguardato il monitoraggio delle comunità alloggio per minori in Sicilia, Puglia e Calabria, restituendo una fotografia dei flussi di minori in arrivo dal 1° gennaio al 30 settembre 2012 e delle condizioni di accoglienza dei minori non accompagnati nelle comunità che li hanno ospitati. L’attività svolta da Save the children sui territori maggiormente presi di mira dei flussi migratori è contenuta nel rapporto “L’accoglienza dei minori in arrivo via mare” (la testimonianza di S., riportata in alto, è tratta dal rapporto, a p.12), un lavoro molto dettagliato nel quale, Regione per Regione, vengono illustrati numeri, condizioni, episodi particolari riscontrati sul campo. Il fenomeno è molto più complesso di quanto una serie di numeri possa spiegare, tuttavia il rapporto fornisce informazioni utili per riorganizzare un settore, quello dell’accoglienza, che va necessariamente strutturato in maniera articolata e senza improvvisazione. Soprattutto in Regioni, come la Puglia, che per la loro collocazione geografica sono costantemente chiamate in causa in prima persona dal fenomeno e non possono tirarsi indietro. E infatti nel presentare il rapporto di Save the children, Paparella ha parlato di “un ottimo punto di partenza da cui continuare a sviluppare la conoscenza, la riflessione e l’approfondimento su temi che riguardano la tutela dei minori, in particolare di quelli extracomunitari arrivati in Italia via mare”. Una sezione specifica del dossier mette in luce tutte le criticità e le mancanze di cui il territorio – a volte anche in maniera incolpevole – si rende responsabile nell’ambito dell’accoglienza dei migranti. E dei minori in particolare. Ma riconosce anche le buone prassi adottate dalle strutture convenzionate con gli enti locali (il Comune di Bari ha obbligato le comunità a dotarsi di un servizio di mediazione culturale e assistenza legale): in generale, mentre le condizioni abitative si mantengono adeguate, è stato rilevato un calo di qualità dovuto alle difficoltà economica degli enti gestori, e che riguarda in particolare la fornitura di beni di prima necessità e nell’erogazione del pocket money (ovvero il denaro che periodicamente è assegnato ai migranti per evitare che entrino in circuiti illegali, spinti dal bisogno economico). L’analisi ha inoltre riguardato le pratiche legate al riconoscimento dell’età dei minori, la tutela e il diritto al soggiorno, all’istruzione e alla salute, la protezione internazionale, aspetti sui quali c’è ancora molto da fare. Dei 426 minori che hanno raggiunto la Puglia da gennaio a settembre 2012, più della metà sono afghani (il 57%), alta anche la percentuale di egiziani (23%). L’81% di loro, al momento dello sbarco, aveva tra i 16 ed i 17 anni, il 12% aveva 15 anni, il 5% 14 anni ed il 2% dai 13 ai dieci anni. Save the Children ha monitorato il collocamento di 371 di loro, accolti in 39 comunità pugliesi. In particolare, 205 minori, la stragrande maggioranza, sono stati ospitati nel Salento, in dieci diverse strutture di accoglienza; 68 hanno trovato “casa” in dieci centri del Barese; 48 sono stati ospitati in sei strutture in provincia di Brindisi; in altrettante comunità tarantine hanno trovato accoglienza 27 minori; ed altri 22 in sei centri foggiani; solo uno in provincia di Bat. Tuttavia l’82% di loro si è allontanato arbitrariamente dalla struttura che lo ospitava. Nel complesso, tra minori arrivati nel corso dell’anno e minori già presenti in regione, al 30 settembre 2012 in Puglia vi erano 239 minori non accompagnati e 48 neo-maggiorenni distribuiti in 47 comunità dell’intero territorio regionale: 100 nel Barese (in 14 strutture), 63 a Lecce (in 13 strutture), 42 a Foggia (in cinque strutture), 40 a Brindisi (in otto strutture), 26 a Taranto (in cinque strutture), otto nella Bat (in una struttura). I minori collocati in comunità nel 2012 rappresentano il 69% del totale dei presenti. Il 24% sono giunti via mare. Il 45% sono minori che hanno fatto ingresso in comunità a seguito di rintraccio sul territorio o provenienti dai Cara dove erano stati inizialmente identificati come maggiorenni, oppure trasferiti in comunità dalle Sat. Provengono in maggioranza dal Bangladesh (35%), dall’Afghanistan (15%), da Egitto (13%), Pakistan (6%), Tunisia e Costa d’Avorio (4%) Il 62% dei minori migranti che si trovano oggi sul territorio pugliese ha 17 anni, il 16% ha 16 anni, il 4% 15 anni. I minori da 14 anni in giù rappresentano l’1% del totale. Il 17% ha da poco compiuto 18 anni. // Tutti gli sbarchi in Italia Dal 1 gennaio al 30 settembre 2012 i migranti arrivati in Italia via mare sono stati 9.029, di cui 671 donne, 243 minori in nucleo familiare e 1.272 minori non accompagnati. I minori arrivati via mare sono stati quindi 1.515, pari al 14% dei migranti. La maggior parte dei migranti sono di nazionalità tunisina (2.025), somala (1.351), afgana (1.342) e egiziana (1.083). Il maggior numero di migranti sono arrivati sulle coste siciliane (5.336), ovvero circa il doppio di quelli arrivati in Puglia (2.085) e il triplo di quelli arrivati in Calabria (1.608). Per quanto riguarda i 1.272 minori non accompagnati arrivati via mare si rileva che la maggior parte sono di nazionalità afgana (366), egiziana (355) e somala (211) e sono arrivati sulle coste siciliane (620; 426 in Puglia e 226 in Calabria), mentre il maggior numero di minori accompagnati sono afgani (164) e siriani (56) arrivati principalmente sulle coste calabresi (134; 100 in Puglia e solo 9 in Sicilia). Circa il 70% dei minori non accompagnati ha un’età compresa tra i 16 ed i 17 anni. // Tutti gli sbarchi in Puglia Tra il 1 gennaio e il 30 settembre 2012 sono stati registrati 54 rintracci di migranti avvenuti in mare o subito dopo lo sbarco, di cui 49 lungo la costa salentina (tra Gallipoli e Otranto). Altri due sbarchi hanno riguardato la costa barese, due quella garganica ed uno quella tarantina. Nel complesso hanno raggiunto le coste pugliesi 2.085 migranti (di cui 1.660 nel Salento, 199 nel barese 127 nel foggiano e 99 nel tarantino), 369 rispetto allo stesso periodo del 2011. La percentuale dei minori non accompagnati rispetto al totale dei migranti è rimasta stabile rispetto al 2011, mentre il numero dei minori accompagnati, e quindi dei nuclei familiari con bambini, è diminuito. Articoli correlati: Minori in fuga. Cala la qualità dell’accoglienza Immigrazione, la Carta dei diritti e doveri Immigrazione. In Puglia fa rima con accoglienza Traffici umani. Diario di viaggio Emergenza immigrati Emergenza immigrati 2

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