Classamento degli immobili. Perrone cede: ‘Ricorso al Tar’

Lecce. Il sindaco di Lecce ha accettato di impugnare il diniego dell’Agenzia del territorio sulla sospensione del classamento

LECCE – Alla fine ha ceduto. Il sindaco di Lecce Paolo Perrone ha annunciato che impugnerà davanti al Tar la motivazione con la quale l'Agenzia del Territorio ha respinto la richiesta di sospensione del classamento degli immobili voluto dalla sua Giunta nel 2010. Il primo cittadino ha fatto sapere di aver effettuato tutte le verifiche del caso arrivando a confermare quanto sostenuto, nelle scorse settimane, da opposizione ed associazioni di tutela dei consumatori, ovvero che il rilassamento avrebbe costituito un eccessivo carico fiscale sui cittadini. Tuttavia Perrone ha difeso la scelta della sua Giunta di affidare il classa mento all’Agenzia del territorio in quanto nel corso degli anni si era creata in molte zone della città una sproporzione tra la rendita catastale ed il valore di mercato degli immobili. “Perrone evidentemente ha compreso, con colpevole ritardo, che la minoranza può avere ragione se ci si mostra capaci di saperla ascoltare, e non solo di offenderla – ha commentato Carlo Salvemini, di Lecce bene Comune -. Ma non è capace di ammetterlo, come Fonzie in Happy days. Tanto che ancora oggi parla di ‘opposizione senza argomenti’. Per due anni ha tenuto nascosto ai leccesi che era stato richiesto il riclassamento; solo dopo l'iniziativa di Lecce Bene Comune è stato costretto ad ammettere che ci si trovava di fronte non ad un atto dovuto ma ad una scelta politica; non ha inteso, come da noi proposto, revocare la delibera ma ha voluto rivolgere un semplice invito all'Agenzia del territorio, prevedibilmente non accolto; ha scritto una lettera a tutti i concittadini sull'Imu scaricando ogni responsabilità legata all'aumento delle aliquote sul governo Monti ed omettendo di informarli della batosta degli estimi; non ha informato tempestivamente il Consiglio Comunale della lettera ricevuta il 29 novembre, che solo oggi, dopo la sollecitazione della minoranza, annuncia di voler impugnare. Come sempre incapace di assumersi responsabilità politiche, questa volta cerca di indicare l'Agenzie del Territorio come artefice di un provvedimento che ha invece rivendicate ragioni politiche. Un errore dopo l'altro. L'augurio è che si possa ancora rimediare”. Poi Salvemini conclude: “Che gli valga comunque come insegnamento: la prossima volta sia meno arrogante e mostri di aver compreso una banalità: in politica saper ascoltare gli avversari è dimostrazione di intelligenza, non di debolezza”. Articolo correlato: Rendite catastali +20%. Il Codacons con i cittadini

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