Augusta. Quattro secoli di carcere alla Scu

 

Lecce. Droga ed estorsione nel capoluogo salentino e non solo. Intarda serata le condanne in rito abbreviato nell’aula bunker del carcere

LECCE – Quattro secoli di carcere. E’ questa la condanna, al termine del giudizio con rito abbreviato, per 49 imputati nel processo nato dall’operazione “Augusta”. Gli altri otto, su 57, sono stati assolti. La sentenza è arrivata in tarda serata nell’aula bunker del carcere di Lecce ad opera del gup Giovanni Gallo. Il clan storico della Scu, secondo quanto riferito dal procuratore Cataldo Motta nei mesi scorsi, stava tentando di rigenerarsi, a prova di come la Sacra Corona unita continui a rinascere ed autoalimentarsi. Tra i membri del clan sgominato, nell’ottobre 2011, dall’operazione dei carabinieri del Reparto operativo speciale e del comando provinciale di Lecce, spicca il nome di Salvatore Rizzo, detto Totò, 60 anni, già condannato all’ergastolo, condannato ieri a 13 anni di reclusione. E’ a lui che faceva riferimento un sodalizio di fatto ripartito in due distinti gruppi. Il primo, facente capo ad Ivan Fiorentino, già affiliato allo storico clan di Giuseppe Lezzi, e Nicolino Maci, ed operante a Lecce e Cavallino, ma anche a Vernole, San Cesario e San Donato. Entrambi sono stati condannati 22 anni di reclusione; si tratta delle condanne più pesanti tra quelle inflitte. Al vertice del secondo gruppo vi erano Alessandro Verardi, oggi collaboratore di giustizia, ed Andrea Leo, detto “Vernel”, influente sulla zona di Cavallino, Castromediano, Lizzanello, Merine, Vernole, Melendugno, Caprarica, Calimera e Martano. A Verardi sono stati inflitti otto anni di reclusione; a Leo, 16 anni. Le altre condanne. 15 anni a Tonino Caricato; 13 anni a Roberto Schiavi; 12 anni a Luigi Santoro e Luigi Lazzari; dieci anni ed otto mesi a Stefano Mazzeo. Dieci anni sono stati inflitti a Sergio Greco, Marco Greco, Massimiliano Bracale, Oliviero Centonze, Francesco D’Ostuni, Maurizio Di Nunzio, Antonio Pepe. Otto anni a Rossana Elia, Davide Longo, Francesco Pastore e Mauro Ingrosso. Sette anni e sei mesi a Riccardo Mele; sette anni a Alessandro Fago, sei anni ed otto mesi a Serenella Fiorentino e Pietro Rampino; sei anni a Claudio Lazzari, Gabriele Rizzo, Alessandro Perrone, Alberto Piccari. Condannato a cinque anni Raffaele Martena; a quattro anni e otto mesi Federica Ciminiello; a quattro anni e due mesi Gabriella De Leo, Pietro De Leo e Davide Pasca. Quattro anni tondi per Claudio Camassa, Nicola Pinto, Alessandro Cocco. L’accusa per tutti, a vario titolo, è di associazione per delinquere di stampo mafioso, finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso. L’inchiesta ha documentato il processo di riorganizzazione del sodalizio sotto la guida del pregiudicato Ivan Firenze, già affiliato al clan della Scu capeggiato dal defunto boss Giuseppe Lezzi, evidenziandone il ruolo centrale nel traffico di stupefacenti nel capoluogo salentino ed in altri Comuni della provincia. I principali canali di approvvigionamento erano il Lazio e l’Olanda: il primo riconducibile al gruppo criminale diretto da Carmine Fasciani, storicamente attivo nell’area del litorale romano; il secondo a “canali olandesi” creati dallo stesso Lezzi. Ma sono finite al centro dell’inchiesta, non solo le attività collegate allo spaccio, bensì anche quelle di guardiania dei locali pubblici, esercitate quasi in regime di monopolio. Rizzo, infatti, titolare dell’Iron service, avrebbe imposto con la forza alle aziende i servizi della sua impresa. 20 marzo 2012 Operazione Augusta, indagini chiuse. In 67 rischiano il processo LECCE – Le indagini sono chiuse ed il provvedimento di avviso è stato notificato a 67 persone. Tutte ritenute più o meno direttamente collegate al clan del boss Salvatore Rizzo, detto Totò, 59 anni, già condannato nel primo maxi processo alla Scu. Il lavoro degli inquirenti,d urato quattro anni, ha documentato il tentativo di ricostruire il clan, a dimostrazione di quanto più volte spiegato dal procuratore Cataldo Motta, che ha dimostrato come la Sacra Corona Unita prosegua la sua attività ed il suo controllo del territorio nonostante i leader storici siano stati arrestati. Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Ros coordinati dal colonnello Paolo Vincenzoni, e dagli uomini del comando provinciale di Lecce, guidati dal colonnello Maurizio Ferla. Il 4 ottobre scorso vennero eseguite 49 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Alcide Maritati su richiesta proprio di Motta, dell’aggiunto Antonio De Donno e del sostituto Francesca Miglietta. I restanti 18 sono indagati a piede libero. L’accusa per tutti, a vario titolo, è di associazione per delinquere di stampo mafioso, finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso. Ma al centro dell’inchiesta non ci sono le attività collegate allo spaccio, ma anche quelle di guardiania dei locali pubblici, esercitate quasi in regime di monopolio. 5 ottobre 2011 Operazione ‘Augusta’. Si costituisce uno dei quattro ricercati LECCE – Si è costituito in mattinata consegnandosi ai carabinieri di Brindisi uno dei quattro ricercati nell’ambito dell’operazione “Augusta”; si tratta di Alessandro Fago, sfuggito al blitz di ieri. Un altro, pare si tratti di Alessandro Luigi Cocco, starebbe rientrando dalla Spagna in queste ore per costituirsi a Roma. Intanto stamattina in 13 si sono presentati davanti al gip Alcide Maritati per l’interrogatorio di garanzia; tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere: Rossana Elia, Serenella Fiorentino, Marco Greco, Raffaele Martena, Stefano Mazzeo, Giuseppe Mazzeo, Alessandro Perrone, Andrea Leo, Luigi Santoro, Alessandro Verardi, Tonino Caricato, Francesco Caricato, e Francesco Pastore. Simone Corrado, di Cavallino, accusato di associazione mafiosa, è stato l’unico a rispondere, negando ogni vincolo con gli arrestati se non di parentela. Gli interrogatori proseguiranno domani e dopo domani. 4 ottobre 2011 aggiornamento delle ore 13 Scacco alla Scu. 49 arresti. Il clan riforniva di coca la ‘Lecce bene’ 49 arresti per associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso. E’ l’operazione “Augusta” condotta dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Lecce. I provvedimenti scaturiscono da un’indagine avviata dal Ros sin dal 2007 sul clan Rizzo di Lecce, facente capo al boss detenuto Salvatore Rizzo, esponente di vertice della Sacra Corona Unita leccese, arricchita da due ulteriori attività investigative condotte nel 2011 dai carabinieri delle Compagnie di Maglie e Lecce. In particolare, l’inchiesta ha documentato il processo di riorganizzazione del sodalizio sotto la guida del pregiudicato Ivan Firenze, già affiliato al clan della Scu capeggiato dal defunto boss Giuseppe Lezzi, evidenziandone il ruolo centrale nel traffico di stupefacenti nel capoluogo salentino ed in altri Comuni della provincia. I principali canali di approvvigionamento erano il Lazio e l’Olanda: il primo riconducibile al gruppo criminale diretto da Carmine Fasciani, storicamente attivo nell’area del litorale romano; il secondo a “canali olandesi” creati dallo stesso Lezzi. A seguito dell’arresto di Firenze, avvenuto nel gennaio 2008, la gestione delle attività illecite del sodalizio era stata affidata a Nicolino Maci che, attraverso le cosiddette “sfoglie”, riceveva dal carcere le disposizioni di Firenze. Le attività di indagine nei confronti di Maci hanno evidenziato, tra l’altro, come fosse stata costituita una “cassa comune” per le esigenze complessive dell’organizzazione (acquisto di telefonini, schede, autovetture, moto, ecc.), nonché per il sostegno legale agli affiliati. Accertato anche il coinvolgimento del sodalizio nel controllo, in regime pressoché monopolistico, dei servizi di guardiania agli esercizi pubblici locali, realizzato mediante le attività dell’agenzia “Iron Service”, con sede a Lecce, riconducibile a Firenze ed a Salvatore Rizzo. Le indagini coordinate nei confronti del sodalizio hanno evidenziato come Rizzo, d’intesa con Alessandro Verardi, avesse più recentemente costituito un nuovo gruppo dedito al narcotraffico, capeggiato dallo stesso Verardi e da Andrea Leo, chiamato Vernel, documentandone l’operatività nello spaccio di stupefacenti in diversi comuni della provincia salentina. È stata infine accertata l’operatività di un distinto gruppo criminale, diretto dal detenuto Roberto Solito e dalla compagna Rossana Elia, dedito prevalentemente al traffico ed allo spaccio di cocaina nella zona di Lecce e nei comuni limitrofi mediante una rete di spacciatori “al dettaglio”. Gli indagati si rifornivano stabilmente di stupefacente da Raffaele Martena, già tratto in arresto nel 2009 a conclusione dell’indagine “Motorace”, nell’ambito della quale era risultato in collegamento con il più noto clan “Buccarella” di Tuturano (Brindisi), federato alla frangia rogoliana della Scu. Nel complesso, l’indagine ha confermato i rapporti tra i principali sodalizi mafiosi dell’area, funzionali soprattutto al controllo del traffico di stupefacenti, delle estorsioni e dei servizi di sicurezza nei locali e pubblici spettacoli, evidenziando come la Scu leccese tenti di rimodulare le proprie strategie, individuando in attività imprenditoriali apparentemente lecite, nuove e remunerative fonti di guadagno e di controllo del territorio.

// Gli arrestati

Salvatore Rizzo

Salvatore Rizzo, nato a Castrignano del Capo (Le) il 23.12.1951, capo clan, detenuto presso la Casa Circondariale di Saluzzo (Cn);

Ivan Firenze

Ivan Firenze, nato a Lecce il 18.2.1971, luogotenente di Rizzo e capo del gruppo mafioso “Firenze – Maci”, detenuto presso la Casa Circondariale di Padova;

Massimiliano Bracale

Massimiliano Bracale, nato a Lecce il 24.8.1970, lì residente;

Claudio Camassa

Claudio Camassa, nato a Lecce l’8.5.1957, residente a Lequile;

Oliviero Centonze

Oliviero Centonze, nato a Zurigo il 27.7.1970, residente a Lecce;

Federica Ciminiello

Federica Ciminiello, nata a Lecce il 18.11.1983, lì residente;

Alessandro Luigi Cocco

Alessandro Luigi Cocco, nato a Roma il 24.6.1983, lì residente;

Simone Corrado

Simone Corrado, nato a Lecce il 18.9.1981, residente a Cavallino;

Gabriella De Leo

Gabriella De Leo, nata a San Donato il 16.3.1967, residente a Lecce;

Pietro De Leo

Pietro De Leo, nato a San Donato il 2.5.1976, residente a Lecce;

Maurizio Di Nunzio

Maurizio Di Nunzio, nato a Scorrano il 22.6.1984, detenuto presso la Casa Circondariale di Viterbo;

Francesco DOstuni

Francesco D’Ostuni, nato a Lecce il 9.6.1956, lì residente, domiciliato a Ravenna;

Rossana Elia

Rossana Elia, nata a Melendugno, il 6.8.1968, residente a Lecce;

Serenella Fiorentino

Serenella Fiorentino, nata a Lecce il 5.5.1969, detenuta presso la Casa Circondariale di Lecce;

Marco Greco

Marco Greco, nato a Maglie il 17.5.1980, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce;

Sergio Greco

Sergio Greco, nato a Lecce il 21.4.1958, lì residente;

Claudio Lazzari

Claudio Lazzari, nato a Lecce l’8.8.1968, lì residente;

Luigi Lazzari

Luigi Lazzari, nato a Lecce il 9.1.1975, residente a Cavallino;

Andrea Leo

Andrea Leo, nato a Vernole il 5.5.1971, lì residente, capo del gruppo mafioso “Leo – Verardi”;

Davide Longo

Davide Longo, nato a Lizzanello il 5.9.1975, lì residente;

Nicolino Maci

Nicolino Maci, nato a Lecce il 13.2.1976, lì residente, capo del gruppo mafioso “Firenze – Maci”;

Raffaele Martena

Raffaele Martena, nato a San Pietro Vernotico il 24.7.1986, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce;

Antonio Pepe

Antonio Pepe, nato a Lecce il 25.1.1961, detenuto presso la Casa Circondariale di Napoli Secondigliano;

Federico Perrone

Federico Perrone, nato a Nardò il 14.12.1984, residente a San Donato;

Alberto Piccari

Alberto Piccari, nato a Roma il 29.1.1959, detenuto presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia;

Nicola Pinto

Nicola Pinto, nato a Lecce il 18.8.1987, lì residente;

Pietro Rampino

Pietro Rampino, nato a Trepuzzi il 22.8.1952, lì residente;

Gabriele Rizzo

Gabriele Rizzo, nato a Lecce il 10.5.1971, residente a Surbo;

Stefano Rizzo

Stefano Rizzo, nato a Lecce il 4.4.1977, lì residente;

Santoro Luigi

Luigi Santoro, nato a Melendugno il 17.6.1970, lì residente; Andrea Saponaro, nato a San Pietro Vernotico (Br) il 28.3.1987, residente a Torchiarolo;

Roberto Schiavi

Roberto Schiavi, nato a Milano l’8.5.1970, residente a Lizzanello;

Roberto Solito

Roberto Solito, nato a Cavallino il 12.8.1966, lì residente;

Giancarlo Sparapane

Giancarlo Sparapane, nato a Lecce il 7.7.1970, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce;

Alessandro Stabile

Alessandro Stabile, nato a Lecce il 28.7.1980, lì residente; Tonino Caricato, nato a Colonia (Germania) l’1.6.1981, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce; Cristian Longo, nato a Lecce il 20.12.1983, residente a Lizzanello; Giuseppe Mazzeo, nato a Lecce il 6.4.1980, residente a Castrì di Lecce;

Francesco Pastore

Francesco Pastore, nato a Lecce il 5.10.1983, residente a Cavallino;

Alessandro Verardi

Alessandro Verardi, nato a Lizzanello il 19.11.1978, capo del gruppo mafioso “Leo – Verardi”, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce;

Stefano Mazzeo

Stefano Mazzeo, nato a Lecce il 13.11.1980, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce; Alessandro Perrone, nato a Lecce il 3.9.1982, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce;

Francesco Caricato

Francesco Caricato, nato a Lecce il 15.11.1976, residente a Cavallino;

Mauro Ingrosso

Mauro Ingrosso, nato a Lecce il 23.7.1984, residente a San Cesario di Lecce;

Andrea Monittola

Andrea Monittola, nato a Lecce il 7.11.1978, residente a Cavallino. 4 ottobre 2011 Droga ed estorsioni. Sgominato clan Rizzo. 49 arresti Associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsioni ed altri reati. I militari del Ros ed i carabinieri di Lecce stanno eseguendo dall’alba di oggi in gran parte del territorio nazionale, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Lecce, nei confronti di 49 indagati. Al centro dell’inchiesta denominata “Augusta”, le attività del clan “Rizzo” federato alla Sacra Corona Unita, egemone nel capoluogo leccese e nei centri limitrofi, in particolare i Comuni di Cavallino, Lizzanello, San Cesario, Martano e Calimera, che aveva monopolizzato il mercato della droga estendendo i suoi interessi anche al controllo dei servizi di sicurezza nei locali notturni della provincia. Nello specifico, la droga, principalmente cocaina, veniva acquistata in Albania o nei Paesi del Nord Europa o in altre regioni d’Italia e poi “piazzata” sul mercato della “Lecce bene”, destinata a politici, avvocati, imprenditori. Le indagini sono state coordinate dal procuratore della Repubblica Cataldo Motta, dall’aggiunto Antonio De Donno e dalla pm Francesca Miglietta, mentre le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip Alcide Maritati. Nell’operazione sono stati impiegati circa 100 militari.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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