Bocciatura della '50/50'. I commenti

Bari. Secondo l’assessora regionale al Welfare, il voto del Consiglio sarebbe una ferita alla democrazia

BARI – “Penso con amarezza a quei 30mila cittadini e cittadine che hanno creduto ancora una volta nella democrazia, nelle istituzioni, e perché no, nei partiti che, contrariamente a quanto raccontato dalla vulgata del momento che li vuole chiusi e arroccati nelle proprie posizioni potere, hanno condiviso e sostenuto quella straordinaria esperienza di democrazia e partecipazione”. Così ha commentato Elena Gentile, assessora regionale al Welfare, la bocciatura della legge di iniziativa popolare detta “50/50” per la quale sono state raccolte 30.000. “Centinaia di volontarie e volontari delle associazioni, dei comitati di pari opportunità, oltre a consigliere provinciale e regionale di parità, hanno contribuito – ha aggiunto – a riconnettere i cittadini con la buona politica, con quella politica che difende e tutela i diritti soprattutto dei soggetti più deboli. Il consiglio ha vissuto una delle pagine più deludenti della sua storia. La richiesta di espressione di voto segreto da parte di alcuni consiglieri di centrodestra è stato un vero e proprio sabotaggio nei confronti dell’intera assemblea che avrebbe voluto esprimere a viso aperto il proprio parere. Ma non basta. Quella parte di aula ha dimostrato che il femminicida ha tanti volti… il volto di chi non rinuncia ad esercitare in esclusiva il potere politico ed istituzionale portando indietro le lancette della storia”. Quello di Gentile non è stato l’unico commento alla bocciatura della proposta di legge sulla pari rappresentanza. “Credo che la Puglia, oltre a perdere una occasione di reale cambiamento, abbia fortemente tradito le aspettative di tantissimi cittadini e cittadine pugliesi”, ha dichiarato la deputata salentina Teresa Bellanova. “Più di 30.000 persone hanno sottoscritto la proposta di legge ponendo una chiara e precisa richiesta di cambiamento che oggi, purtroppo, si è infranta. Questa notizia per me è ancor più amara – ha aggiunto Bellanova -, poiché arriva a margine dell’ottimo risultato che il Pd in Parlamento è riuscito a portare a casa, battagliando duramente per la calendarizzazione e l’approvazione circa la legge sulle quote rosa negli enti locali. Auspicavo che anche la mia Regione desse seguito a questa battaglia di civiltà, legiferando nel più breve tempo possibile in tal senso. Ed ho fortemente sperato di arrivare all’appuntamento con le primarie del centrosinistra, che rappresentano in assoluto una festa della democrazia, segnando in Puglia un punto a favore della partecipazione delle donne alla vita pubblica e politica. Oggi, purtroppo so che così non sarà e ne sono fortemente rattristata”. “A chi, come il centrodestra in Consiglio, ha voluto ignorare la volontà di oltre trentamila pugliesi, votando in segreto contro il sogno legittimo di vedere finalmente realizzata la legge sulla parità di genere, non la daremo vinta così facilmente”. Lo hanno assicurato il segretario e il capogruppo del Pd in Puglia, Sergio Blasi e Antonio Decaro, che hanno promesso “di continuare la battaglia per i diritti delle donne, riproponendo gli stessi contenuti della proposta di legge popolare, con un emendamento alla Legge elettorale”. “Quanto accaduto in Aula – hanno sottolineato – ha fatto calare drasticamente il buio su quella che si preannunciava una bella pagina per la politica pugliese. La prepotenza dei consiglieri di centrodestra i quali, sapendo che il centrosinistra non aveva presenze tali da garantire la maggioranza qualificata per l'approvazione della legge, hanno chiesto il voto segreto, rappresenta un atto di vile codardia. Non sappiamo se per timore di poter 'perdere la poltrona', ma è certo che è stata bloccata la possibilità di agevolare nei fatti l'ingresso delle donne nel mondo della politica e delle istituzioni”. “Forse – hanno aggiunto Blasi e Decaro – l'opposizione non comprende che a perderci non sono le donne, tante anche presenti in Consiglio, che hanno sottoscritto il referendum, ma la politica tutta, privata di valori, competenze e intelligenze che permetterebbero alla Puglia e all'Italia di compiere straordinari passi in avanti”. “Per questo esprimiamo tutto il nostro disappunto per quanto accaduto, impegnandoci affinché la vittoria del riconoscimento dei diritti delle donne, giunga presto”. Articolo correlato: 50/50. La Puglia boccia la democrazia

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati