Ilva. Rizzi: ‘Protesta ad oltranza’

Taranto. Secondo l’esponente di Alternativa comunista, la gestione dell’azienda dovrebbe andare ad una assemblea di lavoratori

TARANTO – Occupazione ad oltranza ed affidamento dell’azienda ad un comitato di lavoratori. E’ ciò che suggerisce Michele Rizzi, di Alternativa comunista in merito all’emergenza che ha travolto l’Ilva di Taranto. Secondo Rissi, l'occupazione dell'Ilva da parte degli operai in queste ore sarebbe fondamentale per mettere in discussione la proprietà dell'acciaieria stessa. “La rabbia operaia che ho potuto personalmente constatare attraverso un rapporto diretto con loro .- dice l’esponente di Alternativa comunista – è frutto dell'imbroglio di tutti gli attori politici e sindacali (adesso al centro anche di intercettazioni telefoniche) che hanno permesso a Riva e al suo entourage di saccheggiare il territorio tarantino e il destino di migliaia di lavoratori della più grande acciaieria d'Europa. Per questo, Alternativa comunista ritiene che l'occupazione debba proseguire ad oltranza, che l'Ilva vada espropriata senza indennizzo e che un'assemblea di lavoratori (con l'espulsione delle burocrazie sindacali colluse con Riva) debba prenderne la gestione attraverso un Comitato operaio che proceda nell'avviamento della riconversione della produzione e nella bonifica ambientale”. In questa fase, ai lavoratori andrebbe garantito un reddito minimo fino alla riconversione della fabbrica e alla bonifica ambientale. I fondi per il mantenimento dei lavoratori, aggiunge Rizzi, si potrebbero reperire con il pignoramento di tutti i beni dei Riva, “veri fautori di sfruttamento e distruzione dell'ambiente a Taranto”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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