Taurisano, la piazza cancella il passato

IL REPORTAGE. La Soprintendenza valuterà i reperti emersi durante i lavori di riqualificazione. Se non saranno di pregio, i basoli ricopriranno la storia

TAURISANO – Conoscere il passato per costruire il futuro? Così si dice. Quando il passato non è considerato un ostacolo al futuro, ovviamente. A volte il passato riemerge all’improvviso, quando nessuno se l’aspetta. Quello è il momento di porsi delle domande. I lavori di riqualificazione e rigenerazione urbana dell’area di piazza Castello, il pieno centro della città, a Taurisano, sono stati interrotti dal passato. Durante gli interventi realizzati per eliminare l’asfalto, la scoperta: dal manto stradale è emerso qualcosa. E’ emerso il cuore antico della città, il vecchio abitato urbano. Le cose cambiano ed i lavori per riqualificare l’area si bloccano.

piazza Castello a Taurisano

I cittadini chiedono di saperne di più e di approfondire la natura del ritrovamento; i gruppi di opposizione contestano all’Amministrazione scarsa attenzione per il patrimonio archeologico e di non aver coinvolto la Soprintendenza per un sopralluogo all’inizio dei lavori.

piazza Castello a Taurisano 2

Il sindaco Lucio Di Seclì rigetta le accuse dichiarando di avere a cuore il territorio taurisanese e di aver comunicato alla Soprintendenza l’apertura del cantiere. Purtroppo, dice il sindaco, per carenza di personale, la Sovrintendenza ha effettuato il suo sopralluogo solo una ventina di giorni dopo i primi ritrovamenti. Il che significa che il patrimonio custodito sottoterra potrebbe essere stato danneggiato in maniera irreversibile.

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In quel sopralluogo (era fine settembre), la Sovrintendenza ha chiesto alla cooperativa di archeologi “Studio di consulenza archeologica” di Ugento, incaricata della supervisione dei lavori, di realizzare una mappatura dell’area di intervento nella quale evidenziare reperti di pregio.

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Ed è qui che si gioca la questione. Sui reperti di pregio. Perché se al sindaco questa disposizione sta bene, alla minoranza invece no. Da tutelare – dicono gli esponenti dell’opposizione – non c’è solo il “reperto da museo”, ma l’intera memoria storica del paese. Sottoterra c’è Taurisano com’era prima del 1873, quando, per far posto all’attuale piazza, con regio decreto furono demoliti l’antica porta d’ingresso del casale o del castello in prossimità dell’antica chiesa di Santa Lucia (dove il 23 gennaio 1990 furono trovate alcune tombe), la torre ottagonale della sede municipale (il Sedile) ed alcuni caseggiati che facevano parte del vecchio castello (come si legge nel volume “Documentazione storica sulle sedi comunali e assetto urbanistico di Taurisano, 1852 – 1883”, di Salvatore Rocca, consigliere comunale di Rifondazione comunista, all’opposizione, che si basa su documenti tratti dall’archivio storico di Taurisano e da archivi privati).

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Sotto l’asfalto c’è dunque la memoria di un paese che la nuova piazza, invece che cancellare nuovamente, potrebbe integrare e valorizzare, per mostrare, in un colpo solo, tre epoche di storia taurisanese. In attesa che la Soprintendenza abbia la mappatura e che, su quella base, pronunci il responso su come procedere nell’attuazione del progetto, la domanda è: è giusto ricoprire di basoli il passato?

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// Il progetto L’intervento “Riqualificazione e Rigenerazione del sistema urbano dell’area di Piazza Castello, del parco urbano e dell’anfiteatro quali luoghi della cultura e degli eventi – Interventi di permeabilizzazione, arretramento aree a parcheggio, verde, arredo urbano e pubblica illuminazione” in corso di attuazione a Taurisano rientra in un progetto di rigenerazione più ampio che riguarda quattro Comuni in tutto (oltre a Taurisano anche Ugento, Presicce ed Acquarica) di cui è progettista e direttore dei lavori l’ing. Calà. Il progetto è stato approvato il 5 agosto 2010 (Amministrazione Guidano) per un importo complessivo di 300mila euro nel quale rientrano anche i 6mila euro per la supervisione della cooperativa di archeologi di Ugento. Direttore tecnico è l’architetta Sonia Strambaci. La ditta che si occupa dei lavori è la Scai di Salve.

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