Per Barba la montagna ha partorito un topolino

Gallipoli. Pubblichiamo integralmente l'intervento molto critico dell'On. Vincenzo Barba sulla Giunta del nuovo sindaco Errico

Ci lascia letteralmente con l’amaro in bocca la presa d’atto delle scelte del Sindaco Errico per la costituzione della squadra di governo, che ci appare debole, non rappresentativa, claudicante, inesperta e, soprattutto, inadeguata alle grandi sfide che attendono la città. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi saremo chiamati a difendere Gallipoli, a tutti i livelli istituzionali, da un autentico attacco concentrico, da una vera e propria tempesta perfetta che, se dovesse abbattersi nella pienezza del suo portato, ci vorrebbe veder privati, in un sol colpo, del punto nascita presso il “Sacro Cuore di Gesù”, della sede distaccata del Tribunale di Lecce e, come se non bastasse, anche della locale sede dell’Ufficio delle Entrate, con inenarrabili disservizi per i nostri cittadini e per l’intera collettività di riferimento. Per far fronte a questo grande carico di battaglie politiche, che richiedono il massimo della sinergia interistituzionale possibile, sarebbe stata doveroso un impegno maggiore per la costituzione di una Giunta di ben altro livello, di ben altro spessore, di ben altre competenze, di ben altre professionalità, rispetto a quella che si è scelta obbedendo, senza batter ciglio, ai diktat di Melpignano e all’editto di Muro Leccese. Spiace che il Sindaco abbia scelto di far quadrare i conti in casa ai partiti politici che lo hanno sostenuto invece di alzare il tiro, provare a volare alto e costruire una squadra all’altezza delle grandi sfide che attendono la “Città Bella”. Le battaglie richiedono l’impegno di personalità forti che sappiano prendere di petto le vicende. Purtroppo non è questo ciò che Gallipoli si trova in sorte, malgrado il bon ton politico dell’opposizione che, vista la gravità del momento, non era intervenuta nel temporaggiamento di Errico, non aveva fatto pressioni sul primo cittadino, soprassedendo dinanzi al tempo che egli prendeva per costruire la squadra, nella certezza che l’eccessiva ponderazione fosse figlia del peso delle scelte che avrebbe portato a migliori risultati. E invece, a distanza di un mese dalla vittoria, si mette in piedi un governicchio dalle gambe pesanti, dal fiato corto e, ahimè per Gallipoli, dal futuro assai incerto.

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