Via Giravolte. Cuka: ‘Una conferenza dei servizi’

Lecce. Da ieri è iniziato lo sgombero degli immobili abitati dagli immigrati. Condizioni al limite della vivibilità

LECCE – Gravi problemi strutturali negli immobili del centro più antico di Lecce. Niente allaccio alla rete idrica né a quella fognaria. Muri privi di pittura, muffa e salmastro, cattivo odore. Condizioni sanitarie al limite della vivibilità. Per queste ragioni la polizia municipale e la polizia di Stato ieri hanno dato il via alla sgombero delle case di via Giravolte, abitate da immigrati. Le condizioni di vita in quelle abitazioni erano note ma mai nessuna azione concreta era stata compiuta per risolverla. Da ieri tutto è stato rimosso dagli edifici, dopo il sopralluogo dell’Asl che ha definitivamente sancito l’inadeguatezza delle strutture ad ospitare persone. “Quanto è accaduto deve una buona volta far riflettere al fine di trovare una risposta alle domande di accoglienza dei migranti – dice Klodiana Cuka, presidente di Integra onlus -. Ci imbattiamo nuovamente nel problema di sempre: il tema immigrazione viene affrontato come un tema di emergenza e non come un’esigenza di accoglienza quotidiana. L’approccio alle problematiche, infatti, è differente se si parte dal presupposto che l’emergenza passa, ma la necessità dell’accoglienza, con tutte le sue sfumature, resta. I fatti di cronaca ci dicono che c’è bisogno di concretezza, di fatti. Su questa linea era intervenuta la Provincia di Lecce che insieme alla Regione Puglia e allo Sportello Immigrazione della Provincia di Lecce, aveva promosso il progetto Asia Lecce- Agenzia Sociale di Intermediazione Abitativa, un progetto Finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati. Occorre ripartire e da coordinatrice del progetto Asia dico che non si può più aspettare perché le esigenze di accoglienza diventano ogni giorno più incalzanti, e sono esigenze abitative, sanitarie, del lavoro”. La proposta di Cuka è organizzare una conferenza di servizi nella quale coinvolgere gli operatori del settore, le associazioni, tutti gli attori sociali e le istituzioni competenti per ristrutturare le centinaia di immobili chiusi esistenti a Lecce e nei comuni della provincia, “ragionando – aggiunge – su affitti accessibili e convenienti anche per i proprietari stessi, visto che chi affitta immobili a chi appartiene alle fasce svantaggiate usufruisce di agevolazioni fiscali”.

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