Tap. I motivi del 'no' di Comune e ambientalisti

Melendugno. Ecco le motivazioni per cui il Comune di Melendugno e l’associazione Tramontana si dicono contrari dal gasdotto

MELENDUGNO – Il Comune di Melendugno e l’associazione Tramontana hanno presentato le loro controdeduzioni del progetto del gasdotto Tap. Ecco i quattro motivi per cui il Comune si dice contrario all’infrastruttura: – non sarebbe stata fatta una valutazione dei requisiti acustici delle sorgenti sonore né uno studio di impatto acustico revisionale; – in merito alla compatibilità dell’intervento con il Pai, l’area interessata ricade nel canale della palude di Cassano e pertanto il progetto deve essere sottoposto al parere vincolante dell’Autorità di Bacino; inoltre i primi 72 metri del tratto di costa in prossimità del punto di approdo sono classificati come “a pericolosità geomorfologica molto elevata”, ovvero un’area dove non sono consentiti interventi di costruzione ex novo ma solo di modifica di costruzioni preesistenti; – i dati forniti sulle emissioni della centrale di depressurizzazione risulterebbero carenti; il Comune chiede pertanto una valutazione di tipo quantitativo e qualitativo sulle emissioni prodotte a regime ed uno studio dettagliato sulle ricadute ambientali ed igienico-sanitarie; – il Comune inoltre esprime le sue perplessità sull’opportunità che il gasdotto approdi in una zona ad alta vocazione turistica; nella relazione fornita dalla Tap gli effetti del gasdotto sul turismo non sarebbero analizzati in maniera adeguata. Anche l’associazione Tramontana ha presentato le sue controdeduzioni al progetto. Otto i punti toccati nella relazione. Eccoli: – la localizzazione del gasdotto in una località prettamente turistica: sarebbe il primo caso in Italia; – danni al settore turistico: secondo l’associazione nella relazione presentata dalla multinazionale il danno al settore turistico sarebbe sottostimato rispetto alla reale portata, considerato il picco di presenze che si registra nella località nei mesi estivi; – impatto a lungo termine: la Tap non avrebbe considerato quest’aspetto; la crescente necessità di energia potrebbe portare, secondo l’associazione, alla realizzazione di una centrale termoelettrica alimentata a gas, totalmente incompatibile con il territorio di Melendugno; – emissioni della centrale di depressurizzazione: la società non avrebbe fornito alcuna stima sulla quantità delle emissioni; – reale lunghezza del tracciato on shore fino alla rete Snam: nel progetto originario il tratto on shore era previsto della lunghezza di 22 km, poi ridotti a 5km. Ma, dice l’associazione, nessuna documentazione circa questa variante di progetto è stata fornita da Tap, nonostante anche il ministero abbia chiesto di illustrare nel dettaglio la modifica di questo tratto; – microtunneling: l’approdo del gasdotto dovrebbe essere realizzato attraverso microtunneling per minimizzare l’impattoo sulla costa; ma il progetto non approfondirebbe i possibili rischi di crollo a seguito delle trivellazioni nelle falesia carsiche di San Foca; – nidificazione delle tartarughe Caretta caretta: l’associazione richiama alla memoria l’ultima schiusa, nel 2006, di 41 uova di tartarughe marine; un evento che un’opera come il gasdotto potrebbe seriamente mettere a rischio; – salvaguardia dell’ecosistema marino e della palude di Cassano: il gasdotto Tap lambirà la palude di Cassano; sarebbero dunque a rischio molte specie di molluschi terrestri uniche in Puglia e di interesse internazionale. Per ricostruire la questione del gasdotto Tap leggi qui

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