Passaggio di funzioni Provincia-Comuni. Il Pd interroga Gabellone

Lecce. I consiglieri del Partito democratico chiedono al presidente di Palazzo dei Celestini quali disposizioni abbia assunto per garantire un corretto “passaggio”

LECCE – Il passaggio di funzioni Provincia-Comuni avvenga con la massima cautela. E’ la raccomandazione espressa dall’assessora regionale Marida Dentamaro ai sei presidenti di Provincia salentini. E ribadita oggi, dai consiglieri provinciali del Pd. Nello specifico i consiglieri del Partito democratico chiedono al presidente di Palazzo dei Celestini Antonio Gabellone di conoscere quali determinazioni abbia assunto o intenda assumere la Provincia di Lecce e quali indicazioni lo stesso Presidente abbia impartito ai competenti Servizi provinciali, per dare attuazione alla diffida della Regione Puglia. L’interrogazione è stata trasmessa, per conoscenza, anche al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ed all’assessora regionale Marida Dentamaro. Ecco il testo: La L. n. 214/2011 (che converte il D.L. n. 201/2011 recante “disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”) ridisegna il quadro delle funzioni delle Province, attribuendo loro esclusivamente le funzioni di indirizzo e coordinamento dei Comuni. Conseguentemente, il 31 dicembre 2012 la quasi totalità delle funzioni, risorse e personale oggi propri delle Province sarà assegnata ai Comuni o alla Regione. La radicalità di tale riforma e l’immediatezza dei suoi effetti impone alle Province comportamenti rigorosi e prudenti, soprattutto in tema di riorganizzazione della propria struttura burocratica, destinata a restare in vita, nelle forme e competenze attuali, solo per sette mesi. Contro ogni logica giuridica e di buonsenso la Provincia di Lecce, pur vigente la citata L. n. 201/2011, ha approvato un programma triennale (2012-2014) del fabbisogno di personale che implica, a partire già dal corrente anno, un cospicuo incremento della propria struttura burocratica. Il previsto aumento dell’apparato burocratico – che è reso possibile dal forte aumento della imposizione fiscale provinciale operata dalla Amministrazione Gabellone nel 2011 – si accompagna ad una totale degenerazione delle forme di assunzione previste. La più gran parte delle nuove assunzioni, infatti, avverrà part time al 30 o al 40%, con ciò ampliando a dismisura un fenomeno che già nel 2011 ha assunto livelli patologici. La Giunta provinciale non ha motivato in nessun modo le ragioni della scelta – che avrebbero dovuto essere, all’opposto, puntualmente evidenziate – ed ha assunto un atto di eminente contenuto tecnico, cioè di esclusiva competenza dirigenziale. L’assessore regionale Marida Dentamaro, con nota del 15.5.2012 indirizzata alle Province pugliesi, ha raccomandato a queste ultime “estrema cautela e prudenza in tema di organizzazione istituzionale e gestione del personale dei rispettivi Enti, con la rigorosa sospensione di ogni programma assunzionale eventualmente in itinere” ed ha loro fatto presente “che eventuali comportamenti distonici, lesivi del principio di buon andamento della pubblica amministrazione, saranno stigmatizzati nei modi e nelle sedi opportune”. Tutto quanto innanzi premesso, i sottoscritti Consiglieri provinciali interrogano la S.V. per conoscere quali determinazioni ha assunto o pensa di assumere la Provincia di Lecce, quali indicazione ha impartito o pensa di impartire ai competenti Servizi provinciali per dare attuazione ai cogenti contenuti della diffida della Regione Puglia innanzi evidenziati. I CONSIGLIERI Cosimo Durante Alfonso Rampino Gabriele Caputo Roberto Schiavone G. Salvatore Piconese

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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