‘Patti non rispettati’. La Giunta Cataldi è già in crisi

Matino. Tre assessori e quattro consiglieri rimettono le deleghe sostenendo che il sindaco non li abbia coinvolti nelle decisioni

MATINO – Non sono ancora trascorse 24 ore dall’assegnazione delle deleghe assessorili, che la Giunta di Matino entra in crisi. E ciò perché il sindaco non avrebbe rispettato accordi pre-elettorali e non si sarebbe confrontato con i diretti interessati prima di distribuire gli incarichi. Così dicono, almeno, i tre assessori (su cinque) ed i quattro consiglieri, che ieri hanno firmato un documento contenente la rinuncia alle deleghe che poi hanno inviato allo stesso sindaco Tiziano Cataldi ed al coordinatore provinciale del Pdl Antonio Gabellone. La crisi, insomma, è ad un passo. Soprattutto perché i firmatari del documento (Leonardo Bianchi, Giorgio Toma e Fabrizio Coluccia tra gli assessori e Francesco Barone, Rocco Romano, Cosimo Romano e Massimo De Marco tra i consiglieri) hanno usato parole chiarissime: “Non essendo state concordate le materie con alcuno degli scriventi, evitando così un democratico confronto – scrivono – rinunciamo alle stesse materie conferite e reclamiamo il rispetto di quanto stabilito. In caso contrario – aggiungono – ci riserviamo in futuro di assumere un comportamento autonomo”. In parole povere, Cataldi potrebbe già essere sfiduciato dai “suoi” e passare in maggioranza. Come dire che non si poteva partire peggio. I tre assessori in questione hanno ottenuto dal sindaco le seguenti deleghe: Bianchi è stato incaricato di occuparsi di Servizi alle persona, servizi sociali, politiche della famiglia e per l’educazione, sicurezza sociale, politiche per gli anziani; Toma, oltre ad essere stato nominato vicesindaco, è stato delegato a Bilancio, tributi, patrimonio e demanio; Coluccia alla Pubblica istruzione, manutenzione scolastica, semplificazione amministrativa e formazione professionale. Tra i consiglieri, Barone ha avuto le deleghe ai Servizi civici, alla sicurezza sul lavoro ed ai cosigli di zona; Rocco Romano all’agricoltura, al turismo e al tempo libero; De Marco alla tutela dei diritti dei minori, alla lotta all’usura, ai servizi alle imprese; Cosimo Romano all’igiene pubblica, sanità e attività istituzionali. Occhi puntati, a questo punto, sul Consiglio comunale di lunedì prossimo. Solo allora si saprà se la crisi esploderà in tutto il suo vigore oppure se sarà spenta, magari anche da un intervento esterno.

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