Criminalità a Brindisi. Caforio: ‘Organizzare meglio le forze dell’ordine’

 

Roma. Il senatore Idv ha chiesto alla Cancellieri 50 poliziotti e 50 carabinieri in più. La ministra ha promesso l’invio di due funzionari per fare il punto

ROMA – Negli ultimi mesi scippi, rapine, estorsioni, episodi intimidatori, minacce si sono moltiplicati nel territorio brindisino, provocando una forte inquietudine sia tra i cittadini che tra gli addetti ai lavori. Ultimo quello subìto dal presidente dell’Associazione Antiracket di Mesagne Fabio Marini, al quale è stata incendiata l’autovettura. Proprio per fronteggiare l’aumento degli episodi di criminalità si è tenuto al Viminale un incontro tra il ministro Anna Maria Cancellieri, il presidente della Provincia Massimo Ferrarese e alcuni parlamentari salentini. Alla riunione ha partecipato anche il senatore di Italia dei Valori Giuseppe Caforio che, al pari dei suoi colleghi, non ha mancato di fare delle proposte. Tra queste la dislocazione sul territorio delle unità appartenenti alla Polizia di Frontiera e dei circa 500 finanzieri che nel 2000 hanno egregiamente condotto l’operazione Primavera contro il contrabbando. “Durante l’incontro – precisa il senatore Caforio – il ministro Cancellieri ha assicurato l’invio a breve di due alti funzionari del Ministero incaricati di tirare le fila sul territorio e ha, inoltre, garantito che verrà mantenuto un livello di attenzione molto alto sulla Provincia di Brindisi”. Senatore, la relazione del presidente della Corte di Appello di Lecce in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012 ha evidenziato, per quanto riguarda il territorio brindisino, segnali inquietanti sul rischio di un ritorno in grande stile della criminalità organizzata. Siamo tornati indietro di vent’anni? “Mi preme precisare che già il 25 gennaio scorso, intervenendo in Aula al Senato, manifestai tutta la mia preoccupazione per la drammatica situazione in cui versa la Puglia, ed in particolar modo la provincia di Brindisi, teatro negli ultimi mesi di una terribile recrudescenza del fenomeno criminale, non solo a carattere organizzato ma anche di scippi, furti e rapine che tuttora colpiscono i piccoli e piccolissimi esercizi commerciali. Quest’ultimo aspetto rappresenta sicuramente un elemento di novità rispetto al passato e richiede una trattazione ancor più efficace ed immediata del problema. Sempre in quell’occasione sollecitai l’attuale esecutivo a rispondere ad una interrogazione parlamentare che avevo presentato già da molti mesi all’ex ministro dell’Interno Maroni Tutto il territorio brindisino, ma anche quelli di Taranto e Lecce, vive una situazione di precarietà per quanto riguarda la sicurezza e l’ordine pubblico. Le motivazioni di questo peggioramento sono molteplici: la graduale e costante riduzione negli ultimi anni degli stanziamenti destinati alla funzione ‘Ordine Pubblico e Sicurezza’ propriamente detta, l’insufficienza del numero di componenti delle forze dell’ordine presenti sul territorio, l’indisponibilità delle dotazioni necessarie (in alcuni casi addirittura del carburante) all’espletamento delle funzioni di controllo del territorio e di mantenimento della sicurezza. Nonostante queste oggettive difficoltà non si può non sottolineare la fondamentale opera di contrasto messa in atto, con grande impegno, dalle forze di polizia nei confronti, proprio della criminalità organizzata. Ultimo esempio l’operazione ‘Die Hard’, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e coordinata dal Commissariato di Polizia di Mesagne, che ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di sedici persone, presunte affiliate ai clan presenti sul territorio”. Giorni fa ha partecipato, assieme ad altri parlamentari salentini ad un incontro con il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri proprio sull’aumento della criminalità nell’hinterland brindisino. Quali decisioni avete preso? “Prima di questo incontro c’era stato un episodio che ha ulteriormente alzato il livello di guardia. Alcuni giorni fa a Mesagne, città dove si registrò in passato la nascita della Sacra Corona Unita, è stata incendiata l’auto del presidente della Associazione Antiracket, Fabio Marini. Sembra, inoltre, che contro questo ragazzo ci siano state altre minacce nei mesi scorsi. È chiaro che in questo modo si è voluto alzare il tiro e colpire l’immagine dell’associazione. Dopo questo episodio, al di là delle differenti appartenenze politiche, si è ritenuto opportuno accelerare i tempi nel richiedere un incontro al ministro dell’ Interno Anna Maria Cancellieri. Da questo incontro è emersa ancor di più l’esigenza di affrontare urgentemente e di petto la situazione. Personalmente, ho cercato di non utilizzare il politichese o quantomeno di non porre il problema in un modo tale da poter essere travisato, cercando di sottolineare, in modo diretto, il fatto che, quando facevo l’imprenditore, ho vissuto il momento drammatico dei primi anni Novanta, quando più o meno ogni notte c’era una bomba in paese ed episodi delinquenziali gravi un po’ in tutto il circondario. Una situazione, quella attuale, che ritengo si avvicini molto a quella di allora”. Che cosa ha chiesto al ministro Cancellieri? “Ho cercato innanzitutto di riassumere la drammatica situazione, oggi esistente, in termini di risorse umane presso la Questura brindisina. Ritengo infatti che la carenza d’organico sia il primo problema. Ho inoltre fatto presente che sarebbe forse opportuno rivedere l’organico della polizia di frontiera, importante negli anni in cui vi sono stati i continui sbarchi di albanesi. Nonostante gli sbarchi non avvengano più da anni tale organico è invece rimasto sovradimensionato. Ritengo sia opportuno trasferirlo sul territorio. Abbiamo anche evidenziato la presenza in sovrannumero di finanzieri, di circa 500 finanzieri che, dopo aver egregiamente condotto l’operazione Primavera, che di fatto ha distrutto l’attività di contrabbando, si sono stabiliti in zona ed è stato poi difficile rimandare alle sedi di appartenenza. Questa gente è rimasta e, di fatto, non fa attività di controllo del territorio. Bene sarebbe, invece, ‘utilizzarli’ in questo modo, distogliendoli da quel tipo di controlli che invece arrecano forse solo disagi a quei cittadini che oggi devono affrontare già altri e più spinosi problemi. Infine il Ministro ha manifestato l’intenzione di chiudere il Centro Identificazione ed Espulsione (CIE) di Brindisi. Operazione che permetterà di dislocare altre unità sul territorio”. Come ha accolto il ministro le vostre richieste? E soprattutto che cosa vi ha promesso? “Il ministro ha ascoltato attentamente le mie osservazioni e proposte, assieme a quelle dei miei colleghi parlamentari, dimostrando grande disponibilità ad affrontare urgentemente il problema. Alla nostra richiesta di aumento degli organici, più precisamente almeno 50 poliziotti e 50 carabinieri in più, il ministro ha evidenziato le gravi difficoltà attualmente esistenti nel soddisfare questa istanza senza però mettere del tutto da parte tale ipotesi. Ha comunque assicurato l’invio a breve di due alti funzionari del Ministero incaricati di tirare le fila sul territorio, garantendoci che verrà mantenuto un livello di attenzione molto alto sulla Provincia di Brindisi. Mi auguro che ciò avvenga”.

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Salvatore Ventruto

Giornalista pubblicista. Ossessionato dal dubbio, prigioniero della curiosità.

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