Partito della Nazione. Buttiglione: ‘Incontriamo i cittadini sui valori comuni’

 

Roma. Il nuovo partito che Udc, Fli ed Api hanno in mente è un partito che si collochi sulla linea della serietà e del rigore individuata dal premier Monti

ROMA – A un anno dalle elezioni politiche e nonostante si stia vivendo una fase “tecnica”, i partiti iniziano a scaldare i motori. Se a sinistra la cosiddetta “foto di Vasto” vive a giorni alterni, a destra il segretario del Popolo della Libertà Angelino Alfano ha annunciato che a breve, assieme all’ex premier Silvio Berlusconi, illustrerà una “proposta politica fortemente innovativa che cambierà il corso della politica nel nostro paese”. Il primo a scoprire le carte è stato però il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che, durante la trasmissione “Otto e mezzo”, ha lanciato il Partito della Nazione, il nuovo soggetto politico che nascerà dalla fusione o federazione (su questo punto c’è ancora poca chiarezza) con Futuro e Libertà di Gianfranco Fini e Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli. Subito dopo è stato Beppe Pisanu, storico forzista e ora pidiellino insofferente, a presentare, assieme ad altri 25 senatori, un documento che esorta all’unione dei moderati. Il mondo politico è, quindi, in fermento. Abbiamo voluto ascoltare sulla nascita del Partito della Nazione e, in generale, sul particolare momento politico del nostro paese, il vice presidente della Camera dei Deputati Rocco Buttiglione che conferma che è “in corso una partita finalizzata a riaggregare l’intera area moderata”. Onorevole, quali sono le maggiori novità che intendete apportare al panorama politico italiano attraverso il Partito della Nazione?“C’è una grande vitalità nel mondo cattolico italiano. Nuovi movimenti, nuove esperienze forti dell’educazione alla fede. Questa gente è la riserva di valori della società italiana e sente che la politica è anche una responsabilità della fede. Ma non sa come fare e da che parte cominciare. Noi offriamo loro la possibilità di un incontro. Vogliamo incontrarli sulla base di valori comuni, di una visione comune. Vogliamo aprire uno spazio sulla base dei valori, portare persone oneste e competenti in politica, vogliamo rinnovare la politica. C’è un grande disagio nell’area dei ceti medi, delle piccole e piccolissime imprese, degli artigiani, dei commercianti, dei coltivatori diretti, del mondo della cooperazione e del volontariato. Tutte queste categorie si sentono senza interlocutori politici, pur essendo consapevoli che per fare bene il loro mestiere devono necessariamente dialogare ed interloquire con la politica. Tutte queste categorie hanno bisogno di rappresentanza politica ma non riescono a trovarla. Noi diciamo loro di scendere in politica, di lavorare con noi, perché nessuno può rappresentarli meglio di loro stessi. Insieme con gli uomini del sindacato, con gli uomini dell’impresa, con gli uomini del mondo cattolico facciamo un partito nuovo. Un partito che si collochi sulla linea di Mario Monti, quella della serietà e del rigore e non quella dei nani e delle ballerine. Una politica che riprenda a parlare col mondo dell’università, della cultura, del lavoro, della cooperazione. Di questo c’è veramente bisogno altrimenti la politica è morta e non risorgerà più. Abbiamo bisogno per molto tempo di andare avanti con la politica della serietà e del rigore. Basta con un sistema politico basato sull’odio reciproco, sulle accuse pretestuose, sugli scontri. Chiamiamo tutti a lavorare insieme. L’Italia ha bisogno di una grande coalizione. Questo è ciò che noi stiamo cercando di realizzare”. Il Partito della Nazione è stato lanciato qualche settimana fa dal opresidente Casini, spiazzando gli alleati Fini e Rutelli e facendo intendere che al progetto potrebbero attivamente partecipare alcuni ministri dell’attuale Governo. Non si è rischiato, per l’esigenza di prepararsi alle Politiche del 2013, di destabilizzare l’Esecutivo? “Penso che invece l’abbia rafforzato. Penso che qualcuno stesse lavorando per andare ad elezioni ad ottobre. Noi, sostanzialmente, abbiamo detto: ‘Se volete andare ad elezioni ad ottobre, sperando così di costringere gli italiani a scegliere tra due opzioni ormai ammuffite, sappiate che noi ci saremo, ci sarà una terza opzione e gli italiani potranno decidere per un’altra politica’. Io credo che questo annuncio abbia raffreddato i bollori di chi, facendo cadere il Governo Monti, voleva andare ad elezioni ad ottobre. Noi in futuro non faremo alleanze con chi farà cadere il Governo Monti. E aggiungo: davanti ad un tradimento della vecchia politica che cerca di tornare, Monti avrebbe tutta la legittimazione morale per mettersi alla testa del nostro partito e sfidare tutti quanti ad una conta, appurando chi è per la nuova politica e chi è per la vecchia”. Quindi alle Politiche del prossimo anno il vostro candidato premier potrebbe essere Mario Monti? “Penso che Monti sarà difficilmente il nostro candidato premier. Per una ragione molto semplice: perché tutti saranno leali, arriveremo alla fine naturale della legislatura nella primavera del 2013 e pertanto non sarà possibile per Monti candidarsi per uno solo dei tre partiti che lo hanno sostenuto. Non sarebbe corretto. Ma se qualcuno tradirà, Monti sarà moralmente legittimato a candidarsi”. Il progetto del Partito della Nazione riguarda, oltre a voi dell’Udc, anche Futuro e Libertà di Gianfranco Fini ed Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli. Ma mentre Pier Ferdinando Casini ha dichiarato di voler sciogliere l’Udc, il capogruppo di Fli alla Camera Italo Bocchino ha parlato invece di federazione di movimenti e partiti e non di scioglimento vero e proprio. Si parte già col piede sbagliato? “Non so dirle. Io ho il massimo rispetto per l’autonomia decisionale di Fli e Api. Possiamo anche noi fare il nuovo partito e poi federarci con Fli e Api. Noi pensiamo sicuramente di non poter fare una addizione di tre cose vecchie. Non è per questo che stiamo lavorando. Sommessamente faccio notare che oggi il sessanta per cento degli italiani non sa per chi votare. In questo sessanta per cento, circa due terzi sono riconducibili all’area moderata. È in gioco una partita finalizzata a riaggregare l’intera area moderata. Difficile che la gente nuova che noi vogliamo portare in politica venga dentro l’Udc, Fli o Api. È gente che vorrebbe entrare, in qualità di cofondatori, all’interno di un soggetto politico nuovo”. Proprio sull’area moderata è in corso, come da lei affermato, una partita molto importante. Alcuni giorni fa Beppe Pisanu, assieme ad altri 25 senatori, ha illustrato un documento in cui “esorta” all’unione dei moderati. Il progetto di Pisanu è complementare al vostro oppure si pone su un piano concorrenziale? “Io ho accolto favorevolmente il documento in questione e vedo molte convergenze con Pisanu. Il nostro progetto riguarda tutta l’area moderata che fino a ieri ha votato, in gran parte, per Berlusconi. E quindi riguarda il Popolo della Libertà. Io mi auguro che il Pdl converga su questo. Anche perché io mi domando: noi facciamo una proposta politica e l’alternativa quale sarebbe? Tornare all’alleanza con la Lega? Ma non se ne parla nemmeno. Hanno detto a tutti che erano dei ladri e poi sono stati scoperti con le mani nel sacco. Hanno votato contro l’Italia quando noi abbiamo preso le misure difficili che ci hanno consentito di salvare il Paese. Loro in quell’occasione hanno votato contro. E hanno votato contro perché volevano sfasciare l’Italia e costruire la secessione su questo sfascio. E hanno portato i loro soldi all’estero proprio perché pensavano di sfasciare il Paese. E il Pdl pensa davvero di fare un’alleanza con la Lega? Bisogna invece puntare ad una grande coalizione”.

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Info sull'autore

Salvatore Ventruto

Giornalista pubblicista. Ossessionato dal dubbio, prigioniero della curiosità.

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