Paola De Masi: ‘In prima persona, per dovere’

Racale. E’ la più giovane candidata della lista a sostegno di Silvio Causo. La proposta di legge ‘50&50’? “Potrebbe essere discriminante”

RACALE – Quanto sono rappresentate, in queste elezioni amministrative a Racale, le donne? Quanto sono presenti, cioè, in prima persona, nella battaglie elettorale? Per scoprirlo, abbiamo scrutato le liste a sostegno dei quattro spiranti sindaco e scelto, per ogni lista, la più giovane candidata, cercando di conoscerla da vicino per presentarla meglio ai cittadini che abbiano deciso di votare donna. Nella lista ‘Racale è tua’ con Silvio Causo, la candidata più giovane è la 35enne Paola De Masi. Sposata con Sebastiano, ha una figlia di 12 anni, Arianna. Imprenditrice e molto impegnata nel volontariato, il suo hobby è anche il suo lavoro: musica ,sport,cinema. “La mia passione? Gli occhi limpidi di Arianna – dice -. Amo la vita in tutte le sue forme, amo gli animali e la natura”. Che ne pensa della proposta di legge 50&50 per la pari rappresentanza femminile nelle liste elettorali? “Io non credo che debba essere fatta una legge ad hoc; penso che le donne debbano acquisire consapevolezza delle proprie capacità e proporsi. Voglio essere valutata per le mie capacità, le mie competenze e non perché una legge impone la mia presenza. Le donne sono forti, hanno molte potenzialità e sono in grado di farsi strada senza bisogno di essere protette. Rischia di essere un provvedimento fortemente discriminante. Sono una donna e sono una disabile: se facessero una legge per imporre la presenza di un disabile nelle liste mi sentirei fortemente discriminata e umiliata. La prova è nel fatto che nella lista di ‘Racale è tua’ sono presenti cinque donne,ognuna delle quali presenta diverse qualità e competenze, finalmente un bel team di donne affiatate”. Che cosa ha spinto una giovane donna come lei a candidarsi? “Mia figlia, il suo futuro e quello dei giovani con i quali ho a che fare tutti i giorni. Guardando la situazione di Racale ho iniziato a provare rabbia, indignazione, sfiducia nei confronti di una classe dirigente che ha determinato una sorta di paralisi amministrativa, che negli anni non ha creato a, anzi…. Allora mi sono detta: ‘è venuto il momento che ti rimbocchi le maniche e ti dai da fare se vuoi consegnare una città migliore a tua figlia’. Non è stata una decisione facile perché mi rendo conto che è anche una grande responsabilità, un impegno; ma se non ora, quando”? Qual è il progetto cui intenderebbe dar voce una volta eletta? “Il mio primo impegno sarà quello di lottare contro l’emarginazione e il disagio sociale. Credo fortemente che in un paese civile giovani, anziani, diversamente abili, immigrati e categorie svantaggiate debbano essere considerate il cuore pulsante della comunità,ma con i fatti però, non certo con le parole e la false promesse”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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