Il mondo arabo senza filtri. Al via oggi Yalla Shebab

Lecce. E’ il primo festival dedicato ai giovani del Medio Oriente e si terrà da oggi al 15 alle Manifatture Knos, al Cineporto e al CineTeatro BD d'Essai

LECCE – Sei giorni di film, cortometraggi, documentari, animazioni, mostre, musica e incontri con i registi. E’ il festival Yalla Shebab: il mondo arabo si racconta attraverso il cinema”, che sarà presentato oggi alle ore 12, presso le Manifatture Knos-Cineporto. Gli eventi previsti nell’ambito del festival si svolgeranno alle Manifatture Knos, al Cineporto e al CineTeatro BD d'Essai da oggi al 15 aprile. Il progetto Yalla Shebab, promosso dall’Associazione Mena – Mille Eventi Nell’Aria, si avvale del finanziamento del programma Principi Attivi 2010 della Regione Puglia, Assessorato alle Politiche Giovanili e Cittadinanza Sociale. Partecipano Annibale d’Elia di Bollenti Spiriti-Programma della Regione Puglia, Luigi De Luca , vicepresidente dell’Apulia Film Commission e direttore dell'Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce che hanno patrocinato l'evento, il fotografo Martino Lombezzi dell’agenzia Contrasto, Michele Bee e Maurizio Buttazzo delle Manifatture Knos e Gaia Parrini, direttore artistico di Yalla Shebab. Più di 50 lavori in lingua originale e sottotitolati in italiano, realizzati interamente dai ragazzi egiziani, palestinesi e libanesi. Tra le proiezioni, il film candidato a Cannes 2009 “Il tempo che ci rimane” di Elia Suleiman, lo speciale dedicato a Nadine Labaki, l’affermata regista libanese di “E ora dove andiamo?”, candidato a Cannes 2011, con la proiezione di “Caramel” e del suo lavoro giovanile “11 Rue Pasteur”. Nella sei giorni di Festival, anche un importante focus alla Primavera Araba egiziana, con proiezioni di corti e lungometraggi di autori italiani e arabi che raccontano gli eventi di Piazza Tahrir. Dopo il successo di Roma, Genova, Firenze, Caserta e Bari, Yalla Shebab Film Festival arriva a Lecce per una nuova edizione, ancora più ricca e innovativa. L’obiettivo è di far conoscere e comprendere le realtà dei Paesi arabi nell’intento di superare la visione “orientalista”, attraverso la quale le informazioni sul Medio Oriente sono filtrate.

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