Questione Omfesa. Il prefetto cerca un pool di banche

Lecce. Stamattina il vertice in Prefettura per sbloccare la condizione di crisi dell’azienda

LECCE – “Un autentico paradosso quello al quale, purtroppo, siamo costretti ad assistere in ordine alla vicenda Omfesa, dal momento che, a fronte di commesse già sottoscritte o in fase di chiusura da parte dell’azienda, con una domanda esterna che evidentemente riconosce la professionalità del management e dei lavoratori, ci si trova di fronte ad una carenza di liquidità che non consente l’acquisto delle materie prime per far fronte proprio a quegli incarichi”. Così il deputato leccese del Pdl Ugo Lisi ha commentato la situazione di crisi che sta interessando l’azienda salentina. Stamattina su questo tema si è tenuto un vertice in Prefettura finalizzato proprio alla costituzione di un pool di banche radicate sul territorio che siano disposte ad investire sull’azienda, garantendo la necessaria liquidità economica che risolverebbe tanti problemi, soprattutto occupazionali. “È come se avessimo una fuoriserie bloccata nel pantano della carenza di liquidità – ha aggiunto Lisi -. Un territorio come il nostro non può permettersi questo stop e deve adoperarsi, facendo leva su tutte le sue risorse sociali, economiche ed istituzionali, per trovare la chiave di volta che scongiuri i pericoli nei quali tutt’ora si è immersi”. “Esprimo gratitudine al prefetto di Lecce Giuliana Perrotta per la prosecuzione del suo impegno nella risoluzione della vertenza Omfesa e accolgo con favore la disponibilità degli istituti di credito”, ha dichiarato invece la vicepresidente della Provincia di Lecce Simona Manca, presente anche lei all’incontro in Prefettura. “E’ di pochi giorni fa il mio nuovo e accorato appello alle banche per andare incontro alle esigenze di liquidità di un’azienda con 170 lavoratori e commesse per circa 30 milioni di euro”, ha aggiunto. “Oggi ho registrato con soddisfazione la positiva disponibilità da parte degli istituti a prendere in esame, dopo aver esaminato la situazione economica e finanziaria dell’azienda, le esigenze di credito della Omfesa, anche grazie all’insediamento di un tavolo tecnico interbancario. Credo sia un esempio importante e significativo di collaborazione fra istituzioni e forze del territorio che, ci auguriamo, possa dare al più presto i suoi frutti”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!