DallAmerica in Svizzera

In ricordo di Lucio Dalla

Ha fatto in modo che non ci si scordasse del suo compleanno, il 4 marzo, con una canzone ormai famosa: quella del soldato straniero che, prima di andare a morire, come il Piero di De André, porterà con sé l'odore di un prato. Qui prenderà una donna, anzi una ragazza, e con lei vivrà la sua ora più dolce. La favolosa carriera di Lucio Dalla disegna una traiettoria stellare che somiglia agli sforzi di certi partiti minoritari quando decidono di conquistare l'elettorato medio. Fra l'alienazione masturbatoria di un “Disperato erotico stomp”, il mesto sogno provinciale di “Anna e Marco” e il jingle ammiccante di “Attenti al lupo” ci passano anni luce. Neanche per il 150º anniversario dell'Unità d'Italia mi pare che Dalla si sia riconosciuto in canzoni come “Le parole incrociate”, scritta nel '74 con Roberto Roversi, sulle stragi dei nostri primi anni di vita nazionale. Non sempre il grande successo è stato direttamente proporzionale all'ispirazione (cosa non scontata nell'industria della canzone, dove il mercato può premiare i titoli più significativi), ma lascia un repertorio vastissimo aperto all'eucaristico saccheggio dei devoti. Qui e qui due di questi titoli dal vivo in Svizzera, dove è morto.

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