Amministrative. Il Pd strizza l’occhio all’Udc

Casarano. La strategia del segretario Capone spacca il partito: la vecchia guardia è per il sì; la nuova per le Primarie

CASARANO – Aprire all’Udc. Questa, in estrema sintesi, la strategia elettorale per Casarano del segretario provinciale del Partito Democratico, Salvatore Capone, in vista delle Amministrative del 6 e 7 maggio prossimo. Il massimo responsabile del Pd provinciale l’ha illustrata mercoledì sera, nella sede del Pd di via Dante, nella riunione del Direttivo convocata dal coordinatore cittadino, Francesco De Marco, per definire la posizione del Pd da portare al tavolo delle trattative del centrosinistra. Il “parlamentino” democratico, però, si è diviso sulla linea da prendere: la “vecchia guardia” del partito sembra favorevole all’allargamento al centro; i rinnovatori, invece, preferirebbero accogliere la proposta lanciata l’altro ieri da Sel e affidarsi alle primarie. Capone ha verificato che la base del suo partito a Casarano non è propenso a seguire le indicazioni dei vertici provinciali. Lo sapeva già: in queste ultime settimane i contatti tra centro e periferia sono stati serrati. Il segretario provinciale, però, doveva formalizzare e ufficializzare la linea del partito. Forse, però, non si aspettava che gli interventi contro l’allargamento al centro e a favore delle primarie fossero così numerosi. Il consigliere provinciale Gabriele Caputo, che si è già dichiarato disponibile a candidarsi per la carica di sindaco, ha ribadito che il voto alle primarie è l’unico strumento democratico per selezionare la classe dirigente. Il Direttivo del Pd, però, alla fine non ha definito alcuna posizione, ma Capone ha avvertito che ogni decisione deve essere presa entro 48 ore (entro stasera, quindi). Ma il “a di fatto” dell’altra sera ha fatto arrabbiare in particolare Sel che aspettava una comunicazione ufficiale urgente alla proposta di primarie da svolgersi l’11 marzo. Inoltre, nel Pd avevano fatto filtrare la possibilità di una possibile deroga alle condizioni poste da Sel, che riguardavano la condivisione degli eventuali apparentamenti con altre forze politiche in caso di ballottaggio; la composizione della squadra di governo con nuove personalità; l’impegno di un generale rinnovamento dell’intera classe dirigente del centrosinistra. “Questi tre punti non sono trattabili – ribadisce Omar Sarcinella, responsabile del rapporto con gli alleati –; con l’apertura alle primarie abbiamo dimostrato la nostra maturità. Spetta al Pd ora assumersi le proprie responsabilità”.

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