Laboratorio analisi convenzionato. Il Tar dà l’ok per Cavallino

Cavallino. Vince un’annosa battaglia legale dinanzi al Tar. Ora il laboratorio privato potrà servire, in convenzione con il Ssr, Cavallino, Merine e Lizzanello

CAVALLINO – Dopo la raccolta di migliaia di firme e la richiesta inoltrata alla Regione Puglia direttamente dal primo cittadino, ma soprattutto dopo una battaglia di carte bollate che va avanti dal 2004, anche il Comune di Cavallino potrà avere un laboratorio di analisi privato convenzionato-accreditato. L’unico a servire il territorio di Cavallino, Merine e Lizzanello. Finalmente quindi cittadini non dovranno recarsi al di fuori del proprio Comune per eseguire esami di laboratorio in convenzione. E' quanto riconosciuto dalla II Sezione del Tar di Lecce (Presidente Costantini, Relatore D'Arpe) con sentenza n. 254/12 depositata lo scorso 9 febbraio. Il Giudice amministrativo ha infatti accolto il ricorso promosso dall'avvocato Alberto Pepe nell'interesse di un laboratorio d'analisi privato già operante nel Comune di Cavallino da diversi anni. Lo stesso laboratorio già nel 2004 aveva presentato alla Regione richiesta di accreditamento per essere autorizzato ad erogare esami di patologia clinica in favore dei propri pazienti con costi a carico del Servizio sanitario regionale; e tuttavia in diverse fasi sia la Regione Puglia sia l'Asl-Lecce hanno opposto il proprio diniego. Il Tar invece, accogliendo le censure dell'avvocato Pepe, ha osservato che la struttura ricorrente – già autorizzata all’esercizio dell’attività di analisi di laboratorio – ha diritto (ai sensi dell’art. 24 della Legge Regionale 8/04, correttamente interpretato) all’avvio dell’istruttoria relativa alla richiesta di accreditamento istituzionale presentata il 28 luglio 2004 (e reiterata il 24 Dicembre 2007), precisando quindi che il provvedimento regionale impugnato è illegittimo nella parte in cui reca il diniego di accreditamento. D’altra parte non potrebbe essere stato altro che così, dal momento che la delibera 1500 del 2010 aveva ridistribuito il budget assegnato ai privati convenzionati con il criteri ‘territoriale’, cioè nell’intento di garantire una capillare distribuzione dei servizi privati-convenzionati sul territorio.

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