Assistenza oncologica. Perrone accusa Capone

Lecce. 100 dipendenti Asl resteranno a casa da marzo. Il sindaco denuncia scarso impegno della vicepresidente

LECCE – “Non serve convocare tavoli se ai tavoli non seguono soluzioni concrete”. Il sindaco di Lecce Paolo Perrone attribuisce alla Regione la responsabilità della perdita di lavoro per i 100 operatori di assistenza oncologica, tra cui 50 autisti e 50 Oss, della Asl di Lecce che da marzo resteranno a casa per l’impossibilità di proroga del contratto annunciata dal direttore Valdo Mellone. E la Regione, in questo caso, ha il nome di Loredana Capone, vicepresidente di Via Capruzzi e candidata sindaca del capoluogo salentino. “Capisco l'imbarazzo di Loredana Capone, ma la candidata a sindaco dovrebbe capire che governare significa conoscere i problemi, affrontarli e risolverli – dice Perrone -. Se ai tavoli non seguono le soluzioni, servono a ben poco. A Loredana Capone, che continua a chiedersi il perché dei miei interventi indirizzati a lei, dico: quando si riveste una carica pubblica bisogna assumersi le responsabilità che ne derivano, nel buono e nel cattivo tempo. Da sindaco di questa città e da massima autorità sanitaria locale mi preoccupo dei miei concittadini e pretendo che il loro diritto al lavoro e alla salute venga salvaguardato. Il mio avversario alle primarie, Paolo Pagliaro, non è il vicepresidente della giunta regionale e, non essendolo, non deve rispondermi sul futuro di questi lavoratori, tanto meno sulla situazione disastrosa della sanità pugliese. Se ne faccia una ragione, Loredana Capone, che non può essere vicepresidente della Regione solo quando le fa comodo”. Articolo correlato: Assistenza oncologica. Da marzo in 100 senza lavoro

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